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Scalfarotto visita i due americani in carcere e Salvini ringrazia…

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Visitare i carcerati è certo un’opera di Misericordia, come ci ricorda il Vangelo di Matteo, ma la scelta di andare ad incontrare i due americani imputati di avere assassinato con undici coltellate il carabiniere Mario Cerciello Rega appare davvero lontanissima dal monito evangelico. Eppure, a pochi giorni dal delitto efferato e crudele di Roma, all’indomani del funerale del carabiniere 35enne che ha commosso l’intero Paese, il deputato Pd Ivan Scalfarotto, noto più per le sue battaglie Lgbt che per essere stato sottosegretario alle riforme col Governo Renzi, ha pensato bene di esibirsi in questa iniziativa. Si è trattato di “una ispezione al carcere di Regina Coeli, per verificare il rispetto dei diritti nei confronti degli accusati” – ha commentato Scalfarotto dopo essere stato travolto dalle critiche non solo della Lega, ma del Pd stesso, da Calenda (“Con Scalfarotto e Gozi abbiamo raggiunto vette di stupidità mai raggiunte, spero sia il caldo” il suo sobrio commento) al redivivo e sempre più compassato Zingaretti.

Eh certo. Perchè per verificare il rispetto dei diritti degli arrestati (tema complesso e assolutamente importante), non si vanno a visitare (magari in modo privato) carcerati sconosciuti, quell’esercito di disperati italiani e stranieri che finiscono in carcere ogni giorno, i tanti vinti anonimi che si macchiano di reati di strada. Non ci si reca in carcere con l’umiltà (questa sì evangelica) di dare conforto a chi, pentito, sta scontando la sua pena, emarginato e lontano dai riflettori.

No, Ivan Scalfarotto da Pescara ha pensato bene che per esercitare in pieno il suo diritto di ispezione parlamentare, occorresse far visita ai due americani accusati di un tremendo omicidio e sui quali si è scatenata una bufera mediatica per la famosa fotografia di uno dei due bendato in caserma. Un atto che di umanitario e misericordioso non ha davvero nulla, mentre ipocritamente l’esponente Dem evoca pure discrezione: “Molti mi hanno chiesto se sono andato a trovare la vedova di Mario Cerciello Rega. La risposta è che no, non l’ho fatto, per discrezione e rispetto”. Discrezione per la vedova, visite mediatiche per i carcerati.

Insomma, quella di Ivan Scalfarotto è stata una mera azione politica strumentale, un semplice atto ostile verso il nemico giurato Salvini che quei due americani ha preso ad esempio per chiedere certezza della pena.

Eppure questo atto ostile è evidentemente l’ennesimo favore della sinistra al leader della Lega. Il ministro dell’Interno infatti ironizza subito su twitter “Il Pd va in carcere a verificare che il criminale americano non sia stato maltrattato. Non ho parole, pazzesco” e incassa migliaia di consensi. Un ulteriore regalo alla costante crescita della Lega. Questa volta stranamente se ne sono accorti anche i vertici Dem. Tutti, tranne Scalfarotto.

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