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Lettera aperta al Cav.

Se telefonando potessi parlare con Berlusconi, gli chiederei perché ha deciso di farsi del male

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Se telefonando potessi parlare con Silvio Berlusconi, avrei qualcosa  da dirgli: come elettrice delle sue creature politiche, da Forza Italia al Pdl, come militante che lo ha sempre sostenuto e  pensa sia stato un onore farlo, dalle conversazioni private con i colleghi, fino alle manifestazioni pubbliche come quella al Teatro dal Verme, accanto a Giuliano Ferrara, due anni fa. 

Se telefonando potessi parlare con Silvio Berlusconi gli ricorderei la  lettera che gli ho scritto l’anno scorso, la sera delle sue  responsabili e dolorose dimissioni da Presidente del Consiglio per far  posto al governo dei tecnici di Mario Monti: riscriverei daccapo tutta  la stima e l’affetto che ho cercato di dimostrargli allora, in un momento così amaro e duro. 

E se telefonando potessi parlare con Silvio Berlusconi, gli chiederei perché ha deciso di farsi del male come sta facendo adesso. Gli chiederei perché vuole distruggere se stesso, e quindi tutti noi che  lo abbiamo seguito in questi anni. Gli direi che la sua è una storia grande, che ha cambiato l’Italia e in meglio, e che non merita un finale piccino, come quello che si sta ostinatamente costruendo con le sue mani. E’ una storia costellata anche di grandi errori, spesso non solo suoi, che però spiegano perché siamo arrivati a questo  punto. E che riconoscerli non è segno di debolezza, ma di forza e  saggezza politica. 

Gli direi che tutto è cambiato, dal '94 ad oggi, e ancora di più dal 2008: non  c’era stato l’attacco forsennato alla casta, paginate di grandi quotidiani e libri su libri che dovevano servire solo a distruggere il centrodestra (perché tanto a sinistra qualunque cosa succeda, lo zoccolo duro di elettori resta comunque intatto: lì si vota ancora per collocazione ideologica). La conseguenza è che il movimento di Beppe Grillo da una percentuale da prefisso telefonico è salito fino a essere il secondo partito politico, e di questo dovrebbe ringraziare  pubblicamente la ditta Stella&Rizzo, senza la quale adesso avremmo un comico in più e un partito in meno. 

Gli direi che lo tsunami della crisi economica nel '94 non c’era; gli direi che la Presidenza Obama è stata una iattura non solo per l’America, gli ricorderei che non è la prima volta che un Presidente della Repubblica gli rema contro. Gli direi che è vero che lo hanno perseguitato, dal punto di vista giudiziario, e che gli hanno cucito addosso un’immagine ignobile sia personale che politica, che non gli  corrisponde. E’ vero che lo hanno lapidato mediaticamente, ma è anche vero che troppo spesso il fuoco amico gli è arrivato da qualche giornale di area, e, quel che è peggio, in una beata inconsapevolezza  politica e culturale. Gli direi che tutto questo è profondamente ingiusto, ma che è andata così, e che non si può far finta che sia accaduto altro. 

Se telefonando potessi parlare con Silvio Berlusconi gli direi che lui ci ha regalato vent’anni di libertà e di agibilità politica, ma che adesso è lui che si deve fidare di noi, e deve lasciarci la possibilità di salvare tutto il suo patrimonio politico, e la sua persona è inclusa. 

Non si deve avventurare nell’illusione di un suo nuovo inizio come se nella vita, personale e politica, si potesse veramente spingere il pulsante del "reset" e tornare alla pagina iniziale, cancellando tutto  quel che c’è stato in mezzo. Funziona solo nella realtà virtuale dei computer, mai in quella reale. Una lista personale in nome di una resuscitata Forza Italia, significherebbe forse entrare in parlamento con un pugno di parlamentari fedelissimi: ma per fare cosa? Con quale progetto politico? Con quale prospettiva? A prezzo di quante macerie? Dopo quanti mesi di campagna elettorale devastante, di nuovo tutta incentrata contro di lui, il bersaglio ideale? 

E per quale motivo una persona tre volte Presidente del Consiglio, che è riuscita a bloccare il progetto di potere comunista nel proprio paese (perché a sinistra per governare hanno dovuto prendere in  prestito un democristiano come Prodi, e poi accoltellarlo alla schiena perché un comunista potesse diventare premier), un capo di governo che ha avuto l’onore di essere chiamato a parlare al Congresso degli Stati Uniti di America, ecco, per quale motivo una persona che è stata tutto questo e molto altro ancora, per quale motivo dovrebbe ritenere una vittoria entrare in parlamento con qualche lista di pochi punti percentuali, dopo aver demolito irreparabilmente il suo partito? 

