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l'Occidentale Puglia

Siamo davvero sicuri che Vendola sia un leader in ascesa?

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Soltanto un’analisi affrettata degli ultimi sviluppi della politica italiana e pugliese può rappresentare Vendola come un personaggio realmente in ascesa. La verità invece è che, toccato l’apice, la parabola del fenomeno ha già, sia pur ancora impercettibilmente, iniziato la sua fase discendente.

I problemi più gravi vengono dalla Puglia, laddove una serie ininterrotta di debacles sta iniziando a compromettere l’immagine del Governatore, partendo proprio da dove la sua straordinaria ascesa era cominciata.  

Dalla liquidazione alla chetichella del welfare pugliese attraverso una lunga serie di tagli che, se li avesse fatti Berlusconi, avrebbero scatenato tutte le piazze d’Italia, alla liquidazione in atto della Sanità con chiusure di Ospedali, soppressione di posti letto, introduzione ed inasprimento dei tickets; come se non bastasse, si aggiungono alla lista i dati infausti sull’occupazione e sul Pil, tra i più negativi d’Italia, insieme alle stangate fiscali, alle accise sui carburanti e all'ultimo incremento dell’Irpef, oltretutto tramite decreto; senza dimenticare il “bubbone” dei Consorzi di Bonifica e la denuncia, sempre più forte e bipartisan, dei metodi clientelari di governo, fino alle bocciature in serie da parte della Corte Costituzionale delle leggi pre-elettorali su “stabilizzazioni” ed internalizzazioni.

Insomma, un intero castello di illusioni si sta rapidamente disfacendo, intaccando sempre più nell’immaginario collettivo pugliese l’icona del poeta gentile, campione dei deboli e degli oppressi.

Di qui l’avvio della liquefazione della “gioiosa armata da guerra” che soltanto un anno fa conquistava primarie ed elezioni regionali, queste ultime in verità più per colpa degli avversari che per propri meriti. Una liquefazione manifestatasi in spaccature in serie alle amministrative e in crescenti mal di pancia in Consiglio Regionale, mentre il paragone con la meteora di Bassolino comincia a far capolino anche a sinistra.

Certo è che dagli altari alla polvere il passo potrebbe essere molto breve per un Governatore la cui Regione precipitasse, come sta iniziando a precipitare, per gli effetti di un malgoverno sempre più innegabile e sotto gli occhi di tutti. Né vanno molto meglio per Vendola le cose a livello nazionale, laddove sono spuntate, a Milano e a Napoli, nel firmamento di cui era l’unico sole, altre due stelle di crescente grandezza, che non hanno alcuna ragione per farsi oscurare dal compagno pugliese, al punto da averglielo fatto capire, come è stato ad esempio nel caso della presa di distanze secca di Pisapia rispetto ad un comizio di Vendola.

La combinazione del declino dell’immagine del bravo Governatore e dell’emergere di possenti concorrenze all'interno della sua stessa area di riferimento può rappresentare una miscela devastante per le ambizioni vendoliane. Tant’è che perfino Bersani se n’è accorto, punzecchiandolo e mettendone così a nudo un celato nervosismo. Perché il personaggio vede lontano e sa benissimo a cosa sta andando incontro.

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