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Lebanese Forces

“Se andremo al governo non ci faremo condizionare da Hezbollah”

Antoine Zahra è esponente di spicco delle Lebanese Forces (LF), il principale partito cristiano-maronita libanese, guidato da Samir Geagea, parte intregrante della coalizione del 14 Marzo che alle elezioni di domenica, 7 giugno, si contrapporrà a Hezbollah e ai suoi alleati. Tra i protagonisti della resistenza militare contro l’occupazione siriana e la presenza palestinese dell’OLP di Arafat in Libano, Zahra è stato responsabile a Parigi dell'ufficio della comunità libanese in Europa occidentale per più di due anni. Già parlamentare, è candidato nella circoscrizione di Batroun alle elezioni di domani. All’Occidentale parla dell’appuntamento elettorale e dei temi fondamentali al centro della vita politica libanese. 

Onorevole Zahra, le elezioni di domani saranno cruciali per il futuro del Libano. Stando ai sondaggi, la forbice tra le coalizioni che si fronteggiano è minima, con un leggero vantaggio per la coalizione dell’8 Marzo, capeggiata da Hezbollah. Ma se anche dovesse ottenere la maggioranza, il 14 Marzo corre il rischio di formare un governo debole, che non governa, fortemente condizionato dall’opposizione, come quello che è ancora in carica. Perché, allora, non votare direttamente per Hezbollah e i suoi alleati?
Quella a cui lei fa riferimento è una circostanza straordinaria definita dagli accordi di Doha del maggio 2008, che avevano come obiettivo quello di guidare il Libano a nuove elezioni. Una circostanza straordinaria, appunto, che non si protrarrà dopo le elezioni di domani. Noi delle Lebanese Forces vogliamo che sia la maggioranza a formare il governo e a confrontarsi con l’opposizione nel rispetto del popolo e della costituzione del Libano, in modo che vi sia rappresentanza per tutte le istanze. Dire che Hezbollah otterrà ciò che vuole anche se saremo noi a conquistare la maggioranza non è giusto. Noi continueremo ad operare secondo i dettami della costituzione e nel rispetto della democrazia. Non credo che le circostanze che hanno dominato in passato continueranno a dominare nella vita del Paese. Le condizioni politiche sono mutate, sia per i partiti che per le istituzioni dello Stato. Hezbollah non può usare la forza e con ciò mi riferisco alla premessa dell'accordo di Doha, che ha stabilito la necessità del disarmo come un dovere nei confronti del Libano. Ripeto, le circostanze sono cambiate e non affronteremo di nuovo la stessa situazione.

Fino a quando continuerete a ricorrere al tavolo del dialogo con gli avversari dell’8 Marzo capeggiati da Hezbollah?
Credo che il dialogo sia stato necessario per guidare la transizione fino alle elezioni. Al centro delle trattative c’è stato finora un solo argomento, ovvero la strategia di sicurezza nazionale, che si ricollega direttamente alla questione del disarmo di Hezbollah. Hezbollah per il bene del Libano deve rinunciare alle sue armi. E’ un argomento delicato, che necessita di reciproca comprensione. Dopo le elezioni con le altri parti in causa cercheremo anche di discutere di riforma delle istituzioni, dal governo alla camera dei deputati.

E la legge elettorale? Non va anch’essa cambiata, dal momento che è stata appositamente concepita per favorire l’opposizione in alcune circoscrizioni?
E’ noto che la legge elettorale attuale, conseguenza degli accordi di Doha, verrà applicata solo in questa occasione. Al nuovo parlamento andrà il compito di studiare una legge elettorale moderna che assicuri un'equa rappresentanza, così come sarà compito del parlamento quello di rivedere la suddivisione delle circoscrizioni e decidere se adottare il sistema proporzionale al posto del maggioritario. Dobbiamo scegliere: o piccole circoscrizioni in un sistema maggioritario o circoscrizioni di media grandezza con un sistema proporzionale.

La candidatura di Sethrida Geagea, moglie del leader delle LF, riporta in auge il tema della condizione femminile in Libano. A parte l’approvazione di un progetto di legge per la difesa della donna dalle violenze familiari e per l’abrogazione del delitto d' onore, il parlamento non ha mai dimostrato la volontà di cambiare la situazione, per aprire la società alle donne e valorizzarne le capacità. Qual è la sua posizione al riguardo? Dovremo aspettare il 2013 per delle riforme?
Ovviamente no, non dobbiamo aspettare il 2013. Sono però contrario alle quote femminili, la soluzione è garantire effettivamente la parità tra uomo e donna davanti alla legge. Le norme e le consuetudini vigenti all’interno di alcune comunità possono essere di ostacolo, ma se riusciamo ad agire uniti possiamo arrivare ad approvare leggi importanti, senza che questo attenti ai diritti delle comunità e alle loro specificità.

Traduzione dall'arabo di Kawkab Tawfik

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1 COMMENT

  1. Articolo infondato.
    Con il senno di poi possiamo constatare quanto infondato fu l’articolo del 6 giugno. La condicio sine qua non per entrare al Governo del Libano è il venire a patti con Hezbollah.

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