Siria: Obama sbaglia i calcoli e Putin ne approfitta

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Siria: Obama sbaglia i calcoli e Putin ne approfitta

17 Febbraio 2016

Da mesi in Siria ci si sta convincendo che i russi vogliano non solo ridare fiato al regime di Assad, ma anche costringere gli oppositori a un esodo ancor più massiccio di quello visto finora in un Paese nel quale un quinto degli abitanti ha già abbandonato le proprie case. 

 

La crisi dei rifugiati che indebolisce sempre più l’Europa e alimenta divisioni nella Nato avviene nel silenzio quasi totale del governo Usa. Solo sabato scorso Barack Obama ha telefonato a Vladimir Putin per chiedergli di smettere di bombardare i ribelli "moderati" anti-Assad.Obama ha ripetuto al capo del Cremlino la richiesta già formulata a settembre nell’incontro a margine dell’assemblea Onu a New York: no a soluzioni militari del Cremlimo per la Siria. Si può dire che questo è stato il secondo, grosso errore di calcolo di Obama nella crisi siriana.

 

Un errore per certi versi simile al primo: come nel caso dell’uso delle armi chimiche e del mancato intervento americano dopo che Assad aveva varcato la «linea rossa» fissata dalla Casa Bianca,  infatti, anche nel caso dei bombardamenti che stanno riportando Aleppo sotto il controllo del dittatore di Damasco, Obama ha mostrato molta retorica e poca pratica, restando immobile davanti al protagonismo di Putin.