Senza Hamas la pace è sempre più difficile

LOCCIDENTALE_800x1600
LOCCIDENTALE_800x1600
Dona oggi

Fai una donazione!

Gli articoli dell’Occidentale sono liberi perché vogliamo che li leggano tante persone. Ma scriverli, verificarli e pubblicarli ha un costo. Se hai a cuore un’informazione approfondita e accurata puoi darci una mano facendo una libera donazione da sostenitore online. Più saranno le donazioni verso l’Occidentale, più reportage e commenti potremo pubblicare.

Senza Hamas la pace è sempre più difficile

28 Gennaio 2008

L’esplosiva situazione
creatasi dopo lo sfondamento del confine tra Gaza e l’Egitto rischia, se non
viene arginata velocemente, di minare  alle
fondamenta il piano di pace negoziato ad Annapolis.

Il milione e mezzo di
palestinesi intrappolati nella Striscia, il pezzo di terra con la più alta
densità abitativa al mondo, sono ancora una volta degli ostaggi alla mercé dei
terroristi di Hamas, e la loro  sorte
rischia di compromettere  la credibilità
di Olmert, ma anche di Abu Mazen e Mubarak.

Le durissime sanzioni  imposte dal governo israeliano in risposta
alla continua pioggia di missili Kassam sulle città israeliane al confine con
Gaza hanno suscitato molte critiche in casa e nelle organizzazioni
internazionali che condannano “la punizione collettiva”. Olmert appare in
affanno, non potendo certamente 
mostrarsi  debole nei confronti
della  provocazione militare di Hamas
alla vigilia della pubblicazione di una nuova inchiesta ufficiale sul
comportamento del suo governo nella guerra con il Libano del luglio del 2006.

Si sperava che il dialogo
costruttivo tra israeliani e Fatah, guidati da Abu Mazen, servisse da esempio e
da incentivo per i palestinesi della Striscia, ma se la loro  situazione divenisse  ancora più disperata difficilmente avrebbero
la forza di ribellarsi ai capi del movimento estremista che li rappresenta.

Persino il rais egiziano
sembra paralizzato: dopo la prima reazione di sostanziale tolleranza nei
confronti delle centinaia di migliaia di 
palestinesi che hanno sconfinato “vittime affamate dal blocco
israeliano”, ovvio che non possa 
lasciare che la situazione degeneri ulteriormente.

Urge un piano immediato per
allentare la tensione e recuperare la sostanza dello spirito di Annapolis.
Forse una micro conferenza lampo. Meglio ancora un’iniziativa specifica coordinata
da Tony Blair, inviato speciale della Ue 
per il Medio Oriente. Quello che appare difficile è continuare a
escludere Hamas, per i noti motivi, da ogni bozza di soluzione.