Se i neocon continuano a proteggere gli Usa lo dobbiamo a Bush
15 Ottobre 2009
Keep America Safe, ovvero “Mantenere Sicura l’America”. Da qualche giorno, non si tratta solo di un semplice slogan, spesso utilizzato dai leader politici di entrambi i maggiori partiti Usa per dimostrare le proprie credenziali in materia di sicurezza. Da qualche giorno, “Keep America Safe” è anche il nome di un nuovo gruppo, nato con l’obiettivo di “fornire informazioni agli Americani preoccupati dalle più importanti questioni di sicurezza nazionale” (come si evince dal sito ufficiale), il quale causerà senza ombra di dubbio più di un mal di testa al presidente americano Barack Obama, nel prossimo futuro.
Anzi, ciò è già successo negli ultimi giorni, con la diffusione su scala nazionale di uno spot televisivo in cui si punta il dito contro la politica estera dell’attuale inquilino della Casa Bianca, accusato di non affiancare azioni adeguate – o almeno, in alcuni casi, corrispondenti – alla sua più dura retorica. Un breve video, dal titolo “Retorica contro Realtà”, nel quale finiscono nel mirino le scelte relative allo smantellamento del progetto di difesa missilistica nell’Est europeo (introdotte da un filmato in cui Obama invece dichiarava che “finché la minaccia iraniana persisterà”, gli Usa “andranno avanti” con il piano), all’apertura di un’inchiesta nei confronti della CIA (decisione contestata da sette degli ex capi dell’agenzia) e, dulcis in fundo, sull’attuale indecisione in Afghanistan.
Dietro al nuovo movimento, la figlia più anziana dell’ex vicepresidente Dick Cheney, Elizabeth, meglio nota come “Liz”, figura emergente nello scenario politico americano, nonché, come già dichiarato da alcuni, grande speranza del fronte neoconservatore. Scopo del gruppo, oltre al sopraccitato intento di mantenere informati i cittadini che hanno a cuore la sicurezza del proprio Paese, esercitare una attenta e persistente opposizione nei confronti della politica estera del presidente Obama, da essi definita “radicale”. “Sia che siate Repubblicani o Democratici, voi volete che la nostra nazione sia forte”, si rivolge Liz Cheney agli americani, “e molti dei passi che sta facendo questo presidente stanno rendendo la nostra nazione più debole”.
Particolare attenzione sarà posta sulle scelte prese dall’amministrazione in direzione diversa, se non addirittura opposta, rispetto a quelle del precedente comandante in capo George W. Bush. “Abbiamo osservato con preoccupazione e sgomento”, scrivono i fondatori del gruppo sul suo sito web, “come l’amministrazione Obama abbia tagliato le spese della difesa, vacillato sulla guerra in Afghanistan, e lanciato inchieste su Americani che prestano servizio nelle prime linee della guerra al terrorismo, mentre nel frattempo sono state estese le protezioni legali per terroristi che complottano per attaccare il nostro Paese: queste politiche, assieme all’abbandono da parte di Obama degli alleati dell’America e all’appeasement verso gli avversari, stanno indebolendo la nostra nazione”.
Dall’Iraq all’Afghanistan, dalle spese per la difesa alla strategia del dialogo con i nemici dell’America, dall’inchiesta sulle tecniche di interrogatorio della CIA alla (finora solo dichiarata) chiusura del carcere di Guantanamo, nessun tema di politica internazionale presente sulla scrivania dello Studio Ovale verrà trascurato da “Keep America Safe”. Un gruppo che, classificato come “501(c)4”, (ovvero organizzazione no profit con illimitata possibilità di fare pressioni politiche, nonché di partecipare a campagne elettorali), dà volto e peso istituzionale alla critica dell’operato della Casa Bianca in campo internazionale, sfruttando – come già avvenuto nelle svariate occasioni in cui è recentemente intervenuto lo stesso Dick Cheney – un vuoto politico creato dal Partito Repubblicano. Il quale, ancora alla ricerca di un leader, ma soprattutto ancora restio ad occuparsi di politica estera dopo le difficoltà della guerra irachena, ha preferito negli ultimi mesi concentrarsi prevalentemente sull’opposizione all’agenda amministrativa di Obama all’interno dei confini americani.
Al fianco di Liz Cheney, alla guida del progetto, Bill Kristol, direttore del settimanale neoconservatore Weekly Standard, e Debra Burlingame, sorella del pilota del volo 77 della American Airlines, il quale si schiantò sul Pentagono l’11 Settembre 2001. Nella struttura di “Keep America Safe”, spiccano altre figure chiave del panorama conservatore Usa, quali Michael Goldfarb, consulente del Senatore John McCain nella corsa alle presidenziali e ora blogger del Weekly Standard, Aaron Harrison, già capo della “war room” di McCain, e Justin Germany, autore del primo video di “Keep America Safe”, nonché del celeberrimo spot “The One”, trasmesso durante la campagna elettorale presidenziale, in cui Obama veniva dipinto come una figura messianica.
Un team di provata esperienza per un movimento che si propone di monitorare – con occhio critico – ogni mossa di Barack Obama sullo scacchiere internazionale, nonché al tempo stesso difendere strenuamente l’operato della precedente amministrazione. La quale, piaccia o meno, è riuscita nella non semplice impresa, dopo l’11 settembre, di evitare ulteriori attacchi agli Stati Uniti, rendendo il motto “Mantenere Sicura l’America” una priorità assoluta, molto più che un semplice slogan.
