Siria: dove le unghie si strappano ai bambini e non al regime

Banner Occidentale
Dona oggi

Fai una donazione!

Gli articoli dell’Occidentale sono liberi perché vogliamo che li leggano tante persone. Ma scriverli, verificarli e pubblicarli ha un costo. Se hai a cuore un’informazione approfondita e accurata puoi darci una mano facendo una libera donazione da sostenitore online. Più saranno le donazioni verso l’Occidentale, più reportage e commenti potremo pubblicare.

Siria: dove le unghie si strappano ai bambini e non al regime

04 Giugno 2011

Se Neda, la ragazza uccisa dai sicari di Ahmanidejad, è stata il simbolo dell’Onda verde iraniana, Hamza al Khateeb, un bambino di tredici anni torturato e ucciso dagli Assad diventerà il testimone delle rivolte in Siria. Durante una manifestazione del 29 aprile Khateeb è stato sequestrato dalle forze di sicurezza. Quasi un mese dopo, il 25 maggio, il suo corpo è stato gettato davanti alla porta di casa e ai parenti è stato intimato di mantenere un silenzio assoluto. Mentre un venditore di scarpe, arrestato e torturato, racconta: “Strappare via le unghie ai bambini è stato davvero troppo”. L’uomo dice di essere stato fermato assieme al fratello e a due cugini alla fine di una manifestazione a Daraa, epicentro della rivolta. I quattro sono stati rinchiusi nell’ospedale militare di Homs per sei giorni: i primi tre li hanno trascorsi nudi e con gli occhi bendati da cerotti: “Eravamo circa 15, con tre letti in tutto. Non ci hanno dato da bere, né da mangiare e non potevamo andare in bagno. Ogni dieci minuti entrava qualcuno che ci picchiava o ci chiedeva di inginocchiarci davanti a un ritratto del presidente Assad”. Un dottore di un ospedale militare ha confermato al Wall Street Journal di aver assistito a scene simili e ad altre più ignobili, come il conficcare chiodi nelle mani dei bambini.

Ma "la barriera della paura è crollata e la nuova tecnologia non permette al regime di controllare la situazione" dichiara un manifestante. Infatti, nonostante l’arma del terrore le proteste continuano e sono almeno 27 le persone uccise ieri a Hama, a nord di Damasco, dalle forze di sicurezza durante le manifestazioni anti-regime nominate il "giorno dei bambini della libertà", in memoria delle piccole vittime della repressione nella città di Rastan, tra cui una bimba di quattro anni e uno di dieci. Nei tre mesi di guerra civile sono morti oltre 40 bambini.

Assad nel tentativo di blandire l’opposizione ha concesso un’amnistia generale per i reati politici commessi prima del 31 maggio e questa settimana ha istituito una commissione per avviare un dialogo con le forze d’opposizione. Intanto, il segretario di Stato americano Hillary Clinton ha dichiarato: “Un regime che tortura e uccide i bambini dimostra di essere al collasso totale. La legittimità di Assad è ormai quasi finita. Se non è in grado di attuarla deve andarsene. Dove, decida lui”.