Home News Scontro in Aula tra finiani e Pdl. Il Cav. avverte: prepariamoci al voto

Respinta alla Camera la sfiducia a Caliendo

Scontro in Aula tra finiani e Pdl. Il Cav. avverte: prepariamoci al voto

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Diciassette voti che da ora in poi potrebbero aprire la strada verso le urne. Ieri a Montecitorio è andata così sulla mozione di sfiducia proposta da Pd e Idv al sottosegretario Caliendo, respinta con 299 no, 229 sì e 75 astenuti. Un dato che Berlusconi registra con una buona dose di amarezza e irritazione, al punto che dopo un’altra giornata di fibrillazione, alla cena coi deputati avverte: preparatevi alle elezioni.

L’esordio alla Camera del gruppo dei finiani è all’insegna dello scontro con i parlamentari del Pdl. Nei banchi di Futuro e Libertà trasloca Chiara Moroni, tesoriere del gruppo guidato da Cicchitto, e il conto sale a 34 onorevoli fuori dal partito. Una mossa che il Cav., stigmatizza perché si tratta di deputati eletti nelle liste del Pdl e sotto il simbolo ‘Berlusconi presidente’ che ora gli voltano le spalle. Ai 299 no della maggioranza si è arrivati coi voti del ministro Andrea Ronchi e del viceministro Adolfo Urso, finiani pure loro, mentre i sottosegretari Roberto Menia e Antonio Buonfiglio, non erano in Aula perché in missione.

Per due volte nei banchi del centrodestra finiani e berlusconiani ingaggiano un botta e risposta che ha rischiato di trasformarsi in rissa: immagine plastica del livello di tensione raggiunto dopo il divorzio di Fini dal Cav. Nel primo caso a scatenare la bagarre è una battuta di Peppino Calderisi che, rivolgendosi a un finiano che batte le mani per l'intervento di Manlio Contento (Pdl) gli domanda: ''Anche tu applaudi?''. Il secondo episodio ha come protagonisti due ex An: Aldo Di Biagio (Futuro e libertà) e Marco Martinelli (Pdl). Quest'ultimo, al termine di un'animata discussione getta la scheda parlamentare in faccia all'ex collega di partito e da lì si sfiora la rissa. I due, prima, raggiungono una porta laterale dell'emiciclo per un chiarimento ma vista la mala parata intervengono i commessi. La discussione si sposta nel cortile ma è l’immagine plastica del livello di tensione.

E se il ministro delle Riforme, Umberto Bossi, assicura che il governo andrà avanti (''Resistiamo, non si vota''), il leader del Pd Pierluigi Bersani dice che “da oggi non c'è più la maggioranza''. Qualche ora più tardi, nella cena coi deputati Berlusconi analizza l’esito del voto a Montecitorio che sancisce anche plasticamente la divisione nel Pdl.  A loro consegna il messaggio: preparatevi alle urne. Un modo per sottolineare come la ripresa dei lavori parlamentati a settembre costituirà il banco di prova per la tenuta del governo. Al punto che non nasconde ciò che da giorni va ripetendo ai suoi più stretti collaboratori: al prossimo incidente si torna davanti agli elettori.

E che l’ipotesi sia realistica lo dimostrano i contatti che ieri ha avuto con il Viminale durante il vertice del Pdl a Palazzo Grazioli, con al centro non solo il voto alla Camera sulla sfiducia a Caliendo ma anche una possibile data per il voto. C’è chi nella maggioranza teorizza l’autunno e chi la prossima primavera, opzione quest’ultima che ai piani alti di via dell’Umiltà viene considerata più plausibile anche consente di completare la riforma del federalismo alla quale tiene Bossi. Non solo: ma c’è chi ieri alla Camera notava non senza una punta di malizia, il fatto che il capo dello Stato sia già in vacanza. Un segnale che nelle file pidielline viene letto come la non volontà di sciogliere le Camere in tempi rapidi.  

