Siria, l’Isis rapisce 300 operai a Damasco
08 Aprile 2016
Trecento siriani, operai di una cementeria, sono scomparsi dopo un attacco dell’Isis a Dmeir, a 40 chilometri nord-est di Damasco. L’agenzia ufficilae siriana, Sana, ha confermato quella che fino a poco fa era solo una voce diffusa dai residenti della zona: “Dei gruppi terroristici legati all’ Isis hanno rapito più di 300 lavoratori e dirigenti della cementeria Al-Badia, nella provincia di Damasco. La societa’ ha informato il ministero dell’Industria che non e’ attualmente in grado di mettersi in contatto con le persone rapite”. Inizialmente sembrava che le persone scomparse fossero 250.
Nella parte orientale la città è sottoposta al controllo dall’Isis nella parte orientale e dai ribelli moderati in quella occidentale, ma l’aeroporto militare e una centrale elettrica sono ancora nelle mani delle truppe governative. Secondo l’Osservatorio nazionale per i diritti umani gli scontri dentro e fuori Dmeir sono stati molto pesanti. Sarebbero stati registrati aspri combattimenti proprio nei pressi dell’aeroporto e della centrale elettrica. La stessa fonte, citando testimoni locali, ha detto che l’offensiva dello Stato islamico nell’area era cominciata con l’esplosione di cinque autobomba guidate da kamikaze che avevano preso di mira l’aeroporto di Dumair e i suoi dintorni, provocando la morte di 35 soldati.
La città è senza luce nè acqua e molti abitanti della zona orientale stanno scappando verso le aree occidentali. Il 13 aprile dovrebbero riprendere i colloqui di pace a Ginevra. L’inviato speciale per le Nazioni Unite, Staffan de Mistura, che si tratta di avviare «un reale processo di transazione politica».
