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L'uovo di giornata

Se cade il tabù sul nucleare civile in Medio Oriente

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Financial Times. Dichiarazione di fonte saudita. Se non miglioriamo l’efficienza energetica del Paese, entro il 2028 consumeremo internamente più di 8 milioni di barili di petrolio al giorno. Per benissimo che gli  vada,a quel punto gliene avanzeranno da esportare al massimo sei o sette. Oggi ne esportano 10; e una volta erano pure arrivati a 12. Magari il petrolio non finisce. Però se se lo bevono tutto a casa loro finisce per noi.

L’Arabia Saudita va a petrolio, elettricità (in buona parte) compresa. Volevano cercare gas, per farne energia sul mercato interno e tenersi più petrolio da esportare. Per trovarlo hanno persino rotto il vecchio tabù, e aperto all’investimento diretto delle compagnie petrolifere straniere. Gli è andata (almeno sinora) men che benissimo; e di metano in circolazione continua ad essercene relativamente poco. Se vogliamo continuare ad andare in auto noi, sembrerebbe diventare necessario trovare qualcosa di diverso dal petrolio che accenda le lampadine a loro. Solare a volontà, verrebbe da dire; che il deserto è pieno di spazio e appunto di sole. E loro un qualche pannello lo stanno pure mettendo; però qualcosina di più stabile e concentrato non guasterebbe.

In attesa dell’apertura del dibattito millenaristico sui siti nucleari italiani, forse non farebbe malissimo una rimeditazione laica del tabù del nucleare in Medio Oriente. Magari includendovi anche l’iraniano. Se lo puoi controllare limitandolo al civile (che dovrebbe essere l’unica e decisiva questione) non si capisce perché li si dovrebbe obbligare ad evitarlo. Il petrolio serve a muoversi; ed è troppo prezioso per finire in lampadina.

(Gengis)

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2 COMMENTS

  1. f times
    la mattina bisogna lavarsi la faccia per svegliarsi.
    si rendono conto che rendere i paesi arabi autonomi dal petrolio ,che è per la maggior parte in mano loro,significherebbe dare il cappio al nemico per strangolare i paesi che dipendono dal petrolio?.

    riassunto:
    1: i paesi arabi hanno il petrolio
    2: vogliono il nucleare per l’energia ,
    3: in europa e soprattutto in italia il nucleare è
    malvisto,eosteggiato,perchè cosiderato pericoloso
    ma come ,per noi è pericoloso e per loro nò?
    4: bobbiamo dargli la tecnologia per costruire le
    centrali ,, e magari anche l’uranio?
    5: ma perchè cacchio le centrali non c’è le
    facciamo noi ,e vendiamo l’energia a loro , o
    la scambiamo col petrolio???????
    6: ogni occidentale tutte le mattine che si sveglia
    dovrebbe ringraziare DIO (oopss allah) che i
    paesi arabi non siano anche i maggiori detentori
    di riserve idriche del pianeta ,ve l’immaginate ?
    7: in tutta la storia dell’umanità ,non si è mai
    vista una così aperta e totale commistione con
    nazioni nemiche ,come le nostre in questi ultimi
    decenni. gli vendiamo strumenti per fotterci.
    8: abbiamo violato tutte le regole umane e di guerra
    che regolavano il reciproco rispetto ,non se mai
    visto che una nazione come israele , uscita
    vincitrice contro nazioni arabe che l’hanno
    attaccata non solo restituisse le terre occupate
    giustamente per la regola della guerra ,ma che
    addirittura ora grazie ai paesi europei colpevoli
    dell’ espansionimo arabo, si trovi in pericolo
    di esistenza .

    ripeto e vi prego ,dite a sta gente illuminata che scrive articoli bestiali di sciacquarsi la faccia la mattina . saluti luigi

  2. Gengis, o Gengis
    Caro Gengis –

    Lei parte dal ragionamento che senza il petrolio non si tiri avanti. Che pertanto non vada sprecato. Che quindi il rischio geopolitico controllato sia una scommessa che vada affrontata. Meglio stabilizzare il mercato del barile che il rischio che corriamo sul fronte di paesi costantemente litigiosi.

    Il nostro problema dunque appare essere il tempo: quanto ci vuole a rendere stabile e controllabile la situazione di paesi borderline (e quanto e quale sarebbe il rischio residuo da accettare).

    Ma – e se invece il tema fosse un altro? Se invece pensassimo, gradualmente e dandoci un tempo sufficientemente lungo in modo da pensare al cambio delle infrastrutture necessarie, a svincolarci dalla dipendenza che abbiamo oramai consolidato nei confronti di questi paesi (cosa della quale mi sono abbondantemente scocciato)?

    Io credo che, come Lei propone di dotarsi (per quei paesi come per i nostri) di un giusto mix energetico per accendere lampadine, forse dovremmo tentare di occuparci anche di mix per andare nelle Langhe la domenica.

    Serve il tempo, certo. E compriamocelo, no?

    Saluti.

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