E’ anche sull’ ipotesi voto che il premier lavorerà nelle prossime settimane, mettendo a punto una strategia per non farsi trovare impreparati rispetto alle mosse di Fini che orami, si prepara al redde rationem direttamente in Aula applicando il manuale delle geometrie variabili, è il commento ricorrente di molti deputati pidiellini che stazionano in Transatlantico. Il premier non ha mancato di sottolineare ai suoi come la mossa di Fini parta da lontano, dalla decisione di introdurre le impronte digitali nelle votazioni d’Aula, e faccia parte di una strategia ben precisa finalizzata al logoramento della maggioranza.

Non a caso ha ripetuto che 'se è successo quello che è successo, è Fini il responsabile. Avevamo una maggioranza straordinaria in Parlamento. Un governo compatto ed una squadra di ministri giovane e di grande idealismo. Non c'era nessuna possibilità che un mandato così largo degli elettori fosse messo in discussione''. Tuttavia il Cav. Mantiene la speranza di poter ricompattare le fila del Pdl, convinto che la pattuglia dei 33 finiani non possa essere “soggiogata da due o tre irresponsabili”.

L’ultima immagine che racconta la giornata politica sta nel gelo tra Berlusconi e Fini: i due si ignorano seppure a pochi metri l’uno dall’altro. Quando il premier fa il suo ingresso nell’emiciclo i deputati pidiellini gli tributano una standing ovation. Silenzio dai banchi dei finiani, indifferenza dallo scranno più alto di Montecitorio.

 

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11 COMMENTS

  1. Finalmente! Andiamo a votare
    Finalmente! Andiamo a votare in massa per togliere di mezzo gli impresentabili (Berlusca e Lega Nord) che fanno ridere tutta europa e diamoci una dimensione europea! con Fini il nuovo centro(destra?) assumera’ finalmente posizioni accettabili anche nel resto del mondo, finche’ avremo la cricca dei compagni di merengue (Berlusconi e i suoi amici) e la Lega nord non saremo degni di stare in Europa, dove difatti ci tengono solo per i soldi che diamo, ma per il resto li facciamo morire dal ridere tutti (ve lo dice uno che vive all’estero!)

  2. pro domo sua
    Berlusconi ha costruito il PdL a sua immagine e somiglianza, circondandosi solo di adultatori e non ha caso ha espulso Fini, personalità troppo carismatica per poterlo tollerare.

    Come tutti i politici illiberali si ritrova oggi in un clima sostanziale di irrealtà, con il suo manipolo di fedelissimi che lo osanna ed il resto del paese che ne ha al massimo la considerazione esposta da Fini, se non ben peggiore.

    Un paese democratico si basa sulla legittimazione delle sue istituzioni e non può stare in piedi se una fetta del suo elettorato intorno al 40-50% pensa che chi lo governa sia un malfattore, anche se poi magari vince le elezioni.

    Nè può essere competitivo se lo stesso pensiero è condiviso dalla stragrande maggioranza dell’opinione pubblica della maggior parte dei paesi stranieri con cui abbiamo rapporto.

    Per questo è ora che si comprenda che la presenza di una destra italiana europea, finalmente liberata della schiavità che le ha imposto Berlusconi, è quanto mai urgente.

    Per quanto riguarda la possibile fase riformista, le ricordo che Berlusconi è stato tre volte a capo del Governo per complessivi 8 anni ed in quei 8 anni qualunque riforma pro domo sua, anche la più raccapricciante, è stata approvata a tempo di record mentre per quanto riguarda le riforme importanti per il paese c’è sempre stato qualcuno o qualcosa che le faceva saltare.

    Dopo 8 anni non la sfiora il dubbio che forse le riforme Berlusconi non le farà mai?

  3. Consigli utili
    Anonimi cari,
    e se invece che passare intere giornate a sbrodolarvi addosso su quanto siete più intelligenti, più colti, più onesti e più presentabili di noi popolo rozzo e volgare, vi decideste a vincere le elezioni. Il mio è naturalmente un ragionamento rozzo, non alla vostra altezza, ma è anche l’unica, vera, regola della democrazia. Che vi piaccia o che non vi piaccia.
    Ergo: meno puzzetta sotto il naso, meno parole a vanvera, meno fuffa e più lavoro duro tra la gente (quella vera).
    Poi magari qualche buon libro, ma qui so che vi chiedo veramente troppo.