Se telefonando potessi parlare con Silvio Berlusconi, gli direi che la nostra sopravvivenza è anche la sua. Che l’affermazione di Alfano alle primarie è la sua affermazione. Che il rinnovamento del PdL intorno ad Alfano è il suo rinnovamento. Che il testimone passato non può tornare più indietro, a meno di mandare all’aria tutta la gara. E che a volte per vincere, dobbiamo accettare e fidarci che altri lo possano fare e lo sappiano fare per noi. E che per camminare da soli, i bambini non si mettono in gara con i padri, e i padri non si mettono in gara con i figli: a un certo punto li lasciano andare, e guardano  restando da una parte, e non per questo si sentono di meno. Anzi. Sanno che è quello l’unico modo per poter camminare insieme, vicini, un giorno, pur restando ognuno al proprio posto.

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27 COMMENTS

  1. Silvio che ti
    Silvio che ti succede……….non consgniamo l’Italia alle sinistre ce l’ai insegnato tù!!!!!! la grinta di sempre, le lotte……ti prego torna, in prima persona, dietro le quinte ma torna con tutti i tuoi Colonnelli, ce una parte d’Italia che sta soffrendo…..

  2. Tristezza infinita…
    Posso scriverlo, oppure mi censurate come al solito? Sia l’articolo, che il commento, di Anonimo, errori di sintassi e ortografia a parte, sono di una tristezza infinita. L’on. Berlusconi, insisto, è un signore che è arrivato alla soglia degli 80 anni…non può rappresentare il futuro di questo paese. Il futuro è altrove…
    Io capisco gli ‘innamorati o innamorate’ di Berlusconi…ma è iniziato un nuovo corso. I tempi sono diversi…è un po’ come nel 1989, è caduto il Muro. Assuntina de ne faccia una ragione.

  3. Grande è colui che capisce quando è il momento di lasciare
    Ho sempre apprezzato e seguito politicamente il Presidente Berlusconi, per questo mi sento particolarmente toccato da questo sua pervicace volontà distruttiva: di se e del cdx. Spiace vedere persone che hanno rivestito ruoli importantissimi nella Storia nazionale non capire che è giunto il momento di ritirarsi.
    Presidente Berlusconi, non creda ai sondaggi illusori, se lei si presentasse alle elezioni con un suo partito farebbe fatica a superare lo sbarramento. Non è forse meglio fare spazio ai giovani e lasciare che sia la Storia a giudicare. Non tema lei di diritto è già nel Pantheon d’Italia!!

  4. Norimberga! Chissà forse la ghigliottina…
    Bla bla bla… Norimberga arriverà… Sono un ex elettore del PDL che voterà il Mov 5 Stelle per vendetta contro il centro-destra che ci ha tradito. Ci era stata promessa una rivoluzione liberale e abbiamo avuto uno statalismo becero e vergognoso (Tremonti & Co). Adesso qualsiasi cosa accada (primarie o listone di Berlusconi o qualunque altra idiozia o ridicola parata) non servirà a niente: imprenditori e popolo delle partite IVA non si fidano più né di Berlusconi, né di Alfano, né (persino) di Martino, né di chiunque altro (Montezemolo o chicchessia). Nel prossimo parlamento PD+SEL+altri saranno al 55% (grazie al premio di maggioranza). Se aggiungiamo IDV (5%) + Grillo (20-25%) significa che le forze politiche avverse al centro-destra saranno complessivamente l’80% del parlamento. Non me ne importa nulla se a noi popolo delle partite IVA ci faranno pelo e contro pelo; del resto anche con Berlusconi, Tremonti ed il PDL ce la siamo passata malissimo e quindi non cambierà niente. L’unica speranza è che questa maggioranza bulgara (in grado persino di poter cambiare la costituzione senza necessità di referendum) tolga qualche tassa alle famiglie e al mondo del lavoro e metta una patrimoniale ai ricchi. Ma soprattutto spero che questa maggioranza schiacciante di centro-sinistra faccia pagare il conto a Berlusconi e a tutta l’accozzaglia di cialtroni-ruffiani-ipocriti-fasciocomunisti-repubblichini-socialisti-statalisti-tassaioli-soubrettes-etc che ci ha preso per i fondelli. Mi auguro che Berlusconi vada in galera e con lui molti del suo seguito. Il conto si paga e sta arrivando. NORIMBERGA! Fine meritata. E ringrazino Iddio che non c’è più la ghigliottina (ma non si sa mai…).

