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Snowden alliscia la Cina: “Stati Uniti spiano Pechino”

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Lo scandalo Snowden, la talpa del "datagate", fa le prime vittime illustri. Si dimette il vicedirettore della Cia, Morell, che Obama sostituisce al volo ma tiene con sé come consigliere alla Casa Bianca. Snowden, dall'esilio di Hong Kong, intanto accusa Washington per pirateria e spionaggio informatico ai danni della Cina, anche grazie a Prism, il programma di intercettazioni e controllo del web messo in piedi dalla Nsa, il più grande atto di cyber-spionaggio della storia americana. Secondo Snowden, l'hackeraggio sarebbe iniziato nel 2009, per origliare università e aziende cinesi. L'FBI intanto sta lavorando per incastrare Snowden, accusandolo di spionaggio e di essere un "disertore". Secondo Snowden, "le libertà fondamentali della gente di tutto il mondo" ma i repubblicani in America chiedono "pene esemplari". Juliane Assange ha suggerito a Snowden di rifugiarsi in America Latina, per adesso però Snowden preferisce restare in Cina, lanciando le prime accuse, che sembrano confermare l'idea fatta circolare da ex agenti Cia, Pechino potrebbe essere il grande dominus dietro lo scandalo. "Il mio unico obiettivo è informare il pubblico", dice Snowden, "Ho fatto tutto questo, non perchè voglio pubblicità su di me, ma su quello che ha combinato il governo". In ogni caso questo scoop e le grandi rivelazioni del giovane informatico non sembrano poi così drammatiche. Non ci vuole un master in intelligence per capire che gli Usa stanno cercando di capire dove va la Cina. E' il grande gioco.

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