Sblocco delle assunzioni nella sanità e ok ai fondi Fas, un risultato storico
24 Marzo 2011
Fiducioso lo era stato fin dall’inizio. E i fatti gli hanno dato ancora una volta ragione. E’ così che porta a casa un’altra importante vittoria il Presidente della regione e commissario ad acta per la Sanità, Gianni Chiodi. E questa volta su un nodo spinoso; su cui, come lui stesso ha più volte insistito, si gioca il futuro della regione e soprattutto dei giovani: la sanità.
Tutti i riflettori erano puntati su quella firma, che finalmente ieri è arrivata, sul decreto (il n. 10 del 2011) che autorizza le Asl ad assumere a tempo indeterminato i precari vincitori del concorso a garanzia dei Lea, i livelli essenziali di assistenza. Una risposta concreta alle istanze pervenute in questi giorni dalle Direzioni sanitarie regionali, risolvendo nel contempo una vertenza occupazionale che aveva generato non poca preoccupazione. E, circostanza non trascurabile, un provvedimento che è stato possibile adottare solo perchè è già stato predisposto ed inviato al ministero per la preventiva accettazione, il programma operativo 2011/2012.
Ma questo è solo l’inizio, ieri, infatti, è arrivato il via libera del governo anche all’utilizzo dei fondi Fas, i fondi per le aree sottoutilizzate, che serviranno a coprire parte del deficit della sanità. E ancora, sempre il Consiglio dei ministri ha stabilito che la legge Brunetta per l’Abruzzo avrà come riferimento il 2010 e non il 2009 per la valutazione della cosiddetta spesa storica.
Tre risultati che insieme rappresentano senza dubbio di smentita uno dei momenti più importanti nella storia della sanità in Abruzzo, non solo dal punto di vista dei conti, ma anche della funzionalità ed efficienza. "Avevo assicurato una soluzione per i precari del servizio sanitario ad ogni costo – ha sottolineato Chiodi -. Questo atto fa il paio con le positive notizie che giungono dal Consiglio dei ministri. E dimostra due cose. La prima che la Regione lavora costantemente con il governo nazionale per il bene della nostra comunità. La seconda che gli interlocutori di Roma continuano a mostrarsi attenti e sensibili verso i nostri problemi". Ma Chiodi pensa anche "alla felicità di tanti medici e operatori sanitari che, pur se vincitori di concorso, da anni prestavano servizio a tempo determinato a causa del blocco delle assunzioni, e penso al fatto che abbiamo sventato la chiusura di alcuni reparti per l’assenza di medici".
Ora ci si prepara in vista del tavolo di monitoraggio annuale previsto per il 7 aprile, ma con la serenità di chi ha lavorato bene, come spiega Chiodi: "abbiamo coperto l’intero disavanzo di 360 milioni conseguente agli anni 2004-2007, calcolando i 200 milioni ottenuti come anticipazione di cassa e i 160 milioni autorizzati con l’utilizzo dei fondi Fas. Con questo abbiamo coperto tutto il disavanzo che abbiamo ereditato nel passato e per il 2010 andiamo verso un dato considerevolmente inferiore rispetto a quello programmatico".
Una pioggia di commenti positivi da parte di tutte le forze politiche ha fatto da cornice ai provvedimenti descritti. Per il coordinatore regionale del Pdl, Filippo Piccone, "sono la riprova dell’elevata attenzione del governo Berlusconi verso l’Abruzzo e del buon lavoro svolto dal presidente Chiodi". In particolare Piccone definisce "vitali" le decisioni riguardanti i precari Asl e l’utilizzo dei fondi Fas: "abbiamo risposto con i fatti a chi, come la sinistra, non ha perso tempo per strumentalizzare delle difficoltà in gran parte da loro create". Sulla stessa lunghezza d’onda Walter Di Bastiano, consigliere regionale del Pdl e membro della commissione consiliare Sanità: "Per la nostra sanità – ha affermato – è giunta l’ora di uscire dalla precarietà. Il governo ha voluto premiare il processo virtuoso che abbiamo intrapreso per ristrutturare la sanità abruzzese e modellarla alle esigenze dei territori. Questo – conclude Di Bastiano – non significa certo che il nostro impegno si è esaurito e non prestiamo certo il campo alle sterili polemiche dei giorni scorsi, alimentate da chi non si è mai misurato con i problemi reali della sanità, quasi che a risolverli bastassero estemporanei comunicati stampa – è tutt’altro che esaurito". L’obiettivo dunque è la riqualificazione anche della sanità provinciale, con il mantenimento ed il potenziamento delle eccellenze nel territorio marsicano.
Anche per il presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio Del Corvo, è stata significativa la sinergia tra Governo e Regione Abruzzo, specie per la decisione di riferire la cosiddetta spesa storica al 2010 anzichè al 2009, risolvendo in tal modo il problema dei precari della Asl locale.
"Con l’approvazione del provvedimento in tempi brevi – continua del Corvo – il governo si è mostrato sensibile alle esigenze di un territorio già fortemente provato da una crisi economico-occupazionale".
Ma il commento più atteso è senza dubbio quello giunto dalle organizzazioni sindacali, che all’unisono hanno espresso grande soddisfazione per la vittoria di una battaglia "unanime e condivisa". L’obiettivo finale, dicono i sindacati, ora resta quello di fornire precise garanzie di stabilizzazione al personale che opera in condizioni precarie, ben 329 dipendenti nella sola Asl aquilana, e di aprire la strada a nuove assunzioni, compatibilmente con le esigenze di bilancio. "Attendiamo le decisioni della direzione della Asl, che invitiamo a stringere i tempi e a formulare, al più presto, l’atto aziendale: lo strumento tecnico che consente una programmazione a vasto raggio di tutte le attività ospedaliere e territoriali. Un documento – si legge in una nota congiuntai di Cgil, Cisl, Uil, Cisl Medici, Anaao, Fsi e Umi – che dovrà trovare la piena condivisione delle organizzazioni sindacali nell’ottica di un miglioramento delle prestazioni e dei servizi offerti ai cittadini. La sanità pubblica è un bene primario, che va salvaguardato, in particolare in una situazione delicata come quella che vive la nostra provincia colpita dal sisma".
