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Sfruttamento minorile, Pechino difende le Olimpiadi

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A tre giorni dall'inchiesta-shock dell'associazione sindacale PlayFair, che ha denunciato un pesante sfruttamento dei lavoratori e l'impiego di bambini in quattro aziende incaricate di produrre merchandinsing per le Olimpiadi 2008, gli organizzatori di Pechino 2008 cercano una via di fuga dallo scandalo.
L'inchiesta, che ha documentato i presunti abusi e le violazioni attraverso testimonianze e "infiltrazione" di sindacalisti nelle aziende, ha anche denunciato l'atteggiamento assai morbido sia del Cio che del Comitato organizzatore. Insomma: le aziende si difendono e gli organizzatori dei Giochi avviano un'indagine ma l'immagine di Pechino 2008 rischia di subire pesanti danni.

Cheng Feng, responsabile del marketing di Pechino 2008, si incontrerà forse già nelle prossime ore con i responsabili delle quattro aziende finite nel report di PlayFair, Lekit Stationery Company, Ltd, Yue Wing Cheong Light Products (Shenzhen) Co. Ltd, Eagle Leather Products Ltd e Mainland Headwear Holdings Ltd.

 Subito dopo la denuncia dell'associazione, i responsabili dei Giochi cinesi hanno fatto sapere di essere pronti a cancellare i contratti. "Non vogliamo - ha detto il responsabile del marketing - che venga danneggiata l'immagine olimpica. Vogliamo che realizzino i prodotti sulla base dei principi di responsabilità d'impresa, salvaguardia dell'ambiente e controlli di qualità, tutto ciò che ha a che fare con l'mmagine e la reputazione delle Olimpiadi".

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