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“Se siete stranieri, per favore non venite in Egitto!”

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Ieri l'attivista Mona Seif ha lanciato un appello su Facebook invitando gli stranieri a non andare in Egitto. Per nessuna ragione. "Se siete stranieri PER FAVORE non venite in Egitto. Almeno non adesso". Una denuncia a viso aperto del clima di intimidazione, diffidenza, segretezza che si vive nel Paese soprattutto verso gli stranieri, visti come possibili testimoni di una realtà ancora lontana da una piena democratizzazione del Paese.

 

Ma chi è Mona Seif? Ventinove anni, una delle più note attiviste per i diritti umani d’Egitto. Il fratello, Alaa Abd El-Fattah, è stato più volte incarcerato per il suo ruolo di leader del movimento di piazza Tahrir. L’anno scorso l’ultima condanna a 5 anni.

 

L’appello. “Questo è un messaggio sincero. Se siete stranieri PER FAVORE non venite in Egitto. Almeno non adesso. Non finché non saremo capaci di darvi un minimo di sicurezza e un trattamento adeguato da parte della popolazione e delle autorità. Non finché i media continuano a istigare le persone, spingendole a dubitare di qualsiasi straniero nelle strade come se fosse una spia potenziale che cerca di distruggere il loro Paese”. 

 

La polizia non sarà vostra amica. Il messaggio continua: non venite in Egitto "finché qualsiasi poliziotto di qualsiasi grado si sente in diritto di detenere e magari torturare senza motivo chiunque cammini per strada, e non finché questo stato di paura potrà spingere ognuno a prendere le questioni nelle proprie mani. Non finché la polizia si trova ad orchestrare molti dei rapimenti, e quando non è direttamente implicata è totalmente inutile nell’opera di prevenzione dei crimini, nel proteggervi, e persino nel rivelare quanto è accaduto dopo che è accaduto. Per favore state lontani da questo paese che è piagato dalla morte e dall’orrore in qualsiasi angolo […]”. Mona Seif ha anche rivolto un abbraccio alla famiglia di Giulio Regeni.

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