Home News Sic transit gloria Obama: che m’importa dell’emergenza umanitaria

Scaricare la patata bollente sul successore

Sic transit gloria Obama: che m’importa dell’emergenza umanitaria

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Cinquemila persone si sono ammassate nelle ultime ore al confine tra Grecia e Macedonia, cinquanta alla volta, ogni ora, passano la frontiera. Scappano dalla Siria, dal Medio Oriente in fiamme, ma anche dal lontano Afghanistan. Cresce il numero dei minori non accompagnati che arrivano in Europa, soli, migliaia di ragazzini, chissà quanti sono quelli che spariscono nel nulla, magari inghiottiti nelle reti del crimine transnazionale, costretti a prostituirsi o a spacciare.

 

35mila persone sono arrivate nei pressi del confine turco, accampandosi ai valichi in attesa del loro turno, inseguiti dai miliziani dello Stato islamico e per sfuggire all’offensiva dell’esercito di Assad, che avanza su Aleppo coperto dai raid russi. Centinaia di migliaia di persone sono ancora prigioniere in Siria, molti continueranno a scappare, l’unico modo per salvarsi la vita. Altre centinaia di migliaia fino ad oggi sono le vittime della guerra civile.

 

Il mondo si trova davanti a un enorme problema umanitario, che non finirà domattina e che ha effetti destabilizzanti sulla nostra Europa: l’estremismo islamico, sentendosi legittimato dalla persistenza di Isis – quattro smandrappati che potrebbero essere spianati da una brigata di Marines – rialza la testa nelle capitali europee, vedi Colonia. Rispuntano – e anche questo dovrebbe preoccuparci – simboli e slogan di una destra estrema, neonazi, che “pattuglia” le città del Nord Europa, manifesta dalla Germania all’Olanda, in Paesi dove la memoria conta ancora qualcosa.

 

Ma chi è che manca all’appello in questo scenario lugubre, mentre notisti ed esperti sanno solo prendersela con Putin? Chi è che non ha mosso un dito quando si poteva, per tenere sotto ricatto Assad e costringerlo a sedersi al tavolo delle trattative stringendo un accordo - garante il Cremlino? Chi è che non ha messo gli scarponi sul terreno per sradicare lo Stato Islamico?

 

E’ Obama, il democraticissimo Obama, il presidente della mano tesa ai lupi e agli assassini, il principale responsabile di quanto sta accadendo. E’ lui, il comandante in capo che si è totalmente disinteressato della politica estera (forse perché a differenza del suo predecessore non ha vissuto un evento traumatico come l’11 Settembre) ad aver scaricato l’emergenza umanitaria sugli altri, in primis gli alleati europei.

 

Perché ormai è chiara la strategia di Obambi, il premio nobel per la pace (sic). Non fare nulla, lasciare le cose in sospeso, scaricare la patata bollente sul suo  successore, si chiami Hillary o Donald, fatti loro, l’importante è che io, Obama, il buon Obama, lasci ai posteri un curriculum senza macchia ma con molte paure.  E chi se ne importa se a pagare sono i profughi, l’Europa, il mondo intero.

 

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