Siamo tutti clochard!
14 Ottobre 2008
Un familiare non è più meritevole di essere a carico laddove superi la soglia di 2.840,51 Euro all’anno. Facendo due calcoli, quindi, se uno guadagna 238 Euro al mese è ricco, o quanto meno economicamente autosufficiente. E non ha dunque bisogno di essere mantenuto.
O il Fisco è troppo ottimista o è troppo taccagno. Tali importi del resto sono rimasti in realtà fermi alla lira, dato che non vengono aggiornati dal lontano 1994, quando guadagnare cinque milioni e mezzo era già tutta un’altra cosa (anche se certo non si poteva dire di sguazzare nell’oro).
Tutti i valori riconosciuti in sede fiscale sono comunque adeguati a questa visione ottimistica della vita.
Pranzare fuori casa dovrebbe costare fino ad un massimo di euro 5,29. Oltre tale importo infatti l’eccedenza è considerata reddito, sul quale il lavoratore dovrà pagare le tasse e il datore dovrà calcolare le imposte e i contributi.
Nel 1998 del resto (anno dal quale l’importo non è più stato adeguato) era probabilmente sufficiente mangiare con 10.240 lire.
Oggi, da quanto risulta dai dati del settore statistico del Comune, in una città come Milano un pasto in Pizzeria costa in media 9,26 Euro, quasi il doppio di quanto “concesso” dal Fisco.
Ma non è finita. Mangiare e dormire fuori casa, durante una trasferta di lavoro, secondo il legislatore fiscale, costa 46,48 Euro (in pratica le vecchie 90.000 lire).
E poi dicono che il fenomeno dei clochard aumenta. Se però va all’estero il contribuente/clochard si può permettere fino a 77,47 Euro (forse però all’ostello ce la fa).
A fronte di tali anacronismi, tuttavia, il legislatore concede una serie infinita di sconti (le cosiddette nicchie fiscali).
Certo anche in questo caso la manica non è larga: per le detrazioni per l’abbonamento ai mezzi pubblici il risparmio massimo può essere per esempio di 47,50 Euro. Ma se si pensa a quanto è previsto per l’indennità di trasferta, vuol dire che lo Stato ti offre un pranzo, una cena ed anche un pernottamento gratis! E poi dicono che il Fisco è avaro.
