Scajola non risponde, i dubbi sull’arresto
10 Maggio 2014
di Redazione
Dopo l’arresto, l’ex ministro Claudio Scajola si avvale della facoltà di non rispondere nell’interrogatorio a Regina Coeli, dove si trova da alcuni giorni. "Voleva rispondere ma gli abbiamo consigliato di non farlo: vogliamo prima parlare con lui e studiare le carte", spiegano i legali. Scajola è accusato di aver favorito la latitanza di un altro forzista, Amedeo Matacena, condannato per concorso esterno in associazione mafiosa e attualmente a Dubai. L’accusa è fondata su delle intercettazioni tra Scajola e la moglie di Matacena. Ma era necessario arrestare Scajola? "È molto difficile ravvisare nell’arresto di Claudio Scajola la presenza anche di un solo requisito richiesto dal codice", ha scritto su Europa Fabrizio Rondolino. "Scajola non stava fuggendo (e, nel caso, sarebbe bastato ritiragli il passaporto come per esempio è accaduto con Berlusconi), non inquinava nessuna prova perché al momento prove contro di lui non ce ne sono, né tantomeno era in procinto di reiterare il reato". Per Rondolino, "la parabola di questi vent’anni è agghiacciante… Oggi la galera ha sostituito l’avviso di garanzia".
