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Quel che resta del Pd

Se ci fosse un partito dei magistrati questo sarebbe il suo momento

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Va bene che, finita la conta dei voti, gli arrestano il segretario regionale del partito. Va bene che in Molise gli pizzicano un deputato. Va bene che a Napoli ogni notte i suoi contano quante ore all’alba, e non si tratta di naja. Va bene che a Firenze tardivamente scoprono che è meglio incatenarsi a un palo che legarsi nella buona sorte a un giornale-partito. Ora sono smarriti. Magari pensavano di cavarsela consegnando ai magistrati la testa di un “ex-socialista”.

Tutto questo non è incomprensibile, è soltanto amaro. Si vede che il contrappasso non è una bischerata. Li ricordiamo eccome, pronti, con Del Turco in galera preventiva, a cacare dubbi democratici sulle obiezioni dei garantisti: nonostante la sospetta spettacolarità dell’arresto, la chiacchiera irrefrenabile degli inquirenti, la fiacchezza dell’impianto accusatorio, la sfrontata furbizia del superpentito. Invece di dire: concludete l’indagine, istruite il processo, rispettate le istituzioni, il massimo che pigolavano era “Ci auguriamo che.. però”. Ora non trovano le parole.

Quello che però sfugge a ogni logica politica (e potremmo risparmiarci l’aggettivo) è il perché Veltroni abbia voluto, pur in pendenza di una sconfitta elettorale certa, regalare un secondo, più circoscritto ma più clamoroso e funesto successo politico al partito di Di Pietro, dopo che quello ha costituito il gruppo parlamentare che si era impegnato a non fare, dopo che a Piazza Navona gli ha armato contro il jahd moralista, dopo che voto via voto ha silurato con Orlando il suo progetto di normalizzazione della Rai.

Potremmo dire: fatti suoi se per anticipare i tempi vuole mettersi l’inquisitore e il becchino in casa, faccia pure. Purtroppo non è così. Se infatti esistesse una cupola –ma non esiste - di un’organizzazione denominata “magistratura organizzata” – che non c’è - potremmo trovare negli appunti di uno dei suoi (inesistenti) capi le riflessioni che seguono:

“Le cose procedono al meglio. Le elezioni abruzzesi sono state il punto di svolta. Il risultato è stato addirittura superiore alle migliori aspettative. Il Pd è stato sconfitto, come prevedibile dopo l’arresto di Del Turco, e Di Pietro ha ottenuto il successo che ci aspettavamo grazie all’alleanza ferrea che i nostri uomini nel Pd hanno saputo imporre. Anche questo era previsto. Ma la cosa più importante è stato il successo del partito dell’astensione: anche il Pdl esce dalle elezioni con un’immagine debole, e la politica nel suo complesso risulta, se non delegittimata, certo poco adeguata a rappresentare le istanze di rinnovamento morale e civile.

Appena chiuse le urne, come stabilito, le Procure hanno cominciato a sparare ad alzo zero per liquidare quel poco di credibilità che restava al Pd e alla leadership di Veltroni. Ora Di Pietro ha un’autostrada spalancata davanti e se si fa ben consigliare non gli succederà di rimanere incastrato nei giochi dei furboni alla D’Alema, come l’altra volta. Fra mandati di arresto per deputati e arresti di sindaci e assessori Veltroni annaspa senza speranza e ormai sono liquidate anche le poche velleità di un pactum sceleris fra maggioranza e opposizione per arrivare alla cosiddetta riforma della giustizia: tutti lo interpreterebbero come un indecente tentativo di bloccare le inchieste in corso. Vae Victis.

Certo, la liquidazione morale del Pd è solo il primo passo (a quella politica ci avevano pensato da soli, ma questo non ci riguarda, per quanto abbia facilitato il nostro compito). Un primo passo, ma decisivo. La magistratura aveva perso il consenso popolare, quei dementi giochi fra Salerno e Catanzaro ci avevano dato una bella botta, ed erano pure riusciti nel capolavoro di restituire spazio a gente (come De Magistris e Forleo) che non sa stare alle regole del gioco, del nostro gioco - pensavano di mettersi in proprio, come quei due ragazzotti sbandati di Gomorra che nel film fanno la fine che si meritano!

