Sicurezza, Genova: centri sociali contro gli alpini. Prato: benvenuti militari

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Sicurezza, Genova: centri sociali contro gli alpini. Prato: benvenuti militari

10 Agosto 2009

Dopo il corteo di sabato a Genova, una trentina di esponenti dei centri sociali sono tornati a contestare la presenza dei militari nel capoluogo ligure impegnati nei pattugliamenti interforze per garantire la sicurezza in citta’.

I manifestanti hanno organizzato un presidio davanti al commissariato Centro, dove hanno esibito uno striscione con la scritta ”Nessun Cie, nessuna frontiera, nessun essere è illegale". Intanto il senatore del Pdl Giorgio Bornacin ed il consigliere regionale Gianni Plinio, in una lettera al sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano hanno segnalato le contestazioni dei centri sociali e sollecitato l’istituzione di un Cie in Liguria giudicato indispensabile dopo l’introduzione del reato di clandestinità, stigmatizzando duramente la contestazione dei centri sociali nei confronti degli alpini.

Da Genova a Prato dove il Pdl dà il benvenuto ai militari. Secondo i dati del Viminale nelle città dove sono stati impiegati i militari "i reati sono calati dell’8 per cento". Il coordinatore del Pdl pratese e parlamentare Riccardo Mazzoni osserva che l’iniziativa assunta dal governo "è condivisa dalla stragrande maggioranza dei cittadini. Non è in atto una militarizzazione di Prato, come sostiene la sinistra. E’ però sotto gli occhi di tutti che in alcune zone della citta’ si vive da tempo in condizioni di allarme per il proliferare di episodi di delinquenza. E’ una garanzia per tutti, quindi, l’azione di supporto dei militari alle forze dell’ordine, ma che sono insufficienti numericamente a contrastare alcuni episodi di criminalità".