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Slovacchia: il socialdemocratico Fico è primo con il 28,6%, ma non vince

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Ha ottenuto il 28,6% il partito Smer-Sd del premier Fico che è arrivato primo alle elezioni in Slovacchia. Secondo e terzo posto per SaS (Libertà e solidarietà) di Sulik che ha ottenuto 21 seggi, e il partito Olano (Gente semplice) che si è aggiudicato 19 seggi. Il partito considerato principale rivale dello Smer-Sd ha preso solo il 6,7% dei voti.

Fico rappresenta  in toto quella che è la nuova tendenza del panorama politico europeo. Statalismo, nazionalismo e anti-immigrazione: la nuova bandiera del populismo. 

 

Nel 2012, in seguito ad una serie di scandali che avevano colpito il centrodestra al governo, e per via delle polemiche per il contributo della Slovacchia al Fondo cosiddetto "salva-stati" per i paesi in difficoltà dell'euro, Fico godeva della possibilità di governare da solo grazie al 44% conquistato. 

 

Fico non ha affrontato in questi anni le grandi riforme di cui la Slovacchia avrebbe bisogno, come la scuola e la sanità, e ha potuto conservare la sua popolarità con l'aumento del salario minimo, con i trasporti gratis per studenti e pensionati, e con i tagli di tasse per il piccolo commercio. Il suo elettorato più o meno è lo stesso che ha sostenuto Tsipras. Lavoratori a basso reddito, e slovacchi meno istruiti e pensionati: ecco il suo bacino di utenza. 

 

Fico dovrà cercarsi a tutti i costi un alleato per essere capo del governo per la terza volta. Ma non sembra così facile. La seconda forza politica, il partito liberale Sas di Richard Sulik, è lontana dalla linea dura anti-migranti portata avanti da Fico insieme ai leader ungherese e polacco, Viktor Orbàn e Jaroslaw Kaczynski, e col presidente cèco Milos Zeman, ma schierata per il "no" a nuovi aiuti alla Grecia.

Insomma, Bratislava rischia l'ingovernabilità proprio mentre dovrebbe prepararsi ad assumere il semestre di presidenza di turno dell'Unione.  

 

Degno di nota è sicuramente, intanto, il risultato ottenuto dall’estrema destra nazionalista di Marian Kotleba. Entrano per la prima volta in Parlamento con 14 deputati. Una notizia che fa disperare l’eurodeputata socialdemocratica Monika Flasikova Benova: “È una vergogna per il Paese”, così esprime tutta la sua disperazione l’eurodeputata socialdemocratica Bnenova . Aggiungendo: “Quando la Slovacchia dovrà presiedere l’Unione Europea nella seconda metà dell’anno sarà peggio che se avessimo avuto i fascisti in Parlamento”.

 

 

 

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