  4. Squallido constatare che un
    Squallido constatare che un governo forte di numeri come nessun’altro nella storia di questo paese si decomponga in questo modo. Credo comunque sia un bene per tutti noi. Tanti anni di centrodestra non hanno minimamente cambiato niente di strutturale e duraturo, è questo è un fatto IN-CON-TE-STA-BI-LE! L’attesa modernizzazione non solo non c’è stata ma se possibile abbiamo perso ulteriormente posizioni in termini di ricchezza e di competitività. Ma attenzione agli sbocchi. Andare a votare in autunno o a marzo con questa legge elettorale significa suicidarsi, non riparare a quelle storture che hanno prodotto il recente malaffare sarebbe delittuoso. Una classe politica senza mandato popolare ma nominata non ha in natura gli anticorpi dell’illegalità. Essa ritiene di essere sopra ogni cosa proprio per i voti ottenuti ma che non prevedono alcun diritto di replica da parte di chi quei voti li ha espressi. Fatte queste poche cose e approvato qualche provvedimento serio per affrontare la grave crisi economica che stiamo attraversando, poi si vada anche a votare e questa volta credo si possa vedere l’insuccesso di una compagine che tanto ha promesso e tanto poco ha fatto.

  5. Non troppi consigli
    Egregio Silvano 05/08/10 14:13 li lasci nel loro brodo: forse è la benevolenza di Dio che ce li conserva così lucidi, loro e i loro capetti.

  6. @ anonimi
    Ma in che mondo vivete? Forse non è chiaro che tre mesi fa si è votato e BERLUSCONI e la LEGA hanno stravinto una tornata elettorale che per i borghesucci dei quartieri alti è stata una legnata mai vista. A proposito Fini in quell’occasione non ha particolarmente brillato per l’appoggio al partito e ai candidati. L’Europa? Berlusconi e la Lega non piacciono? Bene! I burocrati senza anima e sangue che vogliono un Europa a loro immagine e somiglianza non ci piacciono. Un Europa fondata sul dio denaro (come vogliono i soliti borghesucci benpensanti) non ci piace. Un consiglio cari anonimi, invece di praticare onanismo mentale repubblicano, uscite per strada e parlate con qualcuno, non solo tra di voi, vi accorgerete che il mondo è diverso. Pensare e scrivere “Belusconi è cattivo, la lega è brutta” non serve a nulla. E’ solo un consiglio, confondere i sogni con la realtà è un pochino deludente quando ti risvegli ( dopo il prossimo voto?).

  7. Abbagli
    Ieri, RaiTre ha mandato in onda un breve passaggio dell’intervento alla Camera dell’Onorevole Franceschini. Pochissimi secondi, ma, a rigor di logica, quelli più significativi dell’intero discorso. L’attuale presidente dei deputati del PD, si sa, è vittima di una specie di tic su cui, ahinoi, non pare riuscire ad avere la meglio: lui deve parlare male di Berlusconi, a prescindere. E dunque, anche ieri, nel corso di una seduta esclusivamente dedicata ad un altro parlamentare, l’Onorevole si è rivolto a Berlusconi, domandandogli (con suggestione tutta ginopaoliana) se si fosse mai chiesto come mai all’inizio erano in tre a volere dar vita alla nuova Destra italiana e adesso era rimasto lui solo (anche se, ovviamente, di Buvette si tratta e non di un qualsiasi Bar sottocasa). Il parlamentare si è spinto anche un po’ oltre, accusando il Primo Ministro, con toni di accesa nostalgia, rimpianto quasi, di non avere saputo dare al Paese una Destra moderna, di livello autenticamente europeo. Cosa intendesse indicare il ferrarese con quest’ultima, marinettiana immagine non è scontato capire (di scontato, per la verità, c’è solo il solito richiamo all’Europa, epperò il PdL è notoriamente e, ci si augura, consapevolmente confluito nel Partito dei Popolari Europei – Democratici Cristiani, non esattamente una formazione di Destra, nella quale, peraltro, anche il Fini di AN ambiva fortemente ad entrare). Quello che sfugge all’Onorevole felsineo, però, è un fatto del tutto evidente: da due anni Casini pesta i piedi per terra pretendendo dagli italiani l’adesione al Grande Centro. Da più tempo, il Presidente della Camera ha iniziato una marcia personale, che lo ha portato, in numerose occasioni, verso posizioni tradizionalmente di sinistra. E’ evidente a tutti che ad entrambi gli ex-delfini della moderna Destra europea importa una bella “cippa di niente”. Semplicemente, hanno deciso di alzarsi dal tavolo del Bar, lasciando la Coca a metà. Qualcuno lo può dire all’On. Franceschini?