  5. considerazioni varie
    Devo dire invece, forse con un certo cinismo, che se Silvio se ne va per conto proprio, facendo una entità politica tutta sua, per me è pure meglio. Almeno siamo sicuri che il PDL inizierà una certa de-berlusconizzazione, cosa questa sacrosanta, che anche molti che hanno votato Berlusconi in passato richiedono a gran voce, non foss’altro per una questione di età. Insomma lo spacchettamento di cui si parla avrebbe anche effetti positivi, uno dei quali consisterebbe nel far restare nel centro-destra persone che hanno tali idee ma non sopportano più Berlusconi, o magari non si fidano più (e ne hanno ben donde…). Queste persone potrebbero votare un PDL senza Silvio, partito che andrebbe ad affiancarsi alla “cosa” di Silvio e al partito degli ex-AN. Tanto il frazionamento si verifica comunque, basti pensare alla squallida vicenda dello squallido Fini. Comunque, mi sia permesso, non capisco come si possa parlare di “fuoco amico”: sembra quasi che una persona di centro-destra non possa criticare Berlusconi… Forse è anche per questo modo di pensare che è auspicabile che esista qualche “isola” di libertà, ovvero soggetti politici di centro-destra che non siano sotto “tutela” di Silvio.

  6. Non ho parole, non capisco
    Non ho parole, non capisco il tuo comportamento, ogni cosa farai l’apprezzerò. bersani, Renzi, vendola, sei sempre tu l’uomo del momento, sei e rimarrai per sempre un grande Politico, un grande Imprenditore………….The Best!!!!!!!!!!. Spero lo leggerai Campione

  7. Ma non avete capito che…
    Berlusconi non può stare lontano dalla politica?? Ma non vi domandate perchè tutti, a un certo punto, si fanno da parte e lui invece non lo fa?? Non può farlo: sono in gioco i suoi interessi personali. Il suo impero economico è nato con un forte legame con la politica ed è sopravvissuto grazie al suo impegno diretto in politica, una volta che i suoi riferimenti non c’erano più. Non si tratta di essere di destra o di sinistra, la realtà è questa e c’è ben poco da fare. Altrimenti, effettivamente, se il suo impegno politico fosse stato solo per il bene del Paese, è chiaro che si sarebbe fatto da parte senza esitazioni e questo avrebbe giovato innanzitutto alla sua parte politica. Ma lui non può farlo. Sa benissimo che non ci sarà mai più alcun Craxi o alcun Mammì e anche Alfano, che pure ha provato a fare il lodo omonimo, non potrà fare più nulla per lui. Berlusconi odia la politica ma è condannato a rimanerci dentro per sempre, per sperare di conservare quello che a livello personale è riuscito a conquistare nel tempo. Per cui anche il migliore, il più liberale, il più vincente e convincente schieramento di centrodestra che però lo vede fuori dai giochi a Berlusconi non interessa per niente. Qualcuno di voi considererà questo intervento come la solita espressione del più trito e ritrito antiberlusconismo…fate come vi pare. Il berlusconismo è comunque un fenomeno destinato all’archiviazione e io ho espresso solo una mia convinta e sincera opinione.

  8. Pantheon
    Leggo che qualcuno vorrebbe mettere Berlusconi nel Pantheon della Nazione. Sicuramente sono della stessa opinione le 42 (diconsi 42) aspiranti soubrette (non voglio offendere nessuno) che il nostro eroe tiene a libro paga!

  9. Richiamo amoroso e perfetto
    E tu, Berlusca, non fare come Re Lear.

    P.S. Vedo che in Italia perfino i liberisti-liberali-libertari, dimenticando la lezione di Hayek, credono alle palingenesi, alle rottamazioni, agli azzeramenti e a tutte le altro solenni fesserie anti-casta. Insomma: cantano nel coro. Andiamo bene.

