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Siria, raid su convoglio umanitario. Ban Ki-moon contro Assad:”Nessuno ha ucciso più di lui”

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In Siria le cose si fanno sempre più complesse. La tregua non ha retto e si configurano nuovi scenari. L'Ufficio di coordinamento degli affari umanitari dell'Onu, infatti, ha annunciato la sospensione di tutte le operazioni umanitarie in Siria dopo l'attacco aereo che ha coinvolto un convoglio di aiuti e causato la morte di venti civili.

"Al momento non abbiamo una visione completa di quello che è successo, ma abbiamo preso la decisione di sospendere tutte le operazioni umanitarie dei convogli sul terreno", ha spiegato un portavoce in una nota. Il portavoce dell'Oche, Jens Laerke, ha precisato: "Come misura di sicurezza immediata, gli altri movimenti di convogli in Siria sono stati per ora sospesi in attesa di ulteriori valutazioni della situazione sul fronte della sicurezza. Tuttavia, restiamo impegnati per fornire aiuti a tutti i siriani che li necessitano".

Russia e Damasco, intanto, negano qualunque coinvolgimento.

Le accuse alla Russia di aver attaccato un convoglio umanitario in Siria "sono infondate". Così il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov. "Non ritengo possibile e giusto arrivare a conclusioni infondate. Attualmente le informazioni di questo attacco a fuoco sono passate al vaglio dei nostri militari, spero che ricevano informazioni concrete dalle fonti sul campo e dopo potranno rilasciare una dichiarazione al riguardo".

E dopo tutto quel che sta accadendo, non poteva non esserci la crisi siriana al centro del discorso del segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon, durante il suo ultimo intervento all’Assemblea Generale dell’Onu (alla fine del suo doppio mandato).

Un discorso che è stato soprattutto un atto d’accusa contro il presidente siriano, Bashar al Assad. "Molti gruppi hanno ucciso tanti innocenti, ma nessuno così tanti come il governo della Siria, che continua a lanciare barili bomba sulle zone abitate e tortura sistematicamente migliaia di detenuti", ha detto.

Ha attaccato, stavolta senza fare nomi, anche i rappresentanti dei "governi che hanno ignorato, facilitato, finanziato o addirittura pianificato e portato avanti atrocità inflitte da tutte le parti del conflitto in Siria contro i civili siriani. E poi: "Chiedo a tutti coloro che hanno influenza di mettere fine ai combattimenti e di dare inizio ai negoziati". Secondo Ban Ki-Moon, infatti, non esiste una "soluzione militare alla crisi", ma soltanto la via della transizione politica.

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