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Si insedia la Giunta di Roseto: più giovani e donne per un cambiamento

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Giovani e donne. Sono questi i punti di forza della Giunta, nuova di zecca, varata dal neosindaco di Roseto, Enio Pavone. Oggi assistiamo al suo primo impegno istituzionale in occasione del Consiglio Comunale. Insieme al sindaco i suoi assessori, quasi tutti rigorosamente under quaranta (ha appena 24 anni l’assessore con delega ai Lavori pubblici e all’Ambiente) e una donna si occuperà di Turismo e Cultura.

E’ un risultato, quello del Comune teramano, interessato dalle recenti elezioni amministrative, che è un monito per l’intera classe dirigente regionale del Pdl. Era un voto complicato. Perché da sempre Roseto è stata una roccaforte del Centrosinistra. Tanto più, quindi, l’impresa doveva risultare difficile in quest’ultima tornata elettorale, inevitabilmente condizionata dallo stato di malessere generale che sta vivendo la politica al livello nazionale.

Invece no. Sovvertendo tutti i pronostici, si è imposto il candidato del Centrodestra Enio Pavone. Una sorpresa? Per qualcuno, forse. Ma non per chi da tempi non sospetti chiede ed auspica di cambiare marcia. A Roseto ha vinto il coraggio. “Abbiamo voluto dare l’idea di un cambiamento vero”: sono state le prime parole del neosindaco. E infatti ha vinto chi quel cambiamento ha avuto la coerenza di rappresentarlo.

Volti nuovi; giovani professionisti, alcuni alla prima esperienza politica; una rappresentanza femminile: sono stati gli ingredienti giusti, capaci di ispirare fiducia e speranza. Ma soprattutto capaci di interpretare i desideri e le aspettative dei cittadini, che oggi vanno tutti in una direzione: l’esigenza di essere ascoltati, di partecipare, di sentire nella loro quotidianità i risultati della politica. La base, insomma, vuole tornare ad essere attiva.  Una responsabilità, certo, per chi governa. Ma chi ha saputo rischiare e interpretarla oggi potrà davvero fare qualcosa per sua comunità. Per questo dobbiamo applaudire tutti.

I cittadini sono pazienti e lo hanno dimostrato. Ma presto o tardi c’era da aspettarsi un qualche sano moto di ribellione. Che, se non altro, ha avuto il benefico effetto di suonare la sveglia. E chi quella sveglia l’ha ascoltata ed è balzato giù dal letto, adesso raccoglie i frutti. Basta con i personalismi, con le rendite di posizione, con le promesse elettorali, quelle che sembrano cambiare tutto per poi non cambiare niente. Oggi la politica deve diventare sinonimo di meritocrazia, di efficienza, di trasparenza. E soprattutto è necessario un ricambio generazionale.

La forza del Pdl da sempre è stata la concretezza, il presentarsi come il partito del fare, il partito della gente. Dove è finito quel senso pratico?  Lavoro, sicurezza, ambiente, politiche sociali e fiscali. Di questo i cittadini vogliono sentire parlare, perché questi sono i problemi che ogni giorno si trovano a fronteggiare. Dalla politica si aspettano soluzioni concrete e non teorie e vagheggiamenti. Quelli li lasciamo volentieri a qualcun’altro.

Roseto ha provato a cambiare. E gli elettori hanno apprezzato. Ha voltato pagina e senza timore di scontentare qualcuno ha guardato lungo. Ecco questo dobbiamo fare tutti. La prospettiva che abbiamo davanti non può certo essere quella delle prossime elezioni, ma deve essere quella del futuro del nostro Comune, della nostra Regione, del nostro Paese.

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