Scacciati dal Venezuela colossi del petrolio Usa

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Scacciati dal Venezuela colossi del petrolio Usa

27 Giugno 2007

Nell’ambito di un progetto di nazionalizzazione che ha già visto la maggiore impresa di telecomunicazioni e quella dell’elettricità diventare parte del governo, il Presidente venezuelano Hugo Chavez ha deciso di imporre tasse più alte alle compagnie presenti nella “cintura petrolifera” di Orinoco.

A seguito di tale misure, due delle più grandi imprese petrolifere statunitensi, la Exxon Mobil e la Conoco Philips, hanno deciso di abbandonare il paese.

Altre compagnie come la Total, la Chevron, la Norway’s Statoil e l’inglese BP hanno invece ratificato accordi che permetteranno a Chavez di guadagnare interessi vicini al 60% per quanto riguarda progetti di circa 30 milioni di dollari.

Mentre Chavez si vanta di contrastare gli interessi imperialistici americani, pur essendo questi ultimi i suoi migliori clienti del settore, il suo ministro dell’Energia, Rafael Ramirez, ha parlato di “atto di sovranità” per il suo popolo.

Dal canto loro gli Usa hanno risposto per bocca del Segretario dell’Energia, Sam Bodman si è detto “preoccupato” per la vicenda.