Se a criticare Berlusconi sono anche i suoi elettori non si va lontano
16 Luglio 2011
Sono uno stra-Berlusconiano della prima ora, lo stimo, lo apprezzo, lo idolatro, lo capisco, gli voglio bene, ma Milton mi ha fatto riflettere. E improvvisamente scopro quanto anch’io sia arrabbiato con il presidente del Consiglio. A questo punto dovrebbe svegliarsi pure lui, Silvio, prendere il toro per le corna ed abbatterlo, ma aspetto invano che lo faccia ormai da mesi. Milton suggerisce validi comportamenti, azioni possibili, che il Presidente potrebbe assumere perché la sua posizione glielo consente: mi riferisco ad azioni democratiche, che puntualmente sarebbero tacciate dall’opposizione come un passo in avanti verso la dittatura. Ma tanto ricorrono spesso a questi "trucchi", quindi cambierebbe poco.
C’è da aggiungere un unltimo punto: buona parte della colpa è da imputare anche all’elettore di centrodestra, che a questo punto dovrebbe aver capito che per ottenere il massimo da questo presidente, cioè metterlo in condizione di poter mantenere quanto promesso, non deve (come è accaduto a Milano) mandargli segnali di sfiducia, ma rafforzarlo in ogni occasione sempre più, fino a dargli almeno il 51 per cento del voto. In questo modo, il premier potrà sbarazzarsi dei "rompiballe" e dei perditempo che si dichiarano alleati, ma non vedono più in là del proprio naso e che pensano, giocando "alla politica", solo ai propri interessi di partito anziché alla governabilità e al bene del Paese.
