Home News Si scopron gli archivi, si levano i morti

La svolta sui documenti segreti

Si scopron gli archivi, si levano i morti

0
324

Sono diverse legislature che parlamentari di tutti gli schieramenti politici, coadiuvati da eminenti storici, chiedono di togliere il segreto di Stato su documenti importantissimi relativi al caso Moro, alla strage di Bologna e al disastro di Ustica, in modo da rendere disponibili alla consultazione carte e atti riservati su alcuni dei misteri dei quali è costellata la nostra storia repubblicana. A questi “grandi temi” si dovrebbe aggiungere la gran mole di materiale che ruota attorno al dossier Mitrokhin, sul quale si è esercitata addirittura una Commissione Parlamentare, le cui acquisizioni sono però in gran parte inaccessibili. Col risultato che tenere oscuro quell’immenso patrimonio archivistico potrebbe finire con l’ostacolare la conoscenza delle liaisons dangereusesfra Italia e URSS durante la guerra fredda invece di agevolarla.

La battaglia ora sembra esser giunta ad una svolta. Alle richieste dei Presidenti di Camera e Senato si è aggiunta in questi giorni anche quella del Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica: non una voce qualunque, dunque. Il Copasir ha chiesto che venga portato a compimento il processo di desecretazione dei documenti in possesso delle Agenzie di informazione per la sicurezza sugli avvenimenti in questione e che questi vengano messi a disposizione dell’autorità giudiziaria. Ciò non solo per portare alla luce verità fino ad ora nascoste su alcune pagine buie della storia nazionale, ma anche per “correggere” le pieghe, talvolta invero assai discutibili, che i processi aperti in merito avevano preso sino ad oggi.

Il comunicato del Copasir è d’incredibile importanza per quanto lascia trapelare, anche se resta lecito chiedersi se e cosa abbia fatto l’autorità giudiziaria, senz’altro dotata di ben altra possibilità di accesso a materiale classificato, per acquisire elementi che le anticipazioni di stampa susseguitesi negli anni hanno rivelato essere più che clamorosi. Di certo invece gli altri – storici, giornalisti, politici (ad eccezione dei membri delle commissioni d’inchiesta) – a non avere avuto fin qui modo di confermare o confutare decisioni giudiziarie che dalle fonti a disposizione appaiono, in alcuni casi, quanto meno sospettabili d’infondatezza.

In ogni caso, è evidente che dopo questa presa di posizione del Copasir c’è un motivo in meno per trincerarsi dietro segreti che anche l’inesorabile trascorrere del tempo contribuisce a rendere sempre più ingiustificabili. La credibilità delle istituzioni di un Paese passa inevitabilmente anche per la ricostruzione della propria storia. La possibilità di ricucire pagine strappate, di ristabilire la verità dei fatti sono presupposti non negoziabili perché una nazione possa sentirsi unita. E anche per poter imparare dagli errori per poi agire di conseguenza. Oggi tutto questo è ancor più attuale.

  •  
  •  

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here