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“Scandaloso proibire la piazza al Pdl”

«Quando una grande organizzazione sindacale come l’Anm dice che l’autonomia e l’indipendenza della magistratura impediscono critiche e manifestazioni, io mi preoccupo, per il clima che una frase simile contribuisce a creare nel paese». Nicolò Zanon, membro laico della Consiglio superiore della magistratura e costituzionalista di cultura liberale, di solito si tiene alla larga dalle polemiche in pubblico, preferendo combattere la sua battaglia quotidiana all’interno del Csm. Stavolta però interviene, convinto che i vertici dell’Anm abbiano passato il segno.

Rodolfo Maria Sabelli, presidente dell’Anm, dice che «qualsiasi attacco alla magistratura e idee di manifestazioni contro la magistratura costituiscono una sfida a principi che sono fondamento della nostra Costituzione». In sostanza, la manifestazione indetta dal Pdl per il 23 marzo è incostituzionale.


«Mi scandalizza che si possa pensare una cosa del genere. Ritengo sconcertante sostenere che una manifestazione organizzata da un partito che ha avuto milioni di voti costituisca una sfida alla Costituzione. Si può criticare una simile manifestazione, ma non si può ritenerla incostituzionale. Semmai essa è la concretizzazione di due diritti fondamentali sanciti proprio dalla Costituzione: libertà di riunione e libertà di manifestazione del pensiero».

In una «democrazia matura» non si manifesta contro il modo con cui la giustizia viene amministrata, dice l’Anm.

«Vero. Ma non credo che in una democrazia matura si verifichino fenomeni come quello rappresentato da un pubblico ministero che trasferisce in politica le inchieste che ha appena finito di svolgere in un importante ufficio giudiziario».

Ogni riferimento ad Antonio Ingroia…

«Il caso Ingroia è la punta di un iceberg che coinvolge una parte della magistratura, che talvolta si comporta in modo da destare sospetti di assenza di imparzialità. Allora non c’è da scandalizzarsi se si organizzano manifestazioni. E poi, visto che i magistrati rifiutano qualunque responsabilità giuridica vera, come la responsabilità civile, che lascino alla gente almeno la libertà di definirli responsabili in modo diffuso, tramite manifestazioni di dissenso. Altrimenti non sono davvero più responsabili di nulla...».

Il tribunale di Milano ieri ha inviato una visita fiscale in ospedale per accertare le condizioni di Silvio Berlusconi.

«Come componente del Csm non posso esprimermi su vicende processuali in corso. Mi limito a dire che assisto con sgomento alla drammatizzazione di vicende che avrebbero potuto essere trattate con maggiore fair play da parte di tutti».

Servono nuove regole per il comportamento dei magistrati?


«Intervenire con norme che introducano divieti non credo possa essere una soluzione, nel momento in cui questi divieti sarebbero percepiti come limitativi della libertà di fare ciò che si vuole. Ci vorrebbe semmai quella coscienza professionale che evidentemente manca».

Il Csm non dovrebbe servire proprio a regolare e far rispettare la deontologia professionale dei magistrati?

«Lasciamo stare. Il plenum del Csm ha dedicato una mattinata a scimmiottare il Parlamento scagliandosi contro Berlusconi. Per me è stata una sofferenza. Presiedevo la seduta ed ero combattuto tra il senso di responsabilità istituzionale, che mi diceva di continuare a governare il plenum anche se questo non stava facendo il proprio lavoro, e la voglia di andarmene».

Cosa ha prevalso?

«Ha prevalso il senso di responsabilità. Ma nei giorni successivi ho rimpianto di non essermi alzato mandando tutti a quel paese. Ho vissuto il comportamento del plenum come un’offesa gravissima alle regole costituzionali che governano le competenze del consiglio. Certo, dall’altra parte c’era l’affermazione di chi aveva detto che “la magistratura è come la mafia” e quindi capisco le reazioni. Ma dedicare ore di discussione, anziché alle pratiche correnti, a dire quanto è cattivo Berlusconi, l’ho trovato un’enormità».

Il Csm va riformato?

«Una politica forte e autorevole dovrebbe avere la riforma del Csm nella lista delle priorità. Ma è chiaro che si tratta di un sogno, in un momento come questo».
 

(TRATTO DA LIBERO)

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