Insomma, due settimane fa sembravamo spacciati e guardateci ora! Tangentopoli, il tuo dolce nome risuona. E ancora quelli là non si domandano per chi suona la campana! Se le cose vanno come devono andare, se il Csm continua a smorzare e rieducare come sta facendo, se il lavoro sottotraccia nelle grandi città prosegue, nel giro di qualche mese avremo di nuovo la stecca in mano. Con questo sistema elettorale nessuno, sul territorio, controlla più nessuno, le classi dirigenti della politica si formano in un vortice inintellegibile di relazioni private e gli amministratori locali hanno mano libera. Basta affondarla, la mano, negli affari pubblici e te la riempi di oro luccicante, un disastro per il paese ma una manna per noi, riconosciamolo.

Berlusconi è invincibile, l’abbiamo capito, ma il suo nuovo partito è fragile come un bambino appena nato. Dobbiamo strozzarlo in culla, per cosi dire, per il bene comune. O meglio, far sì che muoia di asfissia.

Il nostro genio è stato capire che non potevamo agire subito contro la destra: l’ingiusto sospetto di una nostra parzialità, così abilmente giocato dal Cavaliere, era diventato luogo comune. Avevamo perso, e chi perde è dalla parte del torto, sempre.

Oggi, smascherata la corruzione nel Pd, abbiamo recuperato forza e credibilità. Fra un anno, sono pronto a scommetterci, la partita politica in Italia si giocherà fra Di Pietro da una parte e la Lega dall’altra. Con noi in mezzo. Tangentopoli 2, la vendetta! Avete visto solo il primo atto, ma il secondo vi sorprenderà”

Questo ci sarebbe scritto in quegli appunti, ma per fortuna nulla del genere esiste. Le cose avvengono, di sicuro si sbaglia chi in sottofondo sente rumore di spade.

 

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9 COMMENTS

  1. non condivido
    che magistrati, entrino in politica. I magistrati che volessero fare politica, dovrebbero licenziarsi, dare le dimissioni, non in aspettativa. Perchè in tale posizione, percepiscono stipendio dal Ministero di Grazia e Giustizia e da parlamentare. Ecco perchè vogliono entrare o dalla porta o dalla finestra nei palazzi del governo.

  2. il partito dei magistrati
    Il partito dei magistrati c’è già da tempo ed agisce in modo subdolo e trasversale finalizzando la propria azione al mantenimento dei propri scandalosi privilegi e alla difesa della propria rendita di posizione al di sopra di tutto e di tutti, anche della Legge.
    Non sono molto convinto della repentina azione promossa dalla procura di Napoli che sembra fare da controcanto alle azioni avviate da altre procure come quelle di Pescara, di Firenze, Potenza…Ho l’impressione piuttosto che tali atteggiamenti siano artatamente enfatizzati dai magistrati al solo scopo di dare l’impressione di voler assumere un atteggiamento “bipartisan” dopo che per anni, anche con il sostegno dell’assetato giustiziere manettaro,le inchieste della magistratura sono state sempre orientate verso una sola parte politica, tralasciando scandalosamente il benchè minimo approfondimento su quei fatti, certamente noti da tempo, che solo oggi sembrano emergere dal profondo di un abisso di illegalità e di autoproclamata e spocchiosa valenza moralista da parte dei partiti che si ritenevano, addirittura, anche al di sopra della Morale. Il tutto con il pieno appoggio della grandissima parte della stampa e della televisione che attraverso i propri prezzolati e autoreferenziati pennivendoli, hanno suonato l’accompagnamento di una marcia trionfale con una “banda” che oggi si scopre essere in grado di suonare soltanto componimenti musicali estremamente cacofonici…
    In realtà la magistratura ha capito che per lei ormai si va profilando una riforma che la ricondurrà entro l’alveo naturale da dove ha da troppo tempo esondato provocando incalcolabili disastri alla società civile. Per questo tenta in extremis di accreditarsi come Ordine (in pratica un potere autonomo) imparziale e scevro da ogni condizionamento. Ma ormai nessuno ci crede più.
    E’ ora di agire. IL GOVERNO FACCIA PRESTO LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA ORA CHE HA I NUMERI PER FARLA, ALTRIMENTI FALLIRA’ IN PIENO SU TUTTI I PUNTI DEL PROGRAMMA PROPOSTO AGLI ELETTORI!
    Il PdL sia severo e rigoroso sulla questione morale ma non solo a chiacchiere: allontani da subito ogni presunto colpevole di atti indegni del ruolo di rappresentante delle istituzioni e spinga al massimo sull’acceleratore della RIFORMA DELLA MAGISTRUTURA! Senza se e senza ma.
    Vedremo dall’altra parte se sapranno/vorranno fare altrettanto!