  8. Siamo stufi!
    La nostra classe politica, destra e sinistra, ha dimostrato la totale incapacità per cui devono andare a casa. E come non hanno lavorato mai e non lo impareranno mai, paghiamo la pensione minima ma neanche un euro in più, hanno fatto solo danni. Via anche con il finanziamento (scusate, rimborso) ai partiti, via enti inutili, sindacati! Facciamo una nuova legge che non permette di partecipare nella vita politica a quelli che fin ora hanno sprecato o messo in tasca propria il nostro denaro, cioè a tutti i parlamentari e funzionari dei partiti. Includiamo anche i magistrati, giudici, corte costituzionale, alla fine sono anche loro politici, sbaglio? Forse in questo modo riusciamo a creare una nuova classe dirigente onesta ma soprattutto CAPACE.

  9. Ora vi trincerate dietro al
    Ora vi trincerate dietro al voto, per chi ci crede, e crede che in Italia il voto serva. In realta’ il nostro (bel)paese e’ quello in cui si comprano e scambiano piu’ voti, manco fossimo in Africa o Sudamerica. Qui ci sono regioni dove alcuni partiti (vedi Sicilia) vincono con proporzioni non realistiche neanche in Burundi. Eh si’, il voto, la grande illusione! Facile invocare la volonta’ popolare quando i voti sono comprati!Qui da sempre pilota la mafia, e continuera’ a farlo, a prescindere da chi, onestamente, continua a votare.
    Spiace per chi come Vanni o SIlvano ha ancora l’idea obsoleta che il voto in Italia sia lo specchio della liberta’ dei cittadini, mentre e’ solo lo specchio della campagna scambio e acquisti di questi mafiosoni che ci governano…

  10. Finiani
    Sapete chi sono i Finiani e i sostenitori arroganti che emettono parole-peti dalla loro bocca dal tipico contenuto Stalinista? Sapete chi sono, soprattutto, gli amici del Traditore Vigliacco Fascista Ipocrita e Assetato di Potere? Sono tutti i fannulloni, i bighelloni e gli scaldaseggiola fancazzisti che sono nelle USL, nelle Università e in tutti i luoghi pubblici o Statali che ogni giorno rubano lo stipendio. Sono gli incapaci mediocri falliti buoni a nulla e bighelloni assunti nei Comuni a causa di una raccomandazione del loro Compare. Sono i i mafiosi e i camorristi e i terroni nullafacenti amici dei mafiosi e camorristi che hanno paura di vedere il loro “DON CICCIO” in galera e la sua protezione finita. Sono quelle donnette che hanno vinto un concorso per i loro meriti anatomici. In una parola: sono quelli che hanno paura che Berlusconi e il suo governo con la Lega attui davvero le riforme e col federalismo gli metta FINALMENTE a lavorare. Oddio che paura!!! Già avevano a noia Brunetta, ora le riforme poi, ci mancherebbe altro..! Meglio diventare antiberlusconiani e contiuare a rubare impunemente lo stipendio. Agli allocchi in buona fede (anche loro ci stanno, anche se in netta minoranza) dico: aprite gli occhi, coglionazzi! Altro che Democrazia Finiana…

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