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Siria. Benedetto XVI: riforme urgenti, ma si eviti violenza

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“Gli avvenimenti degli ultimi mesi in alcuni paesi del Mediterraneo, tra cui la Siria, manifestano il desiderio di un avvenire migliore” e “l'urgenza di riforme politiche, economiche e sociali”. È l'appello che Papa Benedetto XVI ha rivolto questa mattina al neo ambasciatore di Siria presso la Santa Sede, Hussan Edin Aala. Ma allo stesso tempo, ha proseguito il pontefice “è auspicabile che quest'evoluzione si realizzi evitando intolleranza, discriminazioni , conflitti e violenza”, nel rispetto “della verità, della coesistenza, dei diritti legittimi delle persone e delle comunità”, tenendo conto anche delle “istanze internazionali”.

Augurando al popolo siriano di poter vivere “in pace e fraternità”, Benedetto XVI ha sottolineato che “la stabilità di ogni nazione si fonda sul riconoscimento della centralità e della dignità inalienabile di ogni persona umana. Questo deve essere al centro dell'azione delle istituzioni, delle leggi e della società. Per questo - ha aggiunto il Papa - è essenziale privilegiare il bene comune, mettendo da parte gli interessi personali o di parte”. Il pontefice ha posto l’accento anche sull'importanza del “dialogo interreligioso”: “La Siria è stata tradizionalmente un esempio di tolleranza, di convivenza e di relazioni armoniose tra cristiani e musulmani – ha affermato il Papa, sottolineando il “ruolo positivo dei cristiani nel vostro paese, impegnati come cittadini nella costruzione di una società di pace per tutti”.

Intanto sale a 1.800, secondo la tv turca Ntv, il numero di profughi siriani ospitati nella tendopoli di Yayladagi, nel sud-ovest della Turchia, in fuga dalla repressione del regime di Bashar al Assad.

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