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Siria: 31 morti tra Aleppo e Damasco, a rischio “Ginevra 2”

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In Siria continua l'escalation di violenza nelle zone di Damasco e Aleppo. L'aviazione siriana continuato a martellare con i suoi raid nei sobborghi della capitale sotto il controllo dei ribelli e ad Aleppo, la seconda città del paese, centro della nuova offensiva condotta dall'esercito siriano contro al Nusra e lo Stato islamico. Nelle ultime 24 ore sarebbero almeno 31 i morti. Anas al Abda del Consiglio nazionale siriano, in esilio in Turchia, ha criticato la "ignavia" della comunità internazionale davanti al "massacro" dei civili. Secondo fonti siriane, quella su Aleppo è la pià intensa campagna militare condotta dall'inizio delle tregua appoggiata da Russia e Stati Uniti ed entrata in vigore il 27 febbraio scorso.

Sarebbero 12 le vittime ad Aleppo, in un quartiere residenziale e un mercato colpiti dai raid. 18 persone erano morte la scorsa settimana in altri attacchi aerei condotti dall'aviazione siriana. Le forze governative avrebbero ormai circondato le forze dell'opposizione, guidate da Jaish al Islam e Ahrar al Sham, fra cui militano diversi miliziani del Fronte al Nusra. Secondo i ribelli, i raid ordinati da Assad sono una palese violazione della tregua e mettono a rischio i colloqui di Ginevra. Nei giorni scorsi l'inviato speciale delle Nazioni Unite, de Mistura, ha lanciato un nuovo appello alle parti per fermare violenza. 

"La fragilità del cessate il fuoco in Siria", ha detto De Mistura, mette i colloqui di Ginevra "di fronte ad un serio pericolo, senza un intervento urgente". "La tregua è ancora in vigore, ma è in grande difficoltà, se non agiamo rapidamente". Il premier siriano Wael al Halqi ha fatto sapere che il governo sta rispondendo agli attacchi condotti dal Fronte al Nusra che non rientra nella tregua appoggiata da Stati Uniti e Russia, "attacchi terroristici" nell'area di Aleppo che hanno ucciso sei persone e fatto almeno 25 feriti.

Secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani, organizzazione con sede a Londra vicina all'opposizione, i bombardamenti governativi contro le roccaforti ribelli di Douma e Ghouta orientale nella provincia di Damasco, hanno ucciso 13 persone, tra cui tre donne e due bambini. In risposta agli attacchi dell'esercito i ribelli hanno bombardato i quartieri della capitale Damasco, colpendo anche l'area che ospita l'ambasciata russa, mentre in un altro bombardamento ribelle nella periferia di Damasco sarebbe rimasto ucciso un bambino, secondo quanto riporta l'agenzia di stampa "Sana".

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