Siria, accordo su cessate il fuoco. Russia e Usa divisi sui tempi

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Siria, accordo su cessate il fuoco. Russia e Usa divisi sui tempi

12 Febbraio 2016

Di poche ore fa la notizia della bozza per un eventuale accordo che porti a un cessate il fuoco in Siria, raggiunta al vertice che si è svolto a Monaco di Baviera. Al primo posto, una "missione per combattere i trafficanti di esseri umani". 

 

La richiesta emersa dal vertice è quella di uno stop immediato delle ostilità in Siria e all’accesso degli aiuti umanitari in alcune zone del Paese. Sullo sfondo restano le divisioni tra Usa e Russia, con la proposta russa di continuare le operazioni militari sino al cessate il fuoco, e gli Stati Uniti che chiedono di fermare immediatamente i belligeranti.

 

Washington, con gli alleati occidentali e il fronte arabo sunnita guidato da Riad, teme infatti che nelle prossime due settimane la nuova superiorità di Damasco riduca in briciole le formazioni dell’insorgenza anti-Assad non legata all’Isis. Il continuo peggioramento delle violenze, e la conseguente fuga massiccia di profughi causata dalla paura dello Stato islamico e dai bombardamenti russi spingono quindi la comunità internazionale e i Paesi coinvolti a reagire con misure eccezionali. 

 

“A mali estremi, estremi rimedi” è dunque il principio che ha spinto ieri la Nato ad inviare in tutta fretta una squadra navale (tra 3 e 5 unità) nell’Egeo sotto comando tedesco. La richiesta era arrivata lunedì scorso da Turchia, Grecia e Germania durante la riunione a Bruxelles dei ministri della Difesa dei Paesi alleati. Le navi sono già in partenza, le prime a muoversi sono quelle della Seconda Squadra ancorate a Cipro. I dettagli del loro mandato sono ancora in elaborazione, verranno definiti nelle prossime ore. 

 

La prima destinazione sarà il tratto di mare tra la costa turca e le isole greche di Lesbo e Kos, dove negli ultimi mesi più fitto è stato il traffico di migranti. L’agenzia profughi dell’Onu documenta che dal 1° gennaio sono già 75.000 quelli arrivati sulle coste greche, oltre il 45 per cento siriani, e tra loro almeno 400 sarebbero annegati. Una tipologia di intervento senza precedenti per la Nato, ovviamente legata al peggiorare della situazione in Siria, dove decine di migliaia di civili stanno confluendo verso la Turchia. 

 

Erdogan, il presidente turco ha incalzato: "Potremmo arrivare a oltre 600.000 disperati se la Russia dovesse continuare a bombardare e provocare la caduta di Aleppo". Secondo alcune interpretazioni, la missione Nato è però diversa da quella europea in corso al largo delle coste italiane, nella quale i guardiacoste accompagnano i migranti sulle nostre spiagge. In ogni caso, non ci saranno navi italiane nell’Egeo.