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Partita a scacchi in Commissione Giustizia al Senato

Sgambetto Pd a Nitto Palma ma Silvio non si arrende

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Nella partita a scacchi delle Commissioni parlamentari, alla Camera sembra reggere l'accordo tra Pdl (5 presidenze), Pd (8 presidenze) e Scelta Civica (1) anche se il caso della mancata elezione alla commissione giustizia del Senato dell'ex guardasigilli Francesco Nitto Palma rischia di arroventare nuovamente la situazione. In Senato 7 presidenze vanno al Pdl 5 al Pdl, un'altra ai centristi. Per due volte, Nitto Palma non raggiunge i voti necessari, 12 preferenze al primo voto, 13 al secondo (ne occorrevano 14, domani vince chi avrà più preferenze).

Il Pd insomma mostra i muscoli con Felice Casson (Pd) che chiede un nome condiviso alla Giustizia:  "Un accordo politico? Evidentemente non c'era", ha spiegato Casson, "Cercavamo un candidato condiviso, ma se tutto il Pd non lo ha votato evidentemente non lo è". Secondo la senatrice Rosaria Capacchione, "Non abbiamo nessuna pregiudiziale sul fatto che sia una personalità del Pdl a presiedere la commissione Giustizia; soltanto ci aspettavamo, dal momento che si tratta di una commissione importante, che il Pdl ci facesse un nome che potesse essere condiviso". E ancora più duro il senatore Pd Mineo: "L'unico modo di tenere il Governo in piedi è sparare. Sparare contro le cose indecenti. Spero che Nitto Palma non sia nominato".

Gli risponde il presidente dei senatori del Pdl Schifani: ''Il Pdl ancora oggi ha dimostrato di essere una forza responsabile. Abbiamo votato i candidati del Pd scelti assieme per le presidenze delle Commissioni. Altrettanto non è successo nel caso del nostro senatore Nitto Palma. Ci attendiamo che domani il Partito democratico abbia lo stesso senso di responsabilità. Nitto Palma rimane il nostro candidato''. Qualche ora prima Schifani aveva commentato: "Il no a Francesco Nitto Palma presidente della commissione Giustizia è un fatto politico, una cosa organizzata, non un caso di franchi tiratori. Ognuno ora dovrebbe assumersi le sue responsabilità". Per Gasparri, il Pd è nel caos, "Bersani e Zanda mettano in riga i propri senatori o li sostituiscano con i principali esponenti del Pd a Palazzo Madama".

Berlusconi ha reagito con durezza: "Il nostro candidato resta Nitto Palma," ha detto il Cav., che rientrando a Roma ha incontrato il vicepremier Alfano e il "plenipotenziario" Denis Verdini. Oggi il Cav. farà il punto con i suoi. Nonostante il Pdl spinga ancora per la nomina dell'ex guardasigilli, Scelta Civica sembra orientata a non dare il suo voto se il Pd non si mostrerà compatto. In ogni caso Berlusconi vuole un nome del Pdl alla Commissione Giustizia, "abbiamo votato persone lontane dal nostro credo come l’ex segretario della Cgil Guglielmo Epifani senza dire nulla e loro fanno storie ad accordo chiuso. Non posso accettare altri veti". Non è ancora tempesta, ma un muro sembra essersi rialzato. Il Cav. ora vuole vedere il Governo all'opera, "si inizi a mettere seriamente mano al programma da realizzare", ha detto.

 

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