Home News Sei mesi di coraggio firmati Sarkò

Sei mesi di coraggio firmati Sarkò

0
92

E chi l’avrebbe detto! Dopo sei mesi, Sarkozy  è dato nei sondaggi ancora più forte che  nei risultati elettorali dell’aprile-maggio scorso.

Le Journal du Dimanche pubblica  l’esito del suo sondaggio. Se le elezioni ci fossero oggi al primo turno Sarkozy prenderebbe il 35% (+ 3,8 %, rispetto al dato elettorale di sei mesi fa) e al ballottaggio il 55% (+2 %).

La Royal sembra ormai in caduta libera, nonostante la sua figura e le attese che sembrava aver suscitato tra i socialisti e nella sinistra : -3 % al primo turno (22%) e 45 % (- 2%) al ballottaggio.

In questo sondaggio chi sembra avere grande successo è il giovane candidato trotskista, 32 anni e postino, Olivier Besancenot, che passa dal 4% del risultato al 7 % di oggi.

Il sondaggio è abbastanza sorprendente. Sarkò ha  immediatamente cominciato a picchiare, come è nel suo stile e come la politica vuole (nei primi mesi di governo, rischiando l’impopolarità, si fa tutto quello  che appare come più indigesto per gli elettori).

Ha rimpatriato, in silenzio, migliaia di  immigrati abusivi, ha proposto una riforma del sistema giudiziario e carcerario, è andato a cercare di annullare i regimi pensionistici privilegiati di molte categorie di lavoratori, tra cui ferrovieri ed elettrici, ha modificato il sistema della durata del lavoro, quello famoso delle 35 ore. E così via.

Tra l’altro si è aumentato l’indennità presidenziale di tre volte ( 20 mila euro al mese , in linea con le indennità presidenziali delle altre democrazie occidentali), per motivi di trasaparenza e di ordine istituzionale. Come si vede, tutti interventi non proprio …popolari.

L’economia non va meglio di prima e le prospettive non sembrano affatto buone: nello stesso sondaggio  del Journal du Dimanche, infatti, il 59% dei francesi è convinto che Sarkozy e il suo governo non abbiano migliorato la situazione del Paese. Per contro il Presidente offre l’imagine di un vero capo. Si occupa di tutto, è omnipresente, ha carisma ed esercita autorità.

A una giornalista che gli chiedeva se non abusasse dei media per rafforzare la sua imagine, ha risposto “Lei mi ha cercato per questa intervista, non io". La giornalista sorridendo ha risposto “beccata!”. E lui, alzandosi in piedi e  avviandosi alla porta, ha ribattuto “no, affondata!” .

Stessa sorte è toccata ad una giornalista televisiva americana che gli chiedeva spiegazioni sul suo divorzio dalla moglie: "Non sono questioni che riguardano  né lei, né la Francia, né gli Stati Uniti" e se ne è andato, lasciando le cineprese riprendere la scena  della sua uscita dalla stanza.

Tutto ciò per dire che è un uomo di carattere, che sa dove andare, poco incline alla politica dell’aggiustamento e del “ volemose bbene”. E per questo, nonostante scelte e situazioni di congiuntura internazionale impopolari, forse ha ancora un sempre più forte indice di gradimento.

Continua nella sua opera di distruzione di quella che si chiama sinistra moderata. Porta con sé, dando fiducia e attribuendo incarichi importanti, alcuni socialisti  di rilievo. E contribuisce nelle scelte a spaccare quell’armata brancaleone in cui è ridotto il partito socialista, senza un capo e con tanti, tantissimi padrini, più locali che centrali (già impegnati per le elezioni municipali della prossima primavera).

E’ tuttavia iniziato quello che il trotskista Besancenot aveva vaticinato e preparato: il terzo turno elettorale, quello della piazza. Non poteva essere fatto dopo le elezioni, durante l’estate.

E' cominciato ora, con scioperi a raffica e avvisaglie di scontri anche duri, come spesso avviene in Francia. Ferrovieri e personale Air France, magistrati e pescatori hanno già cominciato. Seguiranno le scuole, il personale statale, gli elettrici e via via tutto quello che il sindacato-partito riuscira’ a mettere in piazza. Fu fatto con De Gaulle. Si ripete con Sarkozy. In questa situazione il bastone dello scontro, secondo antiche tradizioni, passa dalle mani delicate di Segolene Royal, a quelle del postino ciclista Besancenot, che non a caso trova conforto nella sua crescita di popolarità.

Questa del “terzo turno” , dopo le due sessioni elettorali,  votazione e ballotaggio,  è  un po’ un’anomalia dei nostri sistemi democratici. Giustamente Sarkò (o chi per lui ) può sempre dire: "Mi avete eletto per realizzare un programma, la piazza e quindi una minoranza, spesso fatta di pochi cittadini, me lo vuole impedire. Cosa faccio? Vado contro la piazza o rivedo il mio programma, sotto la cosiddetta pressione popolare ?”

Besancenot se la gode, nel ricordo delle “avanguardie rivoluzionarie” e con-scrive libri su Che Guevara. E ora cosa farà il Presidente Sarkozy ?

  •  
  •  

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here