Se il ‘moderato’ s’incazza per un libro
10 Gennaio 2014
di Redazione
Giacomo Portas, eletto alla Camera nelle liste del Pd e a quanto pare leader di una forza politica piemontese denominata "Moderati", si è molto adontato leggendo le cronache di oggi. "Quagliariello tolga le mani dal nome ‘Moderati’!", ha dichiarato alla agenzie di stampa vibrante di indignazione, specificando che il marchio è registrato da una decina d’anni e che i suoi adepti lo starebbero subissando di telefonate e email per chiedere conto dell’adunata sediziosa che si è svolta giovedì pomeriggio al Tempio di Adriano a Roma e della presunta usurpazione del nome. Tranquillizziamo l’onorevole Portas: "Moderati" è semplicemente il titolo di un libro scritto da Gaetano Quagliariello, Eugenia Roccella e Maurizio Sacconi, e l’evento per cui il parlamentare del centrosinistra si è tanto allarmato altro non era che la presentazione del volume. Gli autori non pensavano che per poter impiegare un vocabolo della lingua italiana di ampio uso comune per intitolare un libro dovessero chiedere il permesso all’onorevole Portas. Un po’ come se Dan Brown per il suo "Inferno" avesse dovuto chiedere il nulla osta a Belzebù.
