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“Scrivilo sui muri” di casa tua

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Il nuovo film giovanilista “Scrivilo sui muri” si annuncia già un successo: ha tutti gli ingredienti per piacere alle “tribù” cittadine di ragazzi assetati di sentimenti e di emozioni. E come l’altro successo di genere “Tre metri sopra al cielo”, è suscettibile di provocare fenomeni di imitazione e proselitismo. La storia del film tratto dal romanzo di Federico Moccia ha creato il fenomeno dei lucchetti appesi ai lampioni di Ponte Milvio che ha anche provocato qualche guaio alla giunta Veltroni e problemi alla stabilità dei lampioni.

Ora il nuovo film di Giancarlo Scarchilli promette di fare altrettanto con i graffiti. Gli eroi della trama sono un gruppo di writers che si dedicano ad addobbare i muri della città con i loro spruzzi multicolori.
Nessuna città italiana ha bisogno di questo genere di epigoni e soprattutto non ne ha bisogno Roma. La capitale è totalmente indifesa davanti alla furia dei writers: non c’è controllo, non c’è sanzione; non vengono risparmiati neppure chiese e monumenti. I grafitari si accaniscono con particolare gusto sulle facciate appena restaurate, sui muri ridipinti di fresco e nessuno riesce ad identificarli o fermarli.

L’immagine di Roma è deturpata dai graffiti come poche altre città al mondo, non ha certo bisogno di trasformarli in eroi positivi, in artisti fascinosi e un po’ maledetti. Non c’è alcun romanticismo nella loro foga imbrattatrice: si limitano a sfigurare il volto della città per divertimento e costano milioni alla comunità che finanzia le ripuliture e i restauri.

Non vorremmo che i writers a Roma o altrove, dall’essere colpevolmente tollerati passassero a essere celebrati e imitati. I graffiti possono anche essere una bella cosa, ma fatti a casa propria.

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