Se il Cav. è in cima ai consensi è tutto merito del suo decisionismo

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Se il Cav. è in cima ai consensi è tutto merito del suo decisionismo

11 Giugno 2008

 

Cresce la fiducia nel governo Berlusconi. E la luna di miele tra il Cavaliere e gli italiani continua serena e senza dubbi di infedeltà. A distanza di due mesi dalle elezioni un sondaggio appena realizzato da Ipr Marketing per Repubblica.it fotografa una situazione in cui l’Esecutivo acquista sempre maggiori consensi, un gradimento che si attesta al 55% del campione, ben al di sopra dei voti presi dal Pdl il 13 e 14 aprile.

Questo vuol dire che anche parte dell’elettorato che prima era ostile, adesso confida nel buon operato dell’attuale maggioranza. Ancora più evidente il dato sulla fiducia in Silvio Berlusconi come presidente del consiglio che passa dal 53% di maggio al 59% di giugno, dato non lontano dal 65% dichiarato dal premier durante l’assemblea di Confindustria.

Ma a cosa è dovuto questo innamoramento straripante nei confronti del premier e della sua squadra? Per quale motivo la passione si fa sempre più travolgente, tanto da travalicaree modificare le convinzioni politiche che molti italiani avevano portato con sé dentro la cabina elettorale? La risposta  è semplice: agli italiani piacciono le prime mosse di Berlusconi e dei suoi ministri che stanno dando prova di saper decidere, di avere le capacità necessarie per sbloccare alcuni intoppi che il precedente governo non era riuscito a superare soprattutto a causa dei veti incrociati interni alla propria coalizione. Quei nodi che hanno creato tanto malcontento tra gli italiani e nei quali con maestria la campagna elettorale del Pdl ha saputo infilarsi per sensibilizzare il Paese sulla necessità di un cambiamento di rotta repentino.

Berlusconi ha ammaliato gli italiani e ora sta lavorando sodo per mantenere le promesse. Come dire: gli elettori sono stati sedotti e non si sentono abbandonati.

Vediamo alcuni esempi. In primo luogo il pacchetto sicurezza, con gli interventi volti ad arginare l’illegalità dovuta al fenomeno dell’immigrazione clandestina. Non è un caso che la Lega abbia ottenuto un consenso elettorale vastissimo e ancora oggi goda dell’appoggio di gran parte del Paese. E non è un caso che il ministro dell’Interno,il leghista Roberto Maroni, sia ai primi posti nella classifica sul gradimento dei ministri.

C’è poi l’annosa questione delle tasse: l’Esecutivo ha già preso provvedimenti per ridurre la soffocante pressione fiscale su cittadini e imprese, come abolizione dell’Ici sulla prima casa d’abitazione e la detassazione degli straordinari. Et voilà: il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti è in testa alla graduatoria dei consensi oltre a essere il ministro più noto del governo Berlusconi.

Il sondaggio mette in luce inoltre l’exploit del titolare della Funzione pubblica Renato Brunetta che ha guadagnato il secondo posto in classifica con un balzo di 16 punti percentuali rispetto al mese precedente. Questa è ancora una volta la testimonianza tangibile che il decisionismo paga e che gli italiani vogliono soluzioni concrete e veloci ai problemi del Paese. Brunetta è impegnato nella trattativa per la riforma del pubblico impiego e ha annunciato lotta senza frontiere ai fannulloni. Una cura della macchina dello Stato che lui stesso ha definito a base di antibiotici (tagli agli sprechi) e vitamine (premi e incentivi a chi svolge bene il suo lavoro).

Secondo i calcoli del ministro il suo progetto di riforma porterà a risparmi fino a 40 miliardi di euro in 3-5 anni e riuscirà a incentivare lo sviluppo del Paese attraverso un circolo virtuoso che consiste in maggiore produttività, maggiori salari, più consumi e più investimenti.

Anche lo scandalo dei rifiuti in Campania è stato affrontato con fermezza dal governo, nonostante la situazione sia ancora tutta in divenire. L’attenzione degli italiani è poi rivolta alla soluzione della crisi dell’Alitalia, uno dei cavalli di battaglia di Berlusconi in campagna elettorale.

Vedremo con il tempo se l’operato del governo produrrà gli effetti sperati. Gli scenari economici internazionali sono minacciosi e la vera sfida è cercare di portare fuori dall’impasse un’Italia impantanata da tempo.

I banchi di prova non mancano per testare la fedeltà del Cavaliere agli impegni presi. Gli italiani credono il lui e sperano che il viaggio di nozze vada avanti ancora per molto.