Scudo fiscale da 300 miliardi. Il governo pone la fiducia

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Scudo fiscale da 300 miliardi. Il governo pone la fiducia

Scudo fiscale da 300 miliardi. Il governo pone la fiducia

29 Settembre 2009

Quasi trecento miliardi. E’ la cifra del "tesoro" degli italiani all’estero che potrebbe tornare entro i confini nazionali grazie allo scudo fiscale. Si tratta, per la precisione di 278 miliardi, ovvero l’equivalente di un anno di evasione nel nostro paese, l’ammontare complessivo secondo i dati della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Entrate elaborati sulla stima dell’Associazione italiana dei private bankers. "Centoventicinque miliardi si troverebbero in Svizzera, ottantasei in Lussemburgo e due miliardi nella Repubblica di San Marino" calcolano Gdf e Agenzia delle Entrate.

Il provvedimento contenuto nel dl anticrisi sta per diventare legge. Ieri il governo ha posto la fiducia e il voto alla Camera è previsto nella tarda serata (secondo la prassi che prevede un lasso di tempo di 24 ore dall’annuncio comunicato ieri in Aula dal ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito). Giovedì, dopo l’esame degli ordini del giorno, il via libera definitivo da Montecitorio. Le opposizioni insorgono e bocciano l’operato dell’esecutivo non solo sul metodo ma soprattutto nel merito.

Battaglia serrata in Aula: dopo il no della maggioranza alle pregiudiziali di incostituzionalità, Pd, Udc e Idv hanno illustrato i 51 interventi dei deputati firmatari degli emendamenti per oltre quattro ore. Il leader Pd Franceschini definisce lo scudo fiscale "uno schiaffo in faccia agli italiani onesti che pagano le tasse", mentre per l’Italia dei Valori la legge "favorisce la criminalità". Proprio Pd e Idv nei giorni scorsi hanno rivolto appelli al presidente della Repubblica Napolitano affinchè non promulghi il testo che uscirà dal Parlamento.

Diamentralmente opposta la posizione di governo e maggioranza: "Nessuna amnistia, le norme sono in linea con l’Unione europea", spiega il ministro del Tesoro Tremonti nel suo intervento in Aula. Difende la linea dell’esecutivo e sottolinea che si tratta di un provvedimento di "buon senso. Il buon senso dice che tra non pagare per niente per sempre e pagare il 5 per cento come come avvio e poi continuare a pagare, è più giusto da parte del bilancio pagare e continuare a pagare". Quanto alle modifiche che estendono lo scudo anche ai reati penali – aspetto sul quale si concentra la maggiorparte delle critiche – il ministro precisa che "noi saremmo stati l’unico paese a tendere una trappola. Non è di buon senso una formula di rimpatrio che valeva da autodenuncia penale. Avrebbe svuotato totalmente lo strumento".

Quindi conferma che i "capitali criminali non saranno rimpatriati. Non  credo che la criminalità si servirà di questo strumento. I capitali criminali o sono in Italia completamente sbiancati o continueranno la loro attività all’estero. Credo che la principale causale del rimpatrio sia quella di continuare l’attività di impresa in una fase in cui la bancabilità delle imprese viene messa in difficoltà dalla crisi". Una difesa dell’impianto generale delle norme ma anche delle modifiche introdotte durante la discussione in Senato senza le quali, osserva il titolare del discastero di via XX settembre, l’adesione alle operazioni che consentono il rientro dei capitali dall’estero si sarebbe tradotta "in un suicidio".

I proventi dello scudo fiscale andranno a favore di "scuole, università, cinque per mille", spiega il ministro. Ai rilievi di incostituzionalità sollevati dalle opposizioni che si appellano a Napolitano replica il vicepresidente dei deputati Pdl Maurizio Lupi convinto che il provvedimento "rispetti la Costituzione e le leggi dello Stato. Siamo certi che il presidente della Repubblica esaminerà con responsabilità le nostre leggi e si comporterà di conseguenza".

Ma il fronte del "no" si allarga e se Di Pietro dice che il Parlamento sta per avallare "un riciclaggio di Stato" attraverso "uno scudo penale, un colpo di spugna mascherato" attacca l’Udc, una bocciatura netta arriva anche dal settimanale Famiglia Cristiana che parla di "ennesima beffa per la gente onesta". Netto il giudizio di Fabrizio Cicchitto agli strali lanciati dal leader  Idv: "Di Pietro punta a uno sbocco eversivo". Il problema serio, rilancia il presidente dei deputati Pdl "è che il Pd gli va dietro come i bambini che seguivano il pifferaio di Hamelin".

La circolare applicativa sullo scudo fiscale sarà pronta la prossima settimana come annunciato dal direttore dell’Agenzie delle Entrate Attilio Befera per il quale "il destino dei paradisi fiscali è ormai segnato. I contribuenti stanno iniziando a capire che non esistono più rifugi sicuri dove nascondere alle autorità fiscali nazionali beni e redditi". Le norme prevedono, tra l’altro, la possibilità di far rientrare in Italia dai paradisi fiscali non solo i capitali ma anche i beni patrimoniali come ville, gioielli, opere d’arte. Si tratta, ovviamente, di un "rimpatrio" non fisico ma giuridico. Inoltre è in fase di elaborazione una lista aggiornata del ministro dell’Economia su tutti i paesi che collaborano con l’Italia nello scambio di informazioni fiscali. Infine resta l’obbligo della segnalazione su operazioni sospette legate al finanziamento del terrorismo.