  10. il crepuscolo degli idoli
    siamo al crepuscolo non degli dèi ma degli idoli. L’idolo in questo caso si chiama Berlusconi e berlusconismo. Lui avrà avuto pure contro l’establishment politico-finanziario-culturale-sindacale d’Italia, ma dalla sua aveva una potenza mass-mediatica unica, e i voti del popolo, tanti ma tanti voti di uomini e donne che hanno creduto nel suo programma elettorale del 1994 e in quello del 2001. Ma adesso, anno 2012, è tempo di bilanci. Non basta dire “Silvio ci ha salvato dalla gioiosa macchina da guerra di Occhetto nel 1994”. Bisogna aggiungere: ma lui, i suoi governi, i suoi parlamentari nazionali e locali, cosa hanno realizzato di veramente epocale, strutturale, fondamentale? Quali riforme? Quali rotture col passato dell’Italia consociativa DC-PSI-PCI? Io non vedo nulla di tutto ciò. Vedo solo un governicchio nel 1994, un governicchio nel 2001, e un altro governicchio nel 2008. E vedo politici mediocri, incapaci, corrotti, opportunisti. Nella migliore delle ipotesi, qualche isolato buon amministratore della cosa pubblica. Oggettivamente: cosa resterà del berlusconismo? Berlusconi non è stato nè Reagan nè Tatcher nè Bush nè Kohl. Spiace dirlo: Berlusconi, ottimo imprenditore, mediocre politico.

  11. grave errore
    Se telefonassi a Berlusconi gli chiederei, per quale colpo di testa,ha pensato di far mettere la Minetti,come assessore alla Regione Lombardia.
    La suddetta, senza avere alcun merito, se non quello di essere una delle sue amanti preferite,ha una retribuzione molto alta, altri privilegi e successo.
    In barba alle ragazze della sua età che si guadagnano onestamente da vivere a circa mille euro al mese!
    Che esempio di moralità per le giovani!

  12. Tutti consiglieri disinteressati?
    E’ la domanda che mi faccio, soprattutto quando i consigli al Cavaliere vengono da politici e/o da giornalisti. Non so perchè, ma dopo aver letto questo articolo, mi è venuta in mente “La caduta” del Parini. Egli ritrasse la mano, quando capì che il suo soccorritore voleva sollevarlo da un male fisico soltanto perchè aveva intenzione di infliggergli un ben più grave male spirituale. Prima, tutti lecchini. Poi, tutti alla ricerca di una scialuppa di salvataggio. Il più cinico, però, è proprio quello che pare tenderti la mano e dispiacersi perchè tu non la raggiungi. Come si vede, di don Abbondio ne è piena l’Italia. E in quest’Italia, dove i più nascondono interessi alla faccia del Popolo, una cosa l’ho capita. Che zio Silvio farebbe bene a godersi i suoi milioni ed a lasciare a noi i Casini, i Fini, I Rutelli, i Vendola, i Franceshini, le Bindi, i Di Pietro and so on. Ah, dimenticavo Montezemolo, che sta preparando la lista degli imprenditori. Come pure De Magistris, con la sua lista Arancione. Ed in questo guazzabuglio generale, guarda un pò chi piscia fuori dal vaso. Ma il solito Berlusconi, naturalmente.

  13. scusi, se ci tiene tanto
    scusi, se ci tiene tanto perché non gli telefona? se non ha il numero può sempre chiederlo alla signora Polanco!

  14. per favore togliete sto
    per favore togliete sto timer ché tanto Lui ha detto che le primarie non si fanno più (o quantomeno non mette i soldi per farle, che è lo stesso)

  15. Io, invece di tutte le
    Io, invece di tutte le chiacchiere dei commenti precedenti, vorrei porre alla sig.ra Morresi una domanda ben precisa su questioni sostanziali: che cos’è, secondo lei, il “nuovo Pdl di Alfano?” Forse quello dei parlamentari, che, in una recente votazione alla camera, hanno votato – con poche, lodevoli, eccezioni, fra cui i miei carissimi amici Alfredo Mantovano ed Alessandro Pagano – “sì” alla legge che riconosce, in pratica, come “famiglia” una relazione incestuosa? O quello ventilato da Bondi e Galan, che intendono “tagliare i ponti” con tutto l’ambiente – sociologico, prima e più che “politico” – che condivide, con motivazioni religiose o no, i “princìpi non negoziabili”? “Tagliare i ponti”, proprio come ha fatto, alle ultime elezioni regionali siciliane, Musumeci, coi risultati che si sono visti.

