Scomparsa di Yara, riprese le ricerche nel Bergamasco
30 Novembre 2010
di Redazione
Sono riprese questa mattina, per il quarto giorno consecutivo, le ricerche di Yara Gambirasio, la 13enne bergamasca scomparsa venerdì pomeriggio da Brembate Sopra (Bergamo).
I lavori delle persone impegnate sono iniziati come sempre con un vertice al quartier generale allestito alla periferia del paese. Sono impegnati nelle ricerche della ragazza decine di persone, tra carabinieri, vigili del fuoco, protezione civile e volontari, che oggi ancora sono tornati a battere la zona circostante Brembate Sopra.
L’unico indizio nelle mani degli investigatori è al momento rappresentato dal percorso che i cani hanno fiutato ieri pomeriggio, partendo dall’interno della palestra del centro sportivo, dove Yara è stata vista l’ultima volta.
La tredicenne potrebbe essere uscita dalla struttura da una porta d’emergenza ed essersi diretta, ancora non si sa se volontariamente oppure a forza, verso la strada che porta a Mapello (Bergamo), nella direzione opposta alla sua abitazione. L’ultimo suo sms risale alle 18.44; 5 minuti più tardi il cellulare della ragazzina si è spento e da allora di lei si sono perse le tracce.
Nel frattempo si moltiplicano le segnalazioni di persone che affermano di aver visto o sentito qualcosa di sospetto. Una ragazza avrebbe notato un furgone bianco allontanarsi a grande velocità intorno alle 18.45 nella zona dov’è scomparsa la tredicenne, mentre un’altra ha detto di aver sentito delle urla per la strada. Un uomo, che qualche giorno fa era stato sorpreso dai vigili mentre faceva fotografie nel centro sportivo dove la ragazza è stata vista per l’ultima volta, ieri è stato ascoltato dai carabinieri, ma risulterebbe estraneo alla vicenda.
Nella mattinata di ieri i genitori di Yara sono tornati in caserma; i carabinieri hanno sottoposto loro alcuni oggetti ritrovati durante le ricerche, in particolare un guanto nero, ma nessuno di questi apparteneva alla tredicenne. Alla scuola media delle suore Orsoline di Bergamo, i compagni di Yara ieri sono tornati in classe: "Non possiamo credere che si sia allontanata volontariamente – dicono – Yara era brava a scuola ed era felice, non lo avrebbe mai fatto". Mai un cattivo voto, mai uno screzio, né un colpo di testa, e neppure un fidanzatino che potrebbe averle provocato un dispiacere. Per questo la scomparsa di Yara è tanto sconvolgente, quanto inspiegabile. Gli insegnanti hanno parlato a lungo della vicenda con i ragazzi: "Yara è una ragazza forte, solare e intelligente – ha detto la preside, suor Carla Lavelli – Abbiamo pregato per lei. Qui la stiamo aspettando tutti".
