Sicurezza, cancellata dal ddl la norma sui “presidi-spia”
05 Maggio 2009
di Redazione
Dietrofront sulla sicurezza. Dopo le critiche del presidente della Camera Fini sui cosiddetti “presidi spia”, la maggioranza cancella la norma dal disegno di legge da oggi all’esame della Camera. In sostanza, verrà modificata con un emendamento nel quale viene specificato che per iscrivere il figlio di un immigrato alla scuola dell’obbligo non sarà indispensabile il permesso di soggiorno.
E’ il risultato del vertice Pdl-Lega che ha preceduto la seduta d’Aula, chiesto dal ministro Maroni dopo l’incidente delle scorse settimane su ronde e Cie (poi trasferiti dal decreto legge al ddl). Resta per il momento incerto il ricorso al voto di fiducia, è probabile che il governo si riservi di giocare questa carta se la situazione lo dovesse richiedere anche se, si fa sapere in ambienti della maggioranza, la decisione finale spetterà al premier Berlusconi.
La seduta è stata chiusa subito dopo il voto sulle pregiudiziali di costituzionalità presentate dal Pd e Idv, respinte dalla maggioranza. Lo ha deciso il presidente della Camera dopo la richiesta di una sospensione della seduta avanzata dal presidente della Commissione Affari Costituzionali Donato Bruno per dar modo al comitato dei 18 di esprimere il proprio parere su tutti gli emendamenti presentati. Bruno aveva chiesto che l’Aula continuasse a lavorare sugli altri punti all’ordine del giorno: il Pd e l’Idv, favorevoli alla sospensione, si sono detti contrari all’inversione dei lavori d’Aula. Fini ha deciso di chiudere la seduta “perchè non è dato sapere quanto tempo sarà necessario al comitato dei 18 per esaminare tutti gli emendamenti”. Quindi ha convocato l’Aula per domani, giorno in cui si comincerà a votare sui singoli articoli del ddl.
Uscendo dal vertice Pdl-Lega, Maroni si è detto “rassicurato dai colleghi della maggioranza” e “pienamente soddisfatto del chiarimento che c’è stato: c’è una piena condivisione del testo e nella maggioranza c’è unità totale.
