Se l’Europa rialza la testa davanti ai populisti

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Se l’Europa rialza la testa davanti ai populisti

24 Maggio 2014

Per ora Olanda e Gran Bretagna. Sono exit poll ma il fronte anti europeo non sembra sfondare come previsto e sopratutto l’abbraccio con il Fronte Nazionale di Marine Le Pen si rivela mortale per il PVV, il Partito della Libertà del chiomato leader olandese Geert Wilders.

Gli inglesi premiano Farage, l’Ukip è il terzo partito, fa il botto alle amministrative, ma da qui a diventare la prima forza politica dell’isola come avevano scritto autorevoli giornali di mezza Europa ce ne vuole (secondo un "poll" citato da BBC la metà degli elettori dell’Ukip alle nazionali tornerebbe a rivotare conservatore). Wilders invece non ha proprio niente da festeggiare: si fermerebbe al 12 per cento, 4 punti in meno del 2009 e molto sotto il 20 per cento che si riprometteva di superare.

La campagna contro il "mostro di Bruxelles" che ha sostituito le tradizionali parole d’ordine del PVV contro la islamizzazione dei Paesi Bassi si è rivelata un’arma a doppio taglio: la destra libertaria olandese (e inglese) non poteva sopportare le sparate antisemite dei Le Pen, le boiate su Ebola pulizia del mondo, tanto più che nel partito di Wilders molti preferiscono come alleato proprio Farage (pare che quando s’incontrano al parlamento europeo Nigel e Marine neanche si parlano).

Sabato si vota nei Paesi dell’Europa orientale che, sotto la pressione di Mosca, sanno bene quanto è importante stare nella Ue e sotto cappello Nato. Domenica vedremo se Grillo e il suo anti europeismo soft riempiranno le urne elettorali oltre che le piazze. In Italia, per adesso chi deve toccare ferro è invece la Lega Nord, un altro alleato del Fronte Nazionale, appiattito sulle stesse posizioni oltranziste per ciò che concerne l’euro e l’immigrazione. Il partito di Matteo Salvini può solo sperare di non fare la fine dell’olandese calante: vedi l’accoglienza riservata oggi a Roma al prode Borghezio.

Sono exit poll e fino a domenica notte meglio non dare niente per scontato, ma forse gli europei non sono così ottusamente ostili alla loro patria come li si dipinge. L’Europa ci ha tenuto al riparo da guerre e sangue negli ultimi 50 anni, dopo che di personaggioni sulla scena politica ne avevamo visti bazzicare tanti, come sta ripetendo nelle ultime ore un allarmato Silvio Berlusconi. Certo poi è arrivata la grande guerra del debito sovrano. L’austerity e la Germania della Merkel. Ma appunto sono trascorsi anni da allora e anche l’immobile Europa potrebbe iniziare a cambiare. Non è detto per forza nella direzione indicata e agognata dagli euroscettici.