Scienza. Studio italiano dà speranze per la cura della leucemia
05 Dicembre 2010
di Redazione
Una nuova terapia riesce a ridurre la mortalità e rallenta la progressione della leucemia mieloide cronica. La valutazione del trattamento a base di un farmaco il cui principio attivo si chiama bosutinib, è stata resa possibile da uno studio condotto su 502 pazienti in tutto il mondo, coordinato dall’Università di Milano-Bicocca.
La ricerca ha messo in evidenza che la terapia incrementa la crescita di midollo sano e riduce le cellule leucemiche residue. I risultati della ricerca condotti all’Unità di Ematologia dell’Ospedale San Gerardo di Monza, sono stati presentati nel corso del meeting della Società Americana di Ematologia (ASH) in corso a Orlando (USA). Sono state messe a confronto due terapie a base di bosutinib e imatinib.
"I risultati – ha spiegato Carlo Gambacorti Passerini, professore associato di Medicina Interna presso la facoltà di Medicina dell’Università di Milano Bicocca e responsabile del gruppo di ricerca – sono stati ancor più sorprendenti se si considera che Imatinib ha un’efficacia molto elevata ed era difficile sperare di individuare una molecola che riuscisse a migliorare la performance".
"Questi dati fanno sperare che, data la più profonda diminuzione delle cellule leucemiche residue ottenuta con la nuova terapia si possa giungere alla completa eradicazione della malattia e quindi alla sospensione della terapia in una frazione consistente di pazienti".
