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Se Casini bussa alla porta è meglio aprirla

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Quello che è accaduto in questi ultimi giorni attorno alla vicenda del decreto sull’Afghanistan interessa molto da vicino questo giornale. Per molte ragioni, che vanno dalla nostra scelta occidentale e atlantista, fino al rispetto e alla stima che nutriamo verso le forze armate. Ma ciò che con più forza si è manifestato in questo frangente è esattamente quello che l’Occidentale considera uno dei più micidiali veleni  che scorrono nelle vene della Repubblica: l’antiberlusconismo.  Averne visti gli effetti in modo così macroscopico nei giorni passati non poteva che metterci in grande allarme.

Quegli  effetti sono sotto gli occhi di tutti. La missione italiana in Afghanistan era il boccone più amaro che la sinistra radicale (e non) doveva ingoiare ogni sei mesi in nome dei più alti impegni di coalizione. Ad ogni approvazione erano dolori e conflitti, tradimenti ed  espulsioni, delusioni cocenti per l’elettorato, crisi di identità.

Quando Berlusconi ha cominciato ad avanzare dubbi sulla coerenza e sulla natura di quella missione, i Diliberto, i Giordano, i Pecoraro, si sono messi l’elmetto, hanno imbracciato il fucile e hanno marciato verso Kabul cantando. L’approvazione del decreto, in altre occasioni accolta in sordina e con un filo di vergogna, è stata festeggiata come una grande vittoria del proletariato.

Prendiamo poi Pierferdinando Casini. Le sue onorificenze antiberlusconiane non sono solo recenti. Ma dopo le sue ultime evoluzioni egli è la stella del momento. Oggi tutta la maggioranza (e tutta la stampa amica, Corriere della Sera in testa) celebra i funerali della Cdl e tesse le lodi del leader Udc. Fassino, D’Alema, Rutelli, sono tutti in fila per fare pubblico omaggio al pugnalatore delle idi di marzo.

L’Afghanistan, i soldati, la guerra, la sicurezza, le alleanze, tutto trascolora sullo sfondo: l’unico parametro di questi comportamenti è Berlusconi.

Dal punto di vista dell’opposizione questo fenomeno non può essere trascurato, perché produce effetti che spesso vanno al di là del prevedibile.

Il comportamento di Casini va analizzato in questo modo. La sua decisione di votare a favore del decreto non è maturata nel contesto di un’alleanza politica ma sull’onda di un’esplicita ostilità. L’Udc non si è mai seduta ad un tavolo per discutere e confrontare la sua posizione: il suo “sì” al decreto è stato preliminare, indiscutibile e volutamente solitario.

La scelta di Casini era fatta per produrre effetti antiberlusconiani win-win, sia cioè nel caso che tutta l’opposizione l’avesse seguito  sia – come poi è accaduto – con la spaccatura nella Cdl.

Queste considerazione dovrebbero ispirare i prossimi passi di quel che resta della Casa delle libertà. Non sembra saggio in questo senso sospingere Casini esattamente lì dove vuole ritrovarsi: nelle braccia del centro-sinistra. La riunione di tutta l’opposizione convocata per oggi senza l’Udc sembrava andare in questa direzione. Le conclusioni sono state migliori delle premesse e un canale di comunicazione è rimasto aperto.

Anche le tentazioni che cominciano ad affiorare per chiudere le liste del centro destra alle prossime amministrative agli uomini dell’Udc non sono un buon indizio.

Soprattutto quando è Casini a dimostrare di non voler mettere in discussione l’alleanza fino a quel punto. La visita sul colle, priva di qualsiasi effetto politico, era in realtà un segnale di attenzione verso gli (ex) alleati.

Sta adesso a Forza Italia svolgere il ruolo di guida della coalizione che gli compete, e dimostrare di essere in grado di respingere sia le imposizioni di Casini sia quelle di chiunque altro.

In evidenza c’è il caso di Verona, dove Alfredo Meocci chiede il sostegno di tutta la Cdl per la corsa a sindaco della città. Sacrificare Verona per il gusto di prendersi una rivincita su Casini è una tentazione comprensibile ma infantile.

Non solo, se Casini bussa alla porta della Cdl è meglio che qualcuno gli apra.  E’ un modo per non darlgi il pretesto di buttarla giù a spallate.

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11 COMMENTS

  1. Sono rimasta
    Sono rimasta molto…perplessa dal comportamento dell’UDC durante la votazione sulle missioni all’estero.Non occorre chiudergli la porta, ma occorre che il resto della opposizione si decida a fare politica in modo forte, chiaro, visibile.

  2. É vero che chiudere la
    É vero che chiudere la porta all’UDC sarebbe dannoso, ma è sopratutto l’incertezza che uccide, sia in senso filosofico che politico (se non sei sicuro non puoi fare progetti e quindi ognuno tende a farsi i fatti suoi), perder Casini non sarebbe peggio che continuare in questo modo.