  3. Sono giustizialista a 360 gradi!!!
    Non me ne importa nulla dei partiti politici e nè dei loro esponenti sia a destra che a sinistra, non me ne importa nulla dei magistrati. Non mi interessa difendere alcuna posizione ideologica o di schieramenti contrapposti. Credo di interpretare la maggioranza dei cittadini comuni (ma non “qualunque”) che lavorano (o che sperano di continuare a lavorare) e cercano di “arrivare alla fine del mese” e che guarda con rabbia questo spettacolo di imprenditori facciendieri, politici e dirigenti pubblici corrotti che si scambiano mazzette con il denaro della collettività. Superiorità morale della sinistra? Ma quando mai c’è stata! Ma che ipocriti ora quelli di destra che, a parte che mi sembrano pure loro coinvolti nelle ultime inchieste, li vedo ridacchiare dei guai giudiziari in cui sta incappando il PD. La sinistra perde sempre più voti? Sarà giusto così! Ne guadagna Di Pietro? Forse la gente lo vede come quello relativamente più sincero ed onesto. Riforma della giustizia? Separazione delle carriere? Machissenefrega! La maggioranza dei cittadini comuni non ha problemi di giustizia penale e magari si aspetterebbe un miglior funzionamento di quella civile. E il garantismo non interessa minimamente alla stragrande maggiornaza della gente comune essendo solo una paraculata dei politici che vogliono farla franca. Altro che riforma della giustizia, qui c’è bisogno di una riforma della politica. Basta con questa casta di privilegiati e di corrotti sia a destra che a sinistra. A voi politici di destra che ora state al governo dico: non gioite troppo dei cali di consensi al PD, guardate piuttosto all’astensionismo registrato alle ultime elezioni. La gente è stufa di questo modo di far politica sia a destra che a sinistra e chi ha rubato sulla pelle dei cittadini onesti è giusto che ora ne paghi le pene. Il sistema della rappresentanza politica va riformato abolendo privilegi e dando massima trasparenza ai comportamenti dei politici. La magistratura fa politica? Forse, ma mi sembra molto difficile dire per chi parteggi e comunque è un guppo molto variegato, non credo ci sia omogeneità di vedute e mi sembra che si riescano a controllare vicendevolmente. Comunque per me il problema è innanzitutto quello di scovare i corrotti in questo sistema di corruttela politico-imprenditoriale. Lo dico con fierezza: sono giustizialista a 360 gradi!

  4. Idee chiare
    Egregio Algonautic, insomma: zero e anche meno ai politici, 6– (o forse 6+) alla magistrature che FORSE fa politica, 6 pieno a Dipietro che FORSE è visto RELATIVAMENTE, chi se ne frega se giudici e accusatori giocano insieme, chi ha problemi di giustizia penale vada a quel paese, il garantismo è una paraculata, non me ne importa nulla dei magistrati, mi sembra che si controllino, credo di interpretare… tutto qui?

  5. giustizia
    Gli uomini dell’attuale maggioranza, bersaglio tradizionale delle inchieste giudiziarie, stanno ora assistendo al massacro dei propri avversari politici. Questi fatti potrebbe essere giudicati come un tentativo di “captatio benevolentiae”: la maggioranza potrebbe ritenere superflue le riforme, visto un sostanziale equilibrio che si va delineando con gli ultimi interventi. Sarebbe questo un grosso guaio: contrariamente a quanto ritengono molti politici, la giustizia va riformata non avendo sott’occhio solo il vero o presunto strabismo politico, ma nella speranza che possa nuovamente funzionare in modo ragionevole ed a beneficio di tutti i cittadini.