  16. carissimo nicola
    sono anchio

    carissimo nicola
    sono anchio deluso dal pdl ma un vero liberale non deve dare il voto a lla setta fanatica dei 5stelle,ci sono movimenti piccolini che stanno nascendo senza far rumore,che hanno in animo buoni propositi,guardati intorno,gridare e sputare saliva e veleno in tv e su internet,non e politica

    ti saluto

  17. Qual è il vero dramma?
    Sono tutti commenti rispettabili, forse qualcuno un po’ meno, ma,sostanzialmente, diciamo che sono tutti comprensibili, alcuni anche dal punto di vista umano;da alcuni si evince che è in atto quella dolorosa operazione che gli analisti – o meglio gli psicoanalisti – chiamano ‘elaborazione del lutto’. Ma, questo è un aspetto umano, appunto come dicevo prima, comprensibile e rispettabile. Ma, andiamo al pratico. Siamo un paese che entro pochi mesi sarà governato da un governo di centro-sinistra – o peggio sinistra ‘tout court’ -che come opposizione troverà una falange di deputati cooptati sulla Rete. Anti europei, convinti che mollando l’euro si andrà alla grande e via discorrendo. Follie…lo hanno capito acnhe i greci. Il dramma storico di questo paese è la mancanza di una vera destra, una destra liberale, europea. Berlusconi, personaggio ingombrante, prossimo al traguardo degli 80 anni ( sono tanti per parlare di futuro…io ne ho 63 e mi guardo bene dal farlo..) ha praticamente tradito tutte le aspettative di una buona parte dell’Italia che aspirava a un paese veramente liberale, dove lo Stato non s’intrometteva nell’economia, ma si limitava a dettare le regole del gioco. Ha per 20 anni avuto la possibilità di rivoltare questo paese come un guanto. Non lo ha fatto, si è occupato d’altro e sappiamo di cosa. Fingere che non sia stato così è demenziale, vuol dire rassegnarsi a un ruolo di sudditi che s’inchinano ossequienti al monarca che esercita arrogantemente il suo Ius primae noctis ( non voglio ironizzare, ma la metafora credo sia adeguata ahimè) ) e pensa ai suoi domini. Le rsponsabilità di Berlusconi, a fronte di questo scenario prossimo futuro, sono enormi e ne pagheremo le conseguenze. Questo è il vero dramma…

  18. primarie al cdx
    Per la prima volta dopo 18 anni sono fortemente deluso da Berlusconi: ha nominato Alfano come Segretario, poi sembra si sia accorto che non ha il quid, Parecchie settimane fa ha accettato le primarie, sia pure “obtorto collo”, poi le ha ostacolate fino a farle abortire (così oggi “sembra”). Ha lasciato trapelare ulteriori critiche ad Alfano che proprio da lui é stato messo in una situazione assai difficile. Si lamenta dello stato del partito, ma è lui che ha sempre trascurato qualunque seria organizzazione sia di FI che del PD, perseguendo l’obiettivo del “partito leggero” e lasciando che a livello locale perfino gli iscritti o i simpatizzanti fossero letteralmente dimenticati.
    Finché ad ogni porzione di territorio corrisponderà una lista di candidati alle elezioni, non capisco come si possa trascurare il radicamento territoriale del partito.
    Adesso Berlusconi vuol tirare fuori dal cappello il dinosauro, ma intanto aspetta (sembra) l’esito delle primarie del PD. Invece di combattere le primarie contrastando Alfano, avrebbe dovuto apprezzarne il coraggio di confrontarsi con altri, avrebbe dovuto valorizzare l’attivismo dei giovani candidati (come Meloni e Cattaneo) nel promuovere le primarie, attivismo che avrebbe riscaldato il cuore di parecchie persone e finalmente legittimato un metodo democratico per l’emersione dei candidati. Insomma, Berlusconi ha lasciato che tanti nodi venissero tutti in una volta al pettine, e questo non si può perdonare ad un leader.
    Se Berlusconi farà un nuovo partito (diverso dal PDL), mi guarderò bene dal votare per lui.
    RIPORTO QUANTO SOPRA PER LA SECONDA VOLTA: LA PRIMA VOLTA NON HA FUNZIONATO

  19. E basta! Quando si smetterà
    E basta! Quando si smetterà di parlare dello “harem” di Silvio Berlusconi, e si comincerà a parlare di programmi per le sempre più imminenti elezioni dell’anno prossimo?

