Se dare la colpa al fascismo oggi è trendy (da Chiara Ferragni ai sinistri)

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Se dare la colpa al fascismo oggi è trendy (da Chiara Ferragni ai sinistri)

Se dare la colpa al fascismo oggi è trendy (da Chiara Ferragni ai sinistri)

11 Settembre 2020

Ormai da giorni, l’Italia intera è sconvolta dalla morte di Willy Monteiro, un ragazzo di ventun’anni ucciso a suon di botte a Colleferro – provincia di Roma – nel tentativo di sedare una rissa o, forse, nello sforzo di difendere un amico coinvolto: le dinamiche non sono ancora del tutto chiare.

Comunque, poiché il ragazzo è di origini capoverdiane, fin da subito alcuni giornali ed alcuni esponenti politici hanno iniziato ad ipotizzare che vi fosse un movente razzista e, di conseguenza, fascista. Alla vulgata, stavolta, si è aggiunta anche la regina dei social Chiara Ferragni, la quale, nelle sue storie di instagram, ha condiviso un post dell’account @spaghettipolitics, che recita: “Willy Montero, italiano di 21 anni dalla pelle nera, è stato ucciso da un gruppo di 4 fasci che l’hanno ammazzato a calci. I giornali però non mettono il loro focus sul fascismo. Il problema lo risolvi cambiando e cancellando la cultura fascista e sempre resistente in questo paese di m*rda”.

Subito in visibilio una parte della sinistra italiana. Infatti, il segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti ha prontamente scritto un post nel quale, tra le altre cose, si legge: “Chiara Ferragni ha fatto sue parole dure ma penso corrette su violenza e fascismo”. Non poteva poi mancare all’appello la deputata del Partito Democratico Alessia Morani, che scrive “Il problema non sono le palestre, è la cultura fascista. Esattamente così. Bravissima Chiara Ferragni”.

Innanzitutto, viene da chiedersi quando esattamente Chiara Ferragni abbia iniziato ad occuparsi dei piccoli comuni situati ai margini delle grandi città italiane e dei problemi culturali, sociali ed economici che li riguardano. Inoltre, almeno dalle prime indagini, risulta totalmente esclusa la connotazione razziale e politica.

Dunque, cara Ferragni e cara sinistra italiana, forse, nella barbara uccisione di Willy non c’entrano le arti marziali, non c’entrano le palestre, non c’entrano i tatuaggi, non c’entra il fascismo, non c’entra il razzismo. E, soprattutto, non c’entra nessun tipo di cultura, se non quella della violenza gratuita.