Sicurezza. Sindacati Polizia manifestano contro i tagli

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Sicurezza. Sindacati Polizia manifestano contro i tagli

30 Marzo 2009

Circa 300 rappresentanti dei sindacati di polizia hanno preso parte alla manifestazione che si è svolta davanti al Viminale contro i tagli alla sicurezza. Erano presenti appartenenti al Siulp, Siap-Anfp, Silp-Cgil, Consap, Ugl, Coisp e Uilps. Le organizzazioni sindacali hanno spiegato come le leggi finanziarie: "continuano a tagliare i fondi alla sicurezza, causando, di fatto, un grave deficit nell’organico delle forze dell’ordine e gravi difficoltà gestionali delle risorse e dei mezzi di lavoro: se si va avanti così, si rischia il fallimento dell’ azienda di sicurezza".

Si tagliano, aggiungono, "1.031 milioni di euro per la sicurezza e poi si stanziano 100 milioni per le forze di polizia. A conti fatti hanno tolto 931 milioni di euro alla sicurezza, negano il taglio e parlano addirittura di potenziamento". I sindacati rendono noto un deficit di settemila unità nell’organico della polizia: ogni anno 1.500 agenti vanno in pensione e solo una parte vengono rimpiazzati. "Chiediamo – concludono – che il governo cambi subito rotta, che abbandoni la politica dell’immagine e punti invece sulla sostanza: dopo l’Esercito impiegato in funzioni di polizia, dopo i volontari della sicurezza, facciamo volentieri a meno del prossimo capitolo. Chiediamo che il ministro Maroni e il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, accolgano come critica costruttiva questa nostra protesta".

Dalla protesta ha preso le distanze il Sap (Sindacato Autonomo di Polizia), attraverso il segretario generale Nicola Tanzi: "Pur rispettando la scelta di chi oggi protesta in piazza davanti al Viminale, non possiamo condividere il senso di una iniziativa alla quale partecipano in pompa magna i segretari generali confederali di Cgil, Cisl e Uil, col rischio di strumentalizzare una manifestazione di dissenso che dovrebbe basarsi sui contenuti e non certo sul pregiudizio ideologico".  "Il Sap – prosegue Tanzi – è sceso in piazza negli ultimi anni contro governi di centrodestra e centrosinistra. Per noi Berlusconi o Prodi non fa differenza. Non ci pare invece di ricordare Cgil, Cisl e Uil così impegnate a difendere le Forze dell’Ordine negli anni passati". Tanzi precisa inoltre l’entità delle richieste, necessarie per garantire un buon servizio: "400 milioni di euro da stanziare immediatamente per il comparto Sicurezza e Difesa: 200 milioni per la logistica, per le strutture e i mezzi. Altri 200 milioni per la specificità, in vista del rinnovo del contratto 2008-2009".

Alla manifestazione è intervenuto anche il segretario del Pd, Dario Franceschini, che si è schierato a fianco dei manifestanti: "Ci sarà una ragione se tutti i sindacati di polizia esprimono una protesta civile e ferma. Il governo – ha proseguito – ha fatto tagli per 3,5 miliardi al settore e poi con un’operazione demagogica e d’immagine ha raccontato che il problema viene risolto con le ronde di privati cittadini". "La nostra proposta" – ha ricordato il segretario del Pd – "è quella di accorpare elezioni e referendum in un’unica tornata il 7 giugno ed usare i 500 milioni di euro così risparmiati per assumere poliziotti e carabinieri e riparare le volanti". Insiste ancora:"Mi è stato raccontato che ai poliziotti che dovranno operare al G8 è stato chiesto di anticipare di tasca propria le spese, mi è stato anche detto – ha proseguito Franceschini – che in molte città sono in trasferta permanente agenti di polizia per occuparsi della tutela dei soldati impiegati nei presidi fissi e per evitare che dalle ronde nascano problemi per la sicurezza».

A rispondere a distanza ai sindacati di Polizia è il Ministro della difesa, Ignazio La Russa, a margine della cerimonia degli 86 anni dell’Aeronautica militare, dichiarandosi soddisfatto del bilancio dell’operazione Strade sicure che prevede l’impiego delle pattuglie miste militari-forze dell’ordine e, se ci saranno le risorse necessarie, ne auspica l’allargamento a tutti i capoluoghi: "L’esperimento ha funzionato così bene – ha detto La Russa – che i detrattori ora stanno zitti, mentre quelli che erano soddisfatti non hanno bisogno di vantarsene perchè è sotto gli occhi di tutti l’utilità di un controllo del territorio effettuato attraverso un sistema di pattugliamento, anche serale, al quale le forze armate danno il loro contributo" quindi: "È mia intenzione  riproporlo alla scadenza: anzi, se vi saranno le risorse e la possibilità, di allargarlo progressivamente ai quartieri di tutte le città capoluogo d’Italia".

Di tutt’altro avviso rispetto al lader del Pd anche il Ministro dell’Interno, Roberto Maroni, che durante un convegno sull’immigrazione alla Cattolica di Milano, ha detto: "Franceschini è come un pescatore che quando pesca un pesce quando poi lo descrive agli amici lo fa diventare sempre più grosso" proseguendo "Di tutto ci si può accusare ,ma non di aver tagliato i fondi per la sicurezza", il ministro ha quindi preso dalla sua cartella un documento fornito dalla Polizia e non prodotto dal Viminale in cui si spiega come, nel 2006 i fondi arrivassero a 6,9 miliardi di euro, scesi poi a 6,7 nel 2007 e nel 2008, per poi toccare quota 7,4 miliardi nel 2009. Riferendosi poi alle cifre fatte dal segretario del Pd sulla a causa del mancato accorpamento del referendum sulla legge elettorale e le elezioni amministrative ed europee: "Franceschini – ha detto Maroni – parte da un dato falso e cioè parla di 450 milioni di euro e ora li fa arrivare a 500 milioni. In realtà il risparmio del mancato accorpamento sarebbe di 163 milioni. Non sono da buttare ma c’è una bella differenza". Infine "L’unica data utile per il referendum elettorale è quella del 14 giugno".

Si aggiunge a Maroni il presidente vicario del Pdl, Italo Bocchino: "Franceschini vuol fare opposizione dicendosi contrario a misure che maggioranza e governo non hanno mai varato, sono infatti inesistenti sia i tagli alle forze dell’ordine, alle quali abbiamo stanziato ulteriori risorse, sia le ronde, che non sono in nessun provvedimento, trattandosi semplicemente di associazioni di ex appartenenti alle forze dell’ordine al fine – conclude – di svolgere funzioni ausiliarie per la sicurezza".

Di fronte ai "mi hanno raccontato" di Franceschini si contrappongono quindi i dati forniti dalla polizia, certificati e sicuri. Difficile credere che le voci di corridoio abbiano un peso maggiore.