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Se l’ombra del relativismo offusca il Faro della Chiesa, l’uomo è solo

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E così, senza neppure accorgersene, pezzo dopo pezzo, si è passati da una chiesa che guardava al Divino per poter essere faro per l’umanità, a una chiesa tutta umana schiacciata sull’uomo e che lo rincorre, ne rincorre i desideri, legittimi sia chiaro, ma quasi vergognandosi del suo mandato Ultraterreno.

Una chiesa che è passata dalla strada stretta del ‘siate santi’, al via comoda e buona buona del ‘fate a modo’ e del ‘voletevi bene’. E il punto non è nemmeno l’apertura di oggi ai matrimoni gay, o le recenti dichiarazioni sulla non necessità della Messa domenicale o il sì al matrimonio dei presbiteri. Non sono gli scandali e le spaccature interne. Neppure la incomprensibile chiusura delle porte delle chiese durante la pandemia.

Il punto è più profondo.

E’ la rinuncia stessa della Chiesa al proprio ruolo di guida, una guida che pone obiettivi magari inarrivabili, ma che, senza condannare l’uomo, indica la via Giusta creando una comunità oltre gli individui. E’ la rinuncia a mostrare la strada con dolcezza, ma senza nascondere la Croce e il sacrificio (che comunque non si cancellano). La Via che nasce dalla Fede in un Uomo che salva e che per salvare ciascuno chiede che ciascuno vada oltre se stesso. Ecco, ora quella Via per i cristiani appare non solo complicata, come è sempre stata, ma sembra che non valga nemmeno più la pena intraprenderla. Incamminarsi non ha più senso. Perché è solo una strada come tante, uguale a tutte. Quasi che la Terra non abbia più bisogno di Sale e di esempi alti, perché va bene ogni cosa, è tutto uguale, è tutto grigio.

Eppure le domande più profonde dell’uomo, per quanto addomesticate da una generica indulgenza montessoriana, restano sempre lì, profonde e devastanti. Chi siamo? Da dove siamo venuti? Dove andiamo? In modo più crudo, cosa succede dopo la manciata di anni che ci sono concessi sulla Terra?  Prima o poi queste domande emergono nella vita di ciascuno e la risposta umana, di buonsenso, quella che non sconvolge, che tiepidamente non disturba, non basta. La Via e la Verità annacquate, nè troppo calde nè troppo fredde, non sono più verità e quindi non salvano. La pietra di scandalo trasformata in un comodo e umano divanetto non ferisce (forse), ma smette di essere colonna portante.

E allora, inevitabilmente, sulla Luce di quel faro che – tra mille umane traversie, tra mille errori – per duemila anni ha guidato l’umanità, appare l’ombra del relativismo tanto temuto da Ratzinger. Un’ombra che non solo avvolge lo sguardo e annebbia i pensieri in spirali senza fine, ma che si allunga in profondità sull’anima, lasciando ciascuno sgomento. Solo.

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