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L'uovo di colomba

Se Renzi al bivio prende l’uscita giusta noi ci siamo

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Chi pensava che dopo il successo elettorale di Matteo Renzi la sinistra minoritaria e più radicale del Pd avrebbe abbassato le penne, basita dal nuovo corso e nella consapevolezza che gli italiani vogliono le riforme, non conosce, appunto, la sinistra italiana, che si divide soprattutto se vince.

Il caso, ma sarebbe meglio dire il caos, Mineo, e i 14 senatori che si sono autosospesi dal partito ci ricordano che il (vecchio) Pd è una forza politica sempre a rischio di implosioni interne, un partito che in momenti di alta instabilità mette a rischio maggioranze di Governo come azioni riformatrici.

Renzi non l'ha presa per niente bene e rientrando in Italia dalla missione in Asia prima avrebbe detto, riferendosi a Mineo, che un partito non è un taxi che uno prende per farsi eleggere e poi, rincarando la dose, ha aggiunto che il Pd è a un bivio, "non ho preso il 41% per lasciare il Paese a Mineo".

Ora, sappiamo che su una materia delicata come le riforme costituzionali, e nello specifico sulla elettività dei nuovi Senatori, si possono avere posizioni diverse su cui ragionare dialetticamente per trovare in modo pragmatico una mediazione possibile. La buona politica funziona così.

Ma a differenza dei sinistri (e purtroppo non solo loro) noi le riforme le vogliamo fare per davvero e possibilmente senza che nessuno si senta epurato visto che si tratta di un fatto storico. Se Renzi al bivio prende l'uscita giusta, stia sicuro il presidente del consiglio che incontrerà Ncd.

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