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Si scrive Veltroni, si legge Prodi

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Ha ragione Giuliano Cazzola, che da queste colonne ammonisce a smascherare l’imbroglio di Veltroni, uno che “parla, propone e dispone come se, dal 2006 ad oggi, fosse rimasto seduto sui banchi dell’opposizione.

Un vero camaleonte, il sindaco di Roma, pronto a buttarsi sulla preda (l’elettore ingenuo) cambiando colore della pelle a seconda delle opportunità.

Ormai la “Veltroneide” (intesa come arte del negazionismo politico senza pudore) è ricca di argomenti, che si fondano tutti sul presupposto (fasullo) della “diversità” del programma veltroniano rispetto all’azione di governo di cui il partito democratico (quello guidato da Veltroni) è stato ed è l’azionista di maggioranza.

Chiunque (con un po’ di sale in zucca ed un minimo di memoria per la cronaca politica degli ultimi due mesi) legga i 12 punti del programma presentato da Veltroni si trova nella irritante condizione di pensare: ma Walter ci è o ci fa? Dice tutto il contrario di quanto ha fatto il governo Prodi, ma chi ha governato con lui? La fata Turchina? Di che partito sono i ministri che ci hanno (s)governato se non del PD? E Visco cos’è, un infiltrato di Forza Italia?

Veltroni pensa di cancellare questa invincibile evidenza reale ricorrendo ad un trucco: il “ma-anchismo”, una nuova (pessima) categoria della politica che si sublima  nell’eterno dilemma tra apparenza e realtà, tra vero e falso, in un gioco di prestigio che nasconde l’inganno: rosso “ma anche” nero, liberista “ma anche” un po’ statalista, contro la legge elettorale votata dal centrodestra “ma anche” così a favore della stessa da averla utilizzata (pari pari) per le primarie del PD.

E’ questa la vera essenza del “veltronismo” e della “veltronomics”, quell’ardito essere in costante equilibrio precario tra una decisione e l’altra, tra una certezza ed il suo contrario, allo scopo di accontentare tutti e non scontentare nessuno, una serie di inebrianti giri di walzer a cui il segretario del PD è costretto dall’imbarazzo di dover far dimenticare ai suoi elettori i disastri provocati in 24 mesi dal governo guidato dal presidente del suo stesso partito.

La stessa insostenibile leggerezza che si permette un campione della simpatia come il ministro D’Alema, che usa i soliti toni sprezzanti per l’odiato Berlusconi (“è così vecchio che sembra un reperto archeologico, non può governare”) ma manda alla Presidenza della Repubblica un collega di partito che ha 15 anni più del Cavaliere. E’ la stessa spregevole ipocrisia che strumentalizza le morti sul lavoro della Thyssen per mettere in lista l’operaio sopravvissuto, incolpevole specchietto per le allodole elettorali.

E il bello è che questi signori parlano di etica della politica!

Allora perché meravigliarsi se il Walter-mister Hide (quello che è in politica da 35 anni, che ha governato con Prodi nel ’96, che ha condiviso tutte le scelte dell’attuale governo Prodi) si trasforma in un vergine Veltroni-dottor Jeckyll e pretende di convincerci che (al contrario di quanto ha fatto il governo Prodi) ridurrà le tasse, che (al contrario di quanto ha fatto il governo Prodi) aumenterà la sicurezza nelle città, che (al contrario di quanto ha fatto il governo Prodi) non farà altri indulti e affermerà la certezza della pena, che (al contrario di quanto ha fatto il governo Prodi) risolverà il problema dei rifiuti di Napoli, farà la TAV, renderà gli italiani felici eccetera eccetera eccetera?

Berlusconi dice: Veltroni copia il nostro programma. Apparentemente è così, tutte le idee più forti sono prese dal programma della CdL del 2006. Ma la differenza profonda e incolmabile tra la proposta politica di Veltroni e quella di Berlusconi sta nella coerenza delle cose che si dicono e nella credibilità di chi le dice: Berlusconi quelle politiche liberiste le ha realizzate quando è stato al governo, Veltroni le ha sempre contrastate con forza, in Parlamento e nelle piazze.

Ecco dunque svelato il Veltroni più autentico, quello più spudorato e cinico, quello che sta con Prodi “ma anche” contro le sue politiche economiche; quello che sostiene l’indulto “ma anche” la certezza della pena; quello che aumenta il costo del lavoro per i giovani precari “ma anche” propone di aumentarne gli stipendi per legge (come avviene ormai solo a Cuba).

Si scrive Veltroni ma si legge Prodi: questa è la morale.

Questo modo di fare politica è tutto tranne che nuovo, anzi, sa di vecchio, di ammuffito, di prima repubblica. Non convince e non può convincere. O almeno non dovrebbe: il dubbio è che molti cittadini elettori abbiano ormai perso il gusto e l’olfatto, che basti un po’ di spezie (e di televisione) e il gioco è fatto, il senso di vecchio è coperto e l’elettore è fregato.

Confidiamo nel fatto che gli italiani non si faranno fregare, confidiamo nell’impegno di Berlusconi e nella chiarezza e coerenza delle sue proposte, confidiamo negli strumenti di informazione (come L’Occidentale) che hanno ancora la dignità di non piegarsi al conformismo culturale di una sinistra intollerante e truffaldina.

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4 COMMENTS

  1. Veltroni è la quintessenza
    Veltroni è la quintessenza dell’immoralità politica.D’Alema,il peggior ministro degli esteri,con la sua faccia da ragazzo invecchiato,potrebbe stare in un museo delle cere,altro che la vecchiaia di Berlusconi!Eppure,nonostante tutto,chissà quanti “coglioni” abboccheranno.Bisognerebbe fare un manifesto con Prodi,TPS,Visco,Bassolino e l’affermazione di Prodi:”torneremo a governare”.Un film di Romero.

  2. Veltroni è la quintessenza
    Veltroni è la quintessenza dell’immoralità politica.D’Alema,il peggior ministro degli esteri,con la sua faccia da ragazzo invecchiato,potrebbe stare in un museo delle cere,altro che la vecchiaia di Berlusconi!Eppure,nonostante tutto,chissà quanti “coglioni” abboccheranno.Bisognerebbe fare un manifesto con Prodi,TPS,Visco,Bassolino e l’affermazione di Prodi:”torneremo a governare”.Un film di Romero.

  3. IL MIMETISMO
    aro Direttore spero voglia pubblicarmi almeno questa volta.Grazie.Che Veltroni significhi Prodi, lo sanno tutti gli elettori del PdL,invece,gli elettori simpatizzanti del PdL, sono infatti “simpatizzanti” che si muovono sull’onda emozionale e questo, “Formaggino” lo sa benissimo tanto che, l’immagine da lui scelta e trasmessa risulta amabile,amichevole e dannatamente simpatica perché sempre sorridente, da buon “figliolo” anche quando ,e questo lo dice il “secondino nazionale” non di certo lui,ci toglierà almeno 4 tasti del telecomando.Questo popolo pericolosamente instabile va sorretto e diretto contrastando “amabilmente” con interlocutori capaci di trasmettere sicurezza(non certo Brambilla ripetitiva e un pochino isterica a causa della ironica sicurezza ostentata da Finocchiaro).Ci vuole gente psicologicamente forte e preparata per confutazioni precise,sintetiche e sopratutto ad effetto.Non va dimenticato anche il fenomeno dell’astensionismo di protesta che a mio parere nasce dalla confusione e dalla diffidenza creata ad arte.Questi sono i nemici da battere nel confronto elettorale.

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