    Se Berlusconi vuole tagliare le amministrative, dove contano sopratutto le persone, sono il momento adatto per tagliare, probabilmente a breve si perderebbe qualcosa, ma se consideriamo il fatto che si tratta, appunto, di elezioni dove si vedono in faccia le persone più che i simboli, neanche tanto. Inoltre da come ha giocato l’ultima campagna avrebbe tutte le possibilità di recuperare ed il vantaggio politico sarebbe inestimabile, rinfrancherebbe chi lo ha accusato (giustamente) di indecisione, spianerebbe la strada a politiche liberali e metterebbe le fondamenta del Partito della Libertà.

    Non si può biasimare la CdL per aver provato a recuperare l’UDC, ma ormai è troppo tardi, è persa, bisogna farsene una ragione, e sfruttare il vantaggio ottenuto nella libertà d’azione. In politica non contano soltanto le idee espresse, ma anche la forza con cui si possono esprimere, senza l’UDC la CdL risulterebbe molto più convincente agli occhi dei suoi elettori.

  3. Personalemnte mi appare
    Personalemnte mi appare incomprensibile l’atteggiamento dell?UDC. A voler essere maliziosi si potrebbe pensare che ci siano delle manovre intese a modificare l’equilibrio politico attuale. Lo chiamerei trasformismo o nostalgismo di un panorama politico non più proponibile in Italia per il semplice fatto che Casini non ha ancora capito che l’elettore italiano è molto più bipolare di quello che pensa lui o chi per lui.
    Oggi si è di centro-destra o di centro-sinistra. ALtre soluzioni sono incomprensibili e fuori dalla storia.
    Aver votato a favore del rifinanziamento delle missioni militari, non solo ha salvato Prodi dall’ennesima figuraccia politica (salvato per l’ennesima volta dai senatori a vita), ma ha dato adito alla sinistra di ‘picchiare’ sulle divergenze della CDL.
    Sarà pure giusto avere paziena con l’UDC come dice Berlusconi, ma con la consapevolezza che c’è sempre un limite!

  4. casini
    l’Udc e i suoi dirigenti si atteggiano come gli inglesi che, quando c’è la nebbia sulla Manica, dicono che il continente è isolato. La CDL non si è spaccata, ha solo perso un rompi…. che è meglio trattare con rudezza. Se perdiamo qualche sindaco, pazienza, tanto alle amministrative non andiamo mai molto forte. Ma Casini deve capire, prima di fare la fine di Follini. (Zoilo Spinella)

  5. Casini
    Non nascondo di aver valutato molto negativamente la decisione di Casini di votare a favore del rifinanziamento della missione in Afganistan, decisione che ha di fatto spaccato in modo ufficiale la CDL e dato fiato agli esponenti del centrosinistra. Ciononostante sono fermamente convinta che le forze della CDL – in modo particolare FI – debbano recuperare il rapporto con Casini e l’UDC tutta perchè andare avanti senza di loro è molto molto rischioso.
    Le trattative per la scelta dei candidati alle prossime Amministrative rappresentano l’occasione più appropriata per riavviare il dialogo e riportare all’interno della coalizione di centrodestra l’UDC.
    Berlusconi in prima persona non si arrocchi a difendere situazioni, personaggi che possano definitivamente distruggere la CDL. Non è questa la strategia giusta per mandare a casa il governo Prodi.

  6. L’antiberlusconismo?
    L’antiberlusconismo come l’antiprodismo sono epifenomeni del bipolarismo finora sconosciuto nel nostro Paese. Niente di più, tanto che cambiando i protagonisti la conflittualità si ripeterebbe. Casini cerca solo spazi personali sfruttando quasta realtà e riproponendo, con la sua politica ondivaga, antichi schemi dell’antica repubblica con la rinascita di quel centrismo ove tutto e niente è possibile, ma che appare consono ai costumi levantini tanto cari alla nostra Italia peninsulare.
    Se bipolarismo è progresso politico da perseguire ancora, non è accettabile il Casinismo con concessioni in liste CdL alle prossime amministrative. Solo un severo anticasinismo potrà scongiurare la politica furbacchiotta delle tre tavolette, a costo di perdere qualche consenso in più

  7. CdiL e Casini.
    Ho letto l’articolo ed i commenti e devo dire che il commento di Ciccone, mi trova consenziente.

    Da tempo dico e scrivo dove è possibile, che FI e Berlusconi dovevano essere meno accondiscendenti con le varie “bizze” dei singoli, che davano solo “fibrillazione generale” tra i Partiti e sconcerto tra i militanti, così come “le guerre sulle singole candidature” nelle amministrative passate, durante i 5 anni di Governo della CdiL, tutte perse proprio per i motivi di cui sopra, a partire dalla Provincia di Roma del 2002.

    Il mio pensiero è questo, lo rimarco : Casini non può permettersi di fare una dichiarazione in cui “chiede agli altri che gli facciano le scuse”, perchè è lui e la sua piccola oligarchia dell’Ufficio Politico del Partito a dover chiedere scusa a tutti coloro, per primi a quelli che li hanno votati e che sono anche loro iscritti, poi, a tutti gli elettori della CdiL che hanno votato i suoi candidati alle politiche, compreso Follini : quegli elettori, non li hanno votati contro Berlusconi, non li hanno votati perchè in Parlamento e soprattutto al Senato, votino per far rimanere in piedi il SGoverno Prodi.