  6. Sì, idee (abbastanza) chiare
    Egregio Vanni, non mi sembra sia il caso di dare dei voti, ma si possono esprimere delle priorità in base soprattutto alle esigenze della maggioranza dei cittadini. E secondo me la priorità per la maggioranza della popolazione non è per nulla il problema della giustizia e se proprio si vuol parlare di questo problema non è (fortunatamente) la giustizia penale, ma quella civile, non sono i magistrati (i PM soprattutto) con i quali (sempre fortunatamente) una minoranza esigua di cittadini ne ha a che fare. Invece dai comportamenti dei politici ai vari livelli dipende sicuramente e invitabilmente la vita e il futuro di ognuno di noi. Per cui se rubano, se non fanno il loro dovere, se pensano solo ai loro privilegi tradiscono la fiducia degli elettori e vanno giustamente sanzionati. Questo secondo me è il problema principale e il più sentito per la maggioranza dei cittadini. Se invece si parla maggiormente di altre cose, e soprattutto di giustizia penale, è perchè questo è quello che interessa ad una buona fetta di politici ed imprenditori corrotti, ma che però rappresenta (almeno per ora) una minoranza esigua (ma potente) della popolazione italiana. Per questo, lo ribadisco, il garantismo è sostanzialmente una paraculata dei potenti che vogliono farla franca. Detto questo, non nego che ci siano anche dei problemi nella giustizia penale e nella magistratura, ma, ripeto, questo credo sia tutt’altro il problema che assilli principalmente la maggioranza degli italiani.
    Tanto meno mi interessa dare dei voti ai politici. Per me pochissimi raggiungono a mala pena la sufficienza (che va continuamente meritata) e credo che alla gente rimane o l’astensionismo o votare quello che gli sembra il meno peggio. Non voglio offendere nessuno ma, per me solo qualche allocco (o qualche “interessato”) oggi può credere indefessamente al parolaio di turno e credo che comunque sia salutare far in modo di tenere continuamente sotto esame i politici e favorire un loro frequente avvicendamento.
    Queste in sintesi le mie idee. Spero che ugualmente mi faccia capire le sue.
    Cordialità.

  7. Responsabilità e controllo
    Egregio Algonautic, se alle schede bianche facessero riscontro in proporzione seggi vuoti in Parlamento, forse potrei prendere in considerazione di votare in bianco. Non credo nel paradiso in terra, ma tanto meno nei progetti virtuosi di palingenesi, che anzi temo più della peste; credo nella responsabilità del cittadino (a chi appartiene la sovranità?) e la pretendo. Non accetto che sia delegato ad impiegati dello stato quali i componenti della magistratura (che vedo come una perversa mutazione – stavo per scrivere “metastasi” – della politica, TOTALMENTE fuori del controllo dei cittadini) un repulisti nella cosa pubblica.
    Vada a votare quando è ora, e voti per il meno peggio.
    Non facciamone una cosa fra noi su l’Occidentale. Con polemica, stima e cordialità.

  8. Ci vuole un repulisti o no?
    Gentile Vanni, non facciamone una cosa fra noi, ma il dialogo mi sembra interessante e io vorrei continuarlo. Insomma lei è davvero convinto che il problema principale degli italiani oggi sia una “magistratura totalmente fuori controllo” i cui componenti quali “impiegati dello stato” siano delegati ad un “repulisti della cosa pubblica”? Io se salgo su un autobus o prendo un treno di lavoratori di pendolari non credo di sentire frequentemente tra i commenti della gente “Ah…ma quando ci sarà la separazione delle carriere dei magistrati?”. Lo ripeto: per me la gente ha prioritariamente altri problemi che quello del “controllo della magistratura”. E poi stia tranquillo: il controllo sui magistrati ci sarà eccome, perchè questa è una cosa che interessa molto ai politici e particolarmente a qualcuno che è oggi al governo. E invece, è soddisfatto del controllo sui politici che oggi noi cittadini, pur avendo la “sovranità” da lei richiamata, non possiamo neanche scegliere visto che sono decisi a priori da 3 o 4 capibastone degli attuali partiti? Le va bene questo sistema di rappresentanza elettorale? La magistratura farà anche tantissimi errori e va riformata ma i politici come le sembrano? E infine c’è necessità di un “repulisti” o no? E nel caso di sì chi lo deve attuare? Io non sono un santo nè un moralizzatore, ma ritengo di comportarmi da perosna onesta, non ho interessi partitici e giro per strada con la schiena dritta. E sono convinto che, magistratura o non magistratura, il repulisti sia necessario eccome, altrimenti la soluzione è semplice: il parlamento, se vuole, può approvare ogni legge che gli interessa (ne ha già dato dimostrazione…), per cui abolisca i reati di corruzione, turbativa d’asta, concussione, ecc. e tutto andrà per il meglio nel nostro amato paese…

  9. Priorità
    Egregio Algonautic, la mia priorità è di arrivare alla fine del mese come Dio comanda. Priorità, urgenza, importanza. Non capisco bene che cosa Lei intenda per priorità e per problema principale: se c’è una priorità ce ne freghiamo del resto? Ho già detto ciò che penso della politica e NON sono soddisfatto di come i cittadini esercitano attraverso le istituzioni la loro sovranità. Ho già detto anche ciò che penso della nostra magistratura. Ed in quanto alla priorità dei pendolari – ho fatto il pendolare per quasi vent’anni – ai miei tempi era che i treni arrivassero in orario.

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