Sindacati e Confindustria, a braccetto sulla rappresentanza

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Sindacati e Confindustria, a braccetto sulla rappresentanza

31 Maggio 2013

Che "giornata storica". Confindustria e Sindacati a braccetto si mettono d’accordo sulla rappresentaza, validità ed esigibilità dei contratti, tutelando come sempre i soliti noti. Stop agli accordi separati, d’ora in poi si marcia felicemente uniti, d’amore e d’accordo. Il confronto, neanche a dirlo, è "serrato", ma alla fine il presidente Squinzi e i capi della Triplice (Camusso, Bonanni, Angeletti), trovano un’intesa, perché da noi un’intesa, alla fine, si trova sempre.

Niente da dire sui contenuti: "pesare" le rappresentanze sindacali, certificare gli iscritti (altro lavoro per Cnel e Inps), rafforzare i grandi e spingere all’angolo i piccoli saranno senza dubbio questioni di grande importanza. Tutto molto interessante, insomma, se non fosse che una bella fetta del Paese guarda alla "giornata storica" e a queste conquiste del lavoro come se si parlasse arabo. Dai provvedimenti in discussione infatti non viene minimamente toccata una parte dell’Italia che domattina dovrà rialzarsi per affrontare la battaglia quotidiana del lavoro e della sopravvivenza, senza tessere di associazioni o dei sindacati in tasca.

Così, il coretto odierno non convince fino in fondo.  Dire che il patto siglato oggi "innova dopo decenni le relazioni industriali", se uno pensa a cos’è e come funziona il mercato del lavoro odierno, strappa davvero un sorriso. Il premier Letta ha commentato: "Una bella notizia, è il momento di unire e non di dividere". E va bene. Cinguetta anche la CGIL, "accordo mette fine a una stagione di divisioni". Contenti tutti. Se non fosse che da questo unanimismo resta sempre tagliato fuori qualcuno. Che in Italia, ben presto, sarà la maggioranza.