Scomparsa di Yara. Cartelli contro immigrati a Brembate e Bergamo
05 Dicembre 2010
di Redazione
"Marocchini fuori da Bergamo". È questo uno dei cartelli scritti con un pennarello blu che campeggia in via Rampinelli a pochi passi dalla casa di Yara Gambirasio la 13enne scomparsa il 26 novembre scorso da Brembate Sopra in provincia di Bergamo.
Altri scritte di insofferenza nei confronti degli immigrati sono apparse nel pomeriggio anche in altre località della periferia di Bergamo. Immigrati "fuori da Bergamo" era scritto su un lenzuolo bianco, mentre scritte volgari nei confronti di extracomunitari sono state stampate su alcuni fogli di carta.
L’accesso all’abitazione della 13enne, promessa della ginnastica ritmica, intanto, è impedito dalle forze dell’ordine, mentre alcuni curiosi sostano vicino alle troupe televisive. Nel frattempo, continuano le ricerche del corpo della giovane dopo il fermo di un magrebino accusato di omicidio e sequestro di persona. Al momento non si sa se l’uomo abbia fornito elementi utili alle indagini e se abbia agito da solo e se invece all’appello manca uno o più complici. I carabinieri mantengono il massimo riserbo, così come inavvicinabile la famiglia di Yara.
Dopo il fermo del nordafricano che ieri sera è stato bloccato su una nave diretta in Marocco, gli inquirenti proseguono le ricerche della giovane promessa della ginnastica ritmica, ma al momento non c’è nessuna novità. Forze dell’ordine e volontari che da giorni setacciano la zona, oggi sfidano nuovamente la neve sottile che sta cadendo sulla zona. Fin dalla mattinata i volontari hanno setacciato la zona di Matello, vicino al centro commerciale in costruzione dove da giorni proseguono le ricerche. Inoltre la "caccia" a Yara è stata estesa anche a Barzana e ad Ambivere, due comuni limitrofi a Brembate Sopra.
Difficile, però pensare di trovare la 13enne senza un’indicazione precisa. A Barzana c’è una fitta area boschiva. Mentre la zona di Ambivere e di Matello sono piene di campi incolti e di cantieri in costruzione. Gli inquirenti anche dopo la fine dell’interrogatorio dell’unico fermato mantengono il massimo riserbo. L’unica certezza è che l’uomo non abbia fornito, al momento, elementi utili per trovare il posto dove è stato nascosto il corpo di Yara.
