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Sir Salman Rushdie e le nuove minacce islamiste

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Dopo la decisione del governo britannico di assegnare il titolo “Sir” allo scrittore Salman Rushdie sono emerse nuove minacce contro l’autore de “I Versi Satanici”. In questo romanzo, pubblicato nel 1988, Rushdie aveva raccontato che il profeta Maometto avrebbe ricevuto il Corano dal diavolo invece che da Allah. Il primo ad andare su tutte le furie è stato il regime iraniano che ha considerato la nomina come prova di “Islamofobia” da parte degli inglesi. Ma la minaccia più incisiva è stata quella del ministro pakistano per gli affari religiosi secondo cui sarebbe “giusto” fare attentati suicidi finché il governo del Regno Unito non ritirerà la sua decisione. Alcune ore dopo, il ministro ha ritirato la minaccia, ma è chiaro che la tensione rimane alta. Anche il Consiglio Musulmano Britannico ha duramente attaccato il governo di Blair. Ma come vede la vicenda il pubblico inglese? Qual è stata la risposta da parte della stampa a Londra?

La reazione più positiva è stata quella del quotidiano The Times che ha definito la decisione del governo “audace e corretta”, onorando non solo il successo letterario di Rushdie ma anche il principio della libertà d’espressione. Un giornalista del Times ha perfino avviato una raccolta di firme per ringraziare il governo (il fascicolo sarà poi spedito direttamente  a Downing Street No. 10, dove abita il Primo ministro). E in questo senso si è anche espresso Ian McEwan, autore contemporaneo  di altissimo rilievo che ha definito l’onorificenza di Rushdie “un messaggio chiaro a tutti quelli che bruciano le bandiere e i loro apologeti”.

E’ invece la dimensione politica della decisione che irrita il giornale di centro-sinistra The Independent, preoccupato per il vero motivo della nomina. Il quotidiano ipotizza che in realtà Rushdie abbia ricevuto il titolo per la sua attività di difesa delle guerre in Afghanistan e Iraq, in un momento di forte impopolarità del governo di Blair, che con questa mossa avrebbe quindi considerato opportuno premiare un celebre sostenitore della guerra. Su questo punto però l’Independent potrebbe sbagliarsi. A quanto pare, Blair non aveva niente a che fare con la decisione: sarebbero stati, invece, i collaboratori di livello più basso nel gabinetto a suggerire la nomina alla regina. C’è da dire anche che l’Independent mette in risalto un punto molto interessante: critica il fatto che Rushdie non abbia ricevuto il titolo prima. Se l’avesse ricevuto già nel 1989, si legge nelle colonne, quando il regime iraniano dell’Ayatollah Khomeini ha rilasciato una fatwa di morte contro Rushdie, sarebbe stato un segno di vero coraggio e una difesa dimostrativa del pensiero libero.

Il giornale popolare di destra, Daily Mail invece, vede la nomina solamente in modo negativo. Non ritiene che sia una vittoria della libertà d’espressione. Ricorda invece come Rushdie stesso non ha apprezzato la decisione dello stato britannico di proteggere la sua vita per oltre nove anni contro la fatwa (il regime di Teheran ha ritirato la fatwa nel 1998). Il giornale stima che i costi delle misure di sicurezza per proteggere Rushdie si assestano a circa 10 milioni di sterline. Il Daily Mail sottolinea che Rushdie, nel frattempo si è scagliato contro il popolo inglese e l’ha chiamato razzista. Secondo il quotidiano, considerato che l’autore di origine indiano ora vive a New York, non meriterebbe di chiamarsi “Sir” per il semplice fatto che non si identifica con il paese che l’ha protetto e adesso lo premia. Il Daily Mail ipotizza che la nomina è il risultato del desiderio degli esponenti del New Labour di riavvicinarsi al mondo dei letterati e degli intellettuali liberali.

 

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