Home News Serve politica non propaganda

Le esigenze del centrodestra

Serve politica non propaganda

1
54

Per quanto sia un indiscusso leader carismatico, Berlusconi non può immaginare di mantenere sostanzialmente integro il suo patrimonio elettorale puntando soltanto sulla propaganda. È di politica che ha più che mai bisogno il centrodestra e l’ex-premier prima se ne convince e meglio è per se stesso e per il suo movimento quale che sia la struttura che si darà nei prossimi mesi. Perciò, continuare ad additare al mondo moderato, come ha fatto a Verona, comunisti immaginari da combattere; rivendicare inesistenti rapporti con la Lega in vista di future alleanze, per farsi smentire dopo pochi secondi da un Calderoli; prefigurare scenari elettorali più o meno imminenti che certo non aiutano il Paese ad avere fiducia nell’imboccare la via che porta fuori dal tunnel, significa votarsi all’impoliticità. Berlusconi forse ne è consapevole, eppure sembra ritenere che giocare sull’ambiguità sia la sola possibilità che ha per restare protagonista.

È probabile che mi sbagli - e lo spero vivamente - ma dalle ultime esternazioni del Cav e da quelle più discrete affidate alla solita cerchia di intimi, emerge l’impressione che non sia affatto convinto dell’avallo dato a Monti e soffra la condizione di subalternità che poi è soltanto una sensazione che di giorno in giorno enfatizza al di là di ogni ragionevole valutazione politica. In realtà il leader del Pdl è verosimilmente centrale nello scenario di questi giorni e lo sarà neI prossimi mesi per il solo fatto che da lui e dal suo partito dipendono la sopravvivenza del governo e le misure che questo adotterà. Berlusconi ha la golden share sull’esecutivo e nello stesso tempo ha la possibilità di orientare attraverso il dialogo con le altre forze parlamentari un percorso che porti alla pacificazione nazionale. Non è poco. Se lui e i suoi collaboratori più stretti se ne convinceranno, il loro movimento in fase di ristrutturazione, come sostiene Alfano, ha ottime probabilità da qui alla primavera del 2013 per rimettersi in carreggiata e competere elettoralmente con la sinistra.

Al contrario, se Berlusconi - consigliato forse da chi vorrebbe l’immediato ritorno alle urne, e con il vigente sistema elettorale, soltanto per garantirsi l’elezione nella certezza della sconfitta del centrodestra - si convincesse che il tentativo Monti dovrebbe avere vita breve, getterebbe il Pdl alle ortiche poiché al suo elettorato niente sta più a cuore in questo momento che il risanamento economico e un minimo di stabilità nella speranza che, nel contempo, le istituzioni europee vengano profondamente ripensate e nasca in tempi relativamente brevi un’Unione politica capace di sostenere una moneta che avrebbe dovuto essere l’approdo dell’integrazione continentale e non il presupposto. Questo errore lo stiamo pagando assai caro. Il centrodestra italiano, che l’europeismo ce l’ha nel suo codice genetico, potrebbe offrire un contributo di riflessioni e di elaborazioni al superamento dell’impasse, interagendo con il governo Monti ed ispirando soluzioni che pure nel suo ambito nel corso degli anni si sono manifestate per limitare i danni originati dalle incongruenze contenute nella patetica Costituzione europea e dalle contraddizioni del Trattato di Lisbona.

Altro che marginalità del centrodestra. Se questa ancor vasta e vitale area politica riuscisse ad affrancarsi dal risentimento e dallo sterile rivendicazionismo (si può perfino convenire che lo "scippo" politico è stato scientificamente perpetrato con la complice ingenuità della stessa maggioranza che sosteneva il governo), tornerebbero non soltanto i consensi, ma anche l’entusiasmo affievolitosi. Se ne convinca Berlusconi prima di cedere definitivamente alle sirene dell’impoliticità.

(tratto da Il Tempo)

  •  
  •  

1 COMMENT

  1. Ma perchè intestardirsi su
    Ma perchè intestardirsi su Berlusconi?Berlusconi ha portato l’Italia a questa situazione.Dovrà rispondere dei suoi errori(tanti) e soprattutto delle omissioni(infinite),cioè delle vuote promesse mai messe in atto.Occorrono persone nuove,che non raccontano favole belle ma che parlano poco ma fanno subito quel poco che promettono.E che si battono per raggiungere gli obbiettivi fissati,senza timore di dispiacere a qualcuno dei cui favori potrebbero aver bisogno un giorno.Berlusconi vuol piacere a tutti,amici e nemici,è un vanitoso.Non gli interessa l’Italia e il bene degli italiani.Ma nessuno dei politici italiani si interessa del bene della nazione e del popolo.Berlusconi è come Casini e Bersani o Vendola.Non gliene frega niente.E’ questo il vero problema.Nessuno se ne accorge?

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here