    E’ Casini, che non ha nemmeno più il consenso di tutto il suo Partito, che deve arrivare a chiedere una riunione di tutta la CdiL, compreso quella Lega che comunque ha sempre dimostrato al Governo ed in Parlamento, fedeltà al voto ricevuto dagli elettori nella logica della coalizione e nel bipolarismo, ed in questa riunione, anche se non avrà per orgoglio la capacità e l’umiltà di chiedere scusa, dichiari che passi falsi non se ne dovranno più fare da parte loro, che la leaderschip non è un problema, nè oggi nè fino a quando FI avrà al suo comando, Silvio Berlusconi.

    Pena il ritrovarsi in angolo a pietire uno strapuntino, da quale parte non si sa.

    Buon lavoro alla redazione.

    Saluti.

  8. sbagliano tutti
    Sbaglia Casini a voler tornare al proporzionale, sognando di fare da “ago della bilancia” (un ritorno ai mercanteggiamenti tra partiti degli anni 70-80 questo Paese non lo reggerebbe). Ormai gli italiani hanno metabolizzato il bipolarismo. Se fa tanto di passare dall’altra parte l’Udc perde almeno la metà dei voti.

    Sbaglia Berlusconi a non voler cedere subito il ruolo di candidato premier della Cdx. Dovrebbe lasciare spazio a una persona giovane (anche tramite primarie), mentre lui si spende dietro le quinte per far nascere un grande partito liberal-conservatore. E poi deve decidersi ad investire sulla diffusione di una vera cultura politica di carattere liberale.

  9. Ancora sul berlusconismo
    Ma perché, chiedo a Mauro, Berlusconi dovrebbe mettersi da parte? E’ un ritornello frequente anche fra militanti di FI. Perché ha compiuto 70 anni? Mi sembrerebbe ridicolo! Non crede Mauro che un giovane al suo posto sarebbe accusato di inesperienza o quant’altro? La verità è che l’entità dell’antiberlusconismo è pari all’incisività innegabile del leader che con i suoi ampi consensi inorridisce l’opposizione al punto da far credere anche ad alcuni della CdL che la sua presenza possa essere scomoda! Più pragmaticamente è l’unico leader a riscuotere in Italia il maggior consenso di tutti, piaccia o non. E’ quindi auspicabile che perseveri fino a quando l’elettorato lo vorrà!

  10. Se Casini bussa alla porta …..
    Ma se sono oramai anni che Casini cerca di distruggerla la Cdl.!! E lo dice chiarissimamente discettando di escludere la Lega, di superare il bipolarismo, di costruire un grande centro, ecc. ecc.
    E se non bastasse lo dimostra anche negli atti, sia durante il Governo Berlusconi, sia in campagna elettorale, sia ancora con la mancata adesione alla grande dimostrazione del 2 dicembre 2006, ed ora con il voto sull’Afganistan.
    Casini “E’ FUORI” dalla Cdl, e sarebbe ora che Berlusconi ne prendesse atto ufficialmente, anche a costo di rinunciare ad accordi per le imminenti Amministrative.
    Oltre ai vantaggi in termini di chiarezza, premessa per un rinnovato entusiasmo degli elettori di centrodestra, è sicuro che i Giovanardi ed il 60% degli elettori dell’UDC abbandonerebbero Casini ed i suoi pochi accoliti al suo destino.

    Cordiali saluti, Ivo Biavaschi

  11. In parte analisi
    In parte analisi interessante, in parte mi pare si cada troppo nella ricerca di infantilismi. “Far fuori” l’Udc, dal centro-destra come minimo e dalla politica come massimo, al contrario potrebbe rivelarsi un’ottima strategia nel medio termine, volta per una volta non solo alla somma dei voti per battere il nemico.

    Per perseguire un obiettivo politico serio avere una forza unica o quantomeno una coalizione il piu unita ed omogenea possibile, potrebbe essere necessario questo passo.

    La polemica scoppia ora, certo, ma gli anni di governo lo avevano gia dimostrato: il partito che frenava le riforme, il partito che imponeva sempre i suoi punti e le sue virgole, arrivando a minacciare l’appoggio esterno, addirittura ponendo il veto su molte interessanti riforme (tra tutte: le due aliquote, la flat tax, l’impar condicio) o stravolgendone altre.

    Per carità, legittimo da parte loro una propria visione politica, legittimo cercare nuove strade. Ma dargli sponda e consentir loro di tenere il piede in due o tre scarpe (cdx, csx e il famigerato grande centro) potrebbe essere un grave errore politico. Gravissimo, specie se fatto per le elezioni amministrative di quest’anno e le europee, importanti ma non vitali.

    A Verona, sondaggi alla mano, avrebbe forse più possiiblità di vincita il candidato leghista o un candidato di Forza Italia, ma bisogna “tener buono l’udc”, ma “c’è Meocci da sistemare”, “non bisogna rompere con casini”. E Meocci fa la lista coi vip…
    E’ questa la politica che si vuole per il centrodestra?

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