  20. Giusto, si parli di programmi…
    Giusto signor Guerra,
    lasciamo stare gli harem…( anche se ci sono e pesano)…ma parliamo di programmi. Allora cominci il Cavaliere a parlarne. Mi capita, a proposito, in questi giorni di leggere un libro che narra la storia della seconda repubblica, insomma la storia del nostro passato prossimo. Il libro ha un titolo illuminante: ” La tela di Penelope’. E’ un saggio…scritto anche bene. Il libro riporta anche i commenti, nel corso di questi ultimi 20 anni, dei vari opinion maker italiani. Tra questi, cito, a proposito di Berlusconi, quello di Piero Ostellino, che certo di sinistra non è.
    Siamo al solito meeeting di Comunione e Liberazione a Rimini( 2002) e Ostellino scrive: ” Il meeting ha consegnato alla Storia la definitiva trasformazione di un ex partito liberale di massa in una brutta copia della Democrazia Cristiana.” Ma, secondo gli autori del libro, Ostellino esagerava perchè” ” il cavaliere non aveva mai consolidato un’identità liberale perchè quando si rese conto che un programma liberale sarebbe stato assai impopolare e avrebbe creato reazioni negative negli stessi ceti sociali di cui cercava il voto, di liberale aveva mantenuto solo la ‘retorica’.”
    Ecco la retorica del liberalismo, Guerra. Di cosa vi lamentate…oggi? Più facile organizzare le serate ad Arcore o no?
    Di cosa stiamo parlando Guerra? Si rassegni Guerra e lasci perdere gli harem…

  21. Pensare alle elezioni?
    Pensare alle elezioni del prossimo anno?
    Sono perse in partenza !
    Non solo e non tanto per l’evidente incosistenza di figure e programmi del cdx ma sopratutto per l’abilità del PD nell’ aver saputo organizzare le proprie Primarie come un evento che ha monopolizzato per un mese tutti gli spazi mediatici pubblici e privati.
    Un megaspot di 24 ore al giorno che ha di fatto imposto questo partito,a costo zero(per lui)),all’attenzione di tutto il Paese:alla faccia del conflitto di interessi!
    E pensare che fino a qualche mese fa il PD sembrava(era) in rotta completa.
    Come avrebbero starnazzato a sinistra se la stessa operazione mediatica l’avesse fatta il PDL!
    PS: L’unica speranza è che questa operazione sia partita troppo presto.

  22. commento all’art. “Se telefonando…..”
    Sottoscrivo il contenuto dell’articolo e aggiungo una mia breve considerazione.
    Berlusconi ha indubbiamente avuto il merito di battere più volte la sinistra. Il suo problema (trasferito oggi sulle spalle di tutti i suoi elettori) è quello di non aver saputo gestire la favorevole situazione che si era creata.
    Non alludo affatto ai suoi personali interessi, nè posso negargli tanti successi politici ed economici a livello nazionale e internazionale.
    Alludo invece alle sue incontinenze caratteriali che gli sono costati molte volte l’azzeramento dei risultati conquistati sul campo.
    E’ brutto per un italiano in vacanza all’estero sentirsi dire dietro (sia pure da mercanti ignoranti) oltre al solito ritornello “mafia, mafia” anche quello di “bunga, bunga”.
    E’ stato pertanto un grave errore gestire la politica col sistema dell’imprenditore nordico onnipotente e scherzoso.
    Un po’ di umiltà e di serietà in più non avrebbe sicuramente guastato la festa. Ne avrebbero beneficiato tutti coloro che non si riconoscono nella sinistra italiana.
    Ora ci rimangono le”primarie”, strumento democratico di scelta dei nostri futuri rappresentanti.
    Speriamo si possa ricostruire ancora ciò che si è purtroppo dilapidato!

  23. Per Ulisse 01/12/12 19:31
    Egregio sig. Ulisse, i suoi discorsi sull’identità liberale e sulla retorica liberale non mi toccano, perché non sono mai stato liberale, almeno nel senso “filosofico” del XIX secolo, e men che mai nel senso anglo-sassone di “liberal”. Per la cronaca, sono “nato politicamente” come quello che si potrebbe definire un “populista reazionario”, quando – a 12 anni non ancora compiuti, ma allora si cominciava presto a far politica! – diedi una mano alla compagna elettorale, per le lezioni politiche del 1958, del Partito Monarchico Popolare di Achille Lauro. Finché – dopo varie “peregrinazioni” nel mondo allora chiamato “di destra” – verso il 1970, mi scoprii, forse attraverso la Vandea e le altre Insorgenze, cattolico contro-rivoluzionario, e tale sono rimasto e rimango. Quindi, le mie domande importanti sono quelle fatte nel mio primo commento, che hanno poco o niente a che fare con il cav. Berlusconi, a cui consiglierei di limitarsi a fare il presidente della squadra